Stregoni a RadioDue

Posted by on Set 28, 2018 in Uncategorized |

Il progetto che Johnny Mox e Above the Tree stanno portando avanti ormai da molti mesi finalmente è approdato anche sui canali del servizio pubblico. Non sui canali televisivi, che da sempre hanno una maggior numero di pastoie e rendono meno facile far circolare liberamente l’informazione alternativa, ma quelli radiofonici. Su RadioDue va in onda un programma intitolato “Ovunque6”, durante il quale Natasha Lucenti e Federico Bernocchi affrontano vari argomenti. In una delle ultime puntate della stagione passata, 2017/2018, poco prima che cominciassero le vacanze estive e quindi il periodo del puro divertimento e dello “sballo”, i due conduttori hanno avuto il coraggio di affrontare, con leggerezza ma anche con grande coraggio, il discorso dell’immigrazione. Lo hanno fatto dall’immancabile punto di vista della radio, quindi parlando di musica e di Stregoni. Bernocchi ha ricordato come Johnny Mox e Above the Tree siano due artisti che stanno portando avanti i loro progetti; vale a dire che hanno un impegno continuo per quel che riguarda il loro percorso artistico e professionale. Ciononostante hanno anche trovato il tempo, e continuano a trovarlo, per portare avanti un altro discorso, parallelo alle loro carriere ma forse, per certi versi, persino più importante. Come dicevamo, Bernocchi ha approcciato la questione da un punto di vista strettamente musicale. Quando pensiamo alla musica etnica, africana, siriana, pakistana, non pensiamo mai a musiche moderne che possano piacere anche a noi. La musica che arriva in Italia dall’estero (eccezion fatta per quella che viaggia lungo i canali della distribuzione discografica mainstream, ovviamente) è per lo più musica “vecchia”. Così spesso ci facciamo l’idea che i gusti musicali delle persone che abitano lontano da noi, in Medio Oriente, o nel continente africano, siano estremamente diversi da nostri. Questo non è del tutto vero, e lo hanno dimostrato Johnny Mox e Above the Tree tirando fuori dagli smartphone dei ragazzi che giungono nel nostro Paese le loro musiche. Bernocchi ha fatto un breve accenno anche all’uso degli smartphone, che come sappiamo è molto criticato da chi dice che gli immigrati non dovrebbero possedere dei dispositivi tanto costosi. Premesso che ormai non sono nemmeno più così costosi, i telefonini restano comunque un mezzo indispensabile per non perdere del tutto i contatti con la terra natìa e la propria famiglia. In più, dentro agli smartphone i ragazzi possono portare parte della loro memoria, immagazzinata sottoforma di file musicali. Sono quei file che Johnny Mox e Above the Tre usano per creare l’alchimia di “Stregoni”: durante la trasmissione di RadioDue ne è stato fatto sentire un breve estratto. Musiche diverse, ma non poi così tanto come potremmo immaginare, si fondono per creare qualcosa di nuovo che ha il sapore della vita e della solidarietà. Bernocchi ha ricordato anche come questo progetto sia nato a Lampedusa ma abbia toccato tutti i principali centri di accoglienza d’Europa, arrivando fino a Malmö. Stregoni è una band atipica anche perché non ha una formazione fissa, ma cambia di volta in volta, ed è il motivo per cui i live del gruppo sono sempre una sorpresa. Il presentatore ha concluso riportando le parole stesse dei due fondatori di Stregoni, ricordando come il fenomeno dell’immigrazione non sia qualcosa di confinato al mare o al terre lontane, ma abiti ormai quotidianamente nelle nostre città. La presenza su “Ovunque6” è stato un bel battesimo per Stregoni, che oramai è un fenomeno che ha acquisito dignità pubblica e che aspetta di poter venire alla luce con il documentario in preparazione in questi giorni.

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