Transistor a Cagliari: per conservare la memoria

Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

Anche quest’anno, per la quarta edizione, si è ripetuto a Cagliari il festival “Transistor”, un evento organizzato da Cada Dia Teatro e Culturarch. Per il 2018, inoltre, la manifestazione si è svolta in quattro giornate, tra il 1 e il 4 novembre, in contemporanea con “I libri aiutano a leggere il mondo” organizzato da Malik. Transistor è diventato con il tempo un appuntamento molto atteso per via della sua assoluta originalità. Ogni anno infatti questa kermesse artistica, ideata dai giovani e per loro pensata, si muove in modo trasversale attraverso differenti mezzi di comunicazione. Ogni anno viene scelto un tema diverso. Quest’anno è stato quello della memoria e della narrazione, ed ecco quindi il perché della contemporanea fiera editoriale. Attraverso diversi appuntamenti, sempre a metà tra la performance teatrale e il convegno frontale, si è cercato di aiutare le nuove generazioni e scrivere un proprio personale diario. Il diario è il custode della memoria, è il luogo a cui affidiamo i nostri desideri e pensieri più profondi. Allo stesso tempo il diario è un memoriale che lasciamo ai posteri, a coloro che verranno dopo di noi. In questo senso un altro tema che inevitabilmente è stato affrontato è quello della comunicazione, ed è in questo ambito che sono stati chiamati ad intervenire, per animare la giornata finale di transistor, anche gli Stregoni di Johnny Mox e Above the Tree. La loro chiassosa formazione musicale, sempre diversa e sempre nuova, non ha sfigurato in mezzo agli altri protagonisti del 4 novembre. La giornata finale della manifestazione si è aperta con un viaggio a ritroso nel tempo, addirittura fino ai primordi della vita. “Un diario di 14 milioni di anni”, infatti, è stato un percorso emozionante, ed emozionale, ideato da I.D.e.A.S (Incontri di Divulgazione e Astrofisica in Sardegna), per scoprire come sono nati l’Universo e la Terra su cui viviamo. Dal cosmico al particolare, l’intervento successivo è stato quello di Antonio Catalano che ha raccontato una realtà molto più quotidiana e ben nota a tutti noi. Il suo spettacolo “Mi arrendo alle fragole”, che cita “Il posto della fragole” di Ingmar Bergman, parte da un vecchio giradischi e dalle vecchie canzoni che, da sempre, sono la colonna sonora delle nostre vite. Dopo altri interventi, tutti giocati sul filo della memoria e delle rimembranze, è stato il turno degli Stregoni per salire sul palco. Come sempre Johnny Mox e Above the Tree si sono avvalsi della collaborazione dei giovani migranti, che con la loro energia hanno dato vita ad una scatenata jam session. Anche nell’ambito di Transistor il progetto Stregoni ha lanciato il suo messaggio di pace universale che passa attraverso la creazione di un linguaggio che permette di superare ogni barriera culturale, quello della musica. L’intervento degli Stregoni non si è limitato al concerto finale. La giornata successiva, lunedì 5 novembre, si è svolto infatti lo “Stregoni band show case”, ovvero un laboratorio in cui la musica è stata portata in mezzo ai giovani, per dimostrare in modo concreto e attivo in che modo fluisce l’energia della band. Con Mox e Above the Tre hanno lavorato anche in questa occasione Jobe Baboucarr ed Emme Godspower. Gli Stregoni hanno dimostrato una volta di più come il loro sia un progetto in fieri, ben lungi dall’essersi concluso, speranzoso di portare un vento di rinnovamento attraverso note che sono in grado di valicare mari e oceani.

Share This

Share this with your friends!