Supercontinent, la 37esima edizione del festival Drodesera

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized |

Anche in Italia ci sono esempi di come un mecenatismo illuminato possa coltivare lo sviluppo delle arti e possa aiutare i giovani artisti ad uscire dall’anonimato per farsi conoscere con le loro esibizioni. Il mondo è profondamente cambiato e le arti, tutte le arti, sono la chiave di lettura per comprendere il cambiamento in modo positivo e proficuo, superando i conflitti e creando una nuova umanità capace di dialogare attraverso l’interconnessione di diversi ecosistemi. Uno di questi esempi si trova a Dro, un piccolo comune della provincia autonoma di Trento, dove fin dagli anni ottanta è stato inaugurato un festival che aveva lo scopo di offrire uno spazio aperto a tutti i giovani artisti emergenti in qualunque settore, dalla videoarte, alla performance, fino alla musica. Con il tempo il festival si è spostato da Dro ad un’altra location estremamente suggestiva, ovvero la centrale idroelettrica di Flies, ancora in funzione. Grazie al contributo della provincia autonoma di Trento, di Hydro Dolomiti Energia e all’impegno della Cooperativa il Gaviale che gestisce la struttura, la centrale ha iniziato a produrre energia non solo elettrica, ma creativa. Anno dopo anno il festival è cresciuto sempre più in dimensioni ed importanza, fino a diventare un punto di riferimento imprescindibile per chiunque si muova sul panorama artistico nazionale ed internazionale. Il festival Drosesera, quest’anno intitolato “Supercontinent”, è così giunto alla sua 37esima edizione e quest’anno tra i numerosi artisti che lo hanno animato ci sono stati anche gli “Stregoni” Johnny Mox e Above the Tree. La manifestazione ha avuto luogo tra il 21 e il 29 luglio e si è dipanata attraverso un programma davvero molto nutrito di nomi di spicco della musica, della pittura e della performance art internazionale. Ad inaugurare il festival è stato Alessandro Sciarroni, attivo nelle Performing Arts, che in questa sede ha messo in mostra alcuni degli scatti eseguiti negli ultimi anni. Ma gli artisti che hanno trovato presso la centrale di Flies un ideale palcoscenico su cui esibirsi sono arrivati davvero da tutto il mondo, a dimostrazione della volontà di dare vita ad una nuova forma di comunicazione universale capace di oltrepassare le barriere. Madison Bycroft è arrivata dall’Australia per mettere in scena una curiosa performance in cui una seppia è diventata maestra d’amore e di vita; Urok Shirhan è irachena e si è esibita con la sua “Empty Orchestra” (letteralmente, orchestra vuota) per riflettere sulle lingue e sulla voce; Philipp Gehmacher è austriaco e a sua volta ha presentato un lavoro che si è concentrato sul parlare, walk+talk, sull’atto stesso della comunicazione. Supercontinent anche quest’anno, così come da sua vocazione istituzionale, ha dunque presentato moltissimi spunti di riflessione e novità. In questo scenario si sono inseriti alla perfezione Johnny Mox e Above the Tree che hanno suonato insieme ad una ventina di migranti nella serata conclusiva elettrizzando gli spettatori, nonostante la jam session si sia dovuta svolgere sotto una pioggia battente. In un clima di condivisione e dialogo universale, come quello instaurato da Drodesera, gli Stregoni hanno trovato l’ambiente ideale per le loro “magie”, dimostrando come le diversità non risiedano che nella testa di ognuno di noi e che superarle sia solo una questione culturale e morale e non pratica. Intervistato dal Corriere del Trentino, Johnny Mox ha detto di essere stato molto felice di aver potuto partecipare al festival Supercontinent perché ha sentito che in quel contesto il messaggio degli Stregoni poteva davvero arrivare al cuore e alle orecchie di tutti.

Share This

Share this with your friends!