Stregoni sulle pagine dei giornali

Posted by on Mag 22, 2018 in Uncategorized |

Finalmente il progetto “Stregoni” di Johnny Mox e Above the Tree si è conquistato le pagine dei giornali nazionali, e non più soltanto qualche trafiletto in cronaca locale o in qualche magazine che si occupa di musica di nicchia. La proiezione del documentario sulla loro storia che è avvenuta nell’ambito del Trento Film Festival ha fatto in modo che finalmente gli sforzi di questi due musicisti italiani abbiano attirato l’attenzione della cronaca “maggiore”, tanto che di loro si è parlato in un articolo uscito su “Il Fatto Quotidiano” on line. Le parole usate per descrivere gli “Stregoni” sottolineano il fatto come questo nome, “stregoni”, nell’accezione popolare stia ad indicare una realtà negativa, misteriosa, fatta di riti tribali volti a fare il male delle persone, più che il bene. Johnny Mox e Above the Tree, grazie al contributo di Anush Hamzehian, il regista che ha diretto il docufilm, e Alessandro Comodin, che ne ha curato la fotografia, hanno stravolto il senso del nome e anche le nostre convinzioni. Gli “stregoni”, in questo caso, sono quelli che riescono a creare una magia con le note: partendo da un brano musicale che hanno salvato nel loro telefonino, unico sottile filo che riesce ancora ad unire una persona con la sua terra di origine, si creano sonorità del tutto nuove e inedite, contaminando generi, in una vera operazione di “integrazione”. Come spesso hanno sottolineato i due artisti che hanno dato il via a questo progetto, e che ora sperano possa continuare a camminare con le sue gambe anche senza il loro supporto, probabilmente noi occidentali abbiamo malinteso il senso della parola “accoglienza”. Noi non dobbiamo per forza capire chi è diverso da noi. Dobbiamo solo dargli le stesse possibilità che abbiamo noi stessi per costruirsi la vita come la desidera. Nel documentario realizzato da Hamzehian si segue il percorso degli Stregoni per la preparazione al concerto che si è tenuto al Muse di Trento nel 2017. I concerti di questa band si svolgono nei centri di accoglienza, dove alcuni ragazzi vengono coinvolti in una jam session che nasce nel momento stesso in cui viene improvvisata. Di città in città, Johnny Mox e Above the Tree hanno incontrato soprattutto storie, quelle che restano celate agli occhi di chi vive il fenomeno dell’immigrazione solo come un “problema da risolvere”. Dietro al fenomeno ci sono le persone, di solito molto giovani, giovani non diversi da quelli che popolano le nostre città. Amano la musica e amano la vita, e vorrebbero solo poter mettere a frutto le loro capacità che hanno dovuto portare via da una realtà di povertà o guerra. Presto verrà pubblicato un altro docufilm, questa volta si documenterà il tour europeo che gli Stregoni hanno fatto tra i principali centri di accoglienza di tutta Europa. Lo scopo è di sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche di invitare la politica a trovare finalmente una soluzione che non sia solo un palliativo o uno slogan a beneficio dei più, ma che possa davvero trovare una sostenibilità ad una situazione che non si può negare, ma che deve essere accettata e metabolizzata. Intatto parte del sogno di Johnny Mox e Above the Tree si sta realizzando: un altro loro obiettivo è quello di rendere autonomi alcuni dei ragazzi che hanno conosciuto, e infatti di recente, sulla pagina Facebook di Stregoni, sono stati pubblicati i primi due singoli di due giovani musicisti che ora possono di nuovo guardare al futuro.

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