Stregoni al Trento Film Festival

Posted by on Mag 22, 2018 in Uncategorized |

Il Trento Film Festival è un evento che si ripete ormai da oltre sessant’anni e che nel corso del tempo ha acquisito sempre maggiore autorevolezza e importanza. Venne fondato nel lontano 1952 con una vocazione ben specifica: parlare della montagna e degli uomini che abitano, o sfidano, la montagna. Piano piano, poi, il suo raggio di azione si è ampliato, fino ad arrivare a parlare, in senso più generale, di “terre di confine”, di tutti quei luoghi, fisici e dell’anima, in cui l’essere umano sfida se stesso e i suoi limiti, dove le diversità di fondono riconoscendosi uguali. Nel 1987, quindi in tempi più recenti, alla rassegna cinematografica si è anche affiancata una rassegna letteraria, “MontagnaLibri”, che riprende le stesse tematiche dell’evento principale e spazia in vari settori, trattando non solo di libri ma anche di arte, fumetti, giochi. Quest’anno il Trento Film Festival è giunto alla sua 66esima edizione e si è svolto tra il 26 aprile e il 6 maggio 2018 con una miriade di eventi diversi e un programma molto nutrito. Come sempre, il cuore della manifestazione è stato rappresentato dalla proiezione dei film in concorso e dei vari cortometraggi e documentari che hanno animato le diverse sezioni del festival; anche per il 2018 il focus è incentrato sulla vita della montagna, ma i temi collaterali che sono stati toccati sono a loro volta stati numerosissimi. Basti pensare che durante il festival c’è stata anche la prima proiezione del documentario di “Stregoni”, la band itinerante formata ormai circa due anni fa dai musicisti italiani Johnny Mox (Gianluca Taraborelli) e Above the Tree (Marco Bernacchia). La pellicola è stata proiettata in due diversi appuntamenti: sabato 28 aprile alle 19:15 e mercoledì 2 maggio alle 17:15, ed è stata intitolata semplicemente con il nome della band, “Stregoni”. La regia del filmato è di Anush Hamzehian, giovane cineasta che ha già ricevuto molti riconoscimenti per i suoi lavori, e che è il figlio di un rifugiato iraniano. Nessuno più adatto di lui, dunque, a trasformare il materiale informe girato durante i concerti degli Stregoni, e durante i loro viaggi in giro per l’Europa tra i campi di accoglienza, in un racconto coerente e toccante. Attraverso questo documentario l’esperienza fatta da Johnny Mox e Above the Tree nel corso di questi mesi si è condensata in un film che permette di entrare dentro la realtà che loro, con il coraggio e l’incoscienza che viene dalla musica, hanno deciso di penetrare. La realtà degli immigrati, di coloro che affrontano viaggi ai limiti dell’impossibile per fuggire da fame, guerra e dolore per venire proiettati in un presente di emarginazione e incertezze, non suscita pietà o buonismo. Finalmente i ragazzi che provengono da ogni parte del mondo appaiono solo per quello che sono: ragazzi come gli altri, pieni di sogni e speranze, e con tanta musica nel cuore e negli smartphone. Il Trento Film Festival racconta le storie border line, e quella degli Stregoni lo è più di ogni altra perché si svolge nelle nostre città, ma è come se accadesse sempre altrove. Il documentario è stato proiettato nella sezione “Orizzonti vicini” ed ha avuto un buon riscontro da parte del pubblico, dopo essere stato realizzato su un progetto per la tv francese. Adesso anche questo film è pronto a cominciare il suo viaggio, veicolando il messaggio universale di pace e fratellanza che solo le arti possono trasmettere con efficacia.

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