Stregoni a Viterbo e il nuovo progetto di Above the tree

Posted by on Mar 24, 2016 in Uncategorized |

Sta continuando con successo il progetto che Above the tree (Marco Bernacchia) ha inaugurato insieme al collega musicista Johnny Mox (Gianluca Taraborelli) presso i centri di accoglienza profughi della provincia di Trento. Infatti finalmente il duo ha superato i confini regionali, esibendosi sabato 27 febbraio nel Lazio. Più precisamente il progetto Stregoni è stato ospitato a Viterbo, presso l’Arci Viterbo e l’Arci Solidarietà Viterbo. Ha collaborato alla realizzazione dell’evento l’associazione Allimprovviso. Il concerto si è svolto nella serata di sabato ma, come sempre accade quando si parla degli appuntamenti del progetto Stregoni, in realtà la serata ha avuto uno sviluppo più complesso e l’esibizione finale non ne è stato che il risultato ultimo. Infatti i due musicisti si sono relazionati fin alla giornata di venerdì con un gruppo di venti giovani migranti, i quali hanno deciso di prendere parte al progetto che rientra nei piani dello Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Come di consueto, Above the tree e Johnny Mox sono partiti all’ascolto di brani che queste persone hanno portato con sé dalle terre di origine, registrati nei propri smartphone o iPod, per poi dare vita ad una serie di improvvisazioni e variazioni sul tema al fine di creare nuove sonorità che mescolino diverse suggestioni. Lo scopo finale di questa operazione non si esaurisce solo nell’esibizione, che in questo caso specifico ha avuto luogo a partire dalle ore 21:00 del 27 febbraio presso il centro Biancovolta, ma ha senso proprio nella possibilità di far interagire i rifugiati, che troppo spesso si sentono ghettizzati ed emarginati dalle popolazioni che li accolgono, con i residenti. La musica così può sfruttare fino in fondo la sua vocazione di linguaggio universale; e anche l’esperimento viterbese ha dato i suoi frutti, ed ha soprattutto dato nuova spinta ed energia per portare avanti il progetto Stregoni. Nonostante sia molto impegnato su questo fronte, Above the tree, alias Marco Bernacchia, non ha di certo abbandonato il suo percorso musicale e continua a sperimentare anche per quel che riguarda la sua personale produzione discografica. Infatti è uscito nelle prime giornate di marzo un suo nuovo lavoro, che è la prosecuzione di “Unconscious Cognition Is The Processing Of Perception”, nastro pubblicato dalla Yerevan Tapes agli inizi del 2015. Sempre in collaborazione con questa interessante etichetta indipendente Above the tree ha subito una nuova trasformazione, come è ormai nelle abitudini di questo artista, diventando Virtual Forest. Sotto il nome di Virtual Forest Bernacchia ha pubblicato un nuovo album, “Ritual Machine Music”, che è stato editato in un numero limitato di copie in vinile. “Ritual Machine Music” è stato mixato da Marco Bernacchia in collaborazione con Maurizio Abate; Giuseppe Ielasi ha curato la masterizzazione mentre la grafica è stata eseguita da Manuel Scanu. Sotto la nuova denominazione di “Virtual Forest” Bernacchia ha voluto dare vita, per sua stessa definizione, alla “fase onirica” del suo percorso musicale. Le sonorità di cui sono intessuti i nuovi brani, ottenute tramite droni profondi e cori di bassi, evocano una natura primitiva e selvaggia da cui l’uomo trae le sue origini e in cui affonda il suo presente. Si tratta di una musica per certi versi, mistica, evocativa, che parte dalla materialità della Terra per elevarsi fino all’iperuranio. Per presentare questa nuova fatica Bernacchia si è esibito in una serata evento di nuovo presso lo Spazio Arci Biancovolta di Viterbo il giorno 11 marzo 2016 insieme ad un altro interessante artista appartenente al panorama italiano della produzione alternativa, Mai Mai Mai (Toni Cutrone).

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