Stregoni a Homeland

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized |

Homeland è un progetto della Biblioteca di Dro (comune in provincia di Trento), portato avanti in collaborazione con l’oratorio di Dro, che ha lo scopo di creare un punto d’incontro e di fraternizzazione tra realtà diverse. Al giorno d’oggi l’integrazione tra persone di varia provenienza e formazione è una tematica di fondamentale importanza: anche se c’è chi semplicemente vorrebbe chiudere le frontiere e lasciare l’alterità fuori dai nostri paesi, non si può più arrestare il flusso di contaminazione che viene dai Cinque Continenti e che ci porta a far convivere nelle nostre città persone di ogni etnia, razza, religione. Tale convivenza non sempre è pacifica. Per questo vari enti dell’Alto Adige, tra cui la cassa Rurale, la Provincia e il Comune di Dro, stanno cercando di creare una rete partecipativa che avvolga tutti i cittadini a qualunque livello al fine di realizzare ambienti urbani più tranquilli e vivibili. Di questa rete fanno parte molteplici progetti: convegni, incontri e seminari, ma anche e soprattutto manifestazioni ed eventi che servano a creare momenti di festa in cui la socializzazione avvenga nel modo più naturale e sereno possibile. Uno degli eventi di punta dell’oratorio di Dro, dall’anno scorso a questa parte, è diventato “Homeland”. La prima edizione di Homeland si è infatti svolta nel 2016 e tale è stato il suo successo che si è deciso di replicarla anche nel 2017 nella giornata di sabato 8 luglio. Homeland, tra l’altro, non è fine a se stesso: non è che il primo appuntamento di una serie che si propagherà anche per tutto il resto dell’estate fino ad autunno inoltrato. Ma cos’è Homeland? Come ha spiegato il sindaco di Dro Vittorio Fravezzi è semplicemente una giornata per stare insieme, organizzata intorno a diversi eventi che possano riuscire a riunire, grazie agli interessi comuni, anche soggetti molto distanti tra di loro. Nello specifico, il programma di quest’anno ha previsto tre momenti: uno sportivo, uno culinario e uno musicale. Si è cominciato alle 14:00 con un torneo di calcio, sport davvero capace di mettere insieme le personalità più differenti sotto la comune egida della passione per il pallone. Al torneo hanno partecipato squadre italiane e africane. A seguire alle ore 19:30 è arrivato il momento di mettersi a tavola per cenare: la cena però prevedeva un menù specialissimo. Si sono infatti messi ai fornelli cuochi provenienti dal Senegal, dal Marocco, dalla Tunisia, dal Pakistan e dalla Nigeria, e ovviamente dall’Italia, per dare vita ad una coloratissima e profumatissima contaminazione. A tavola sono stati così serviti piatti di cous cous vicino al the, riso e carne salada. La cena è stata allietata dal momento musicale animato da due band. Si sono esibiti il gruppo Antaluma insieme ad Asssociazione Improntafro, con uno spettacolo di danze popolari e percussioni, e a seguire hanno dato vita ad una delle loro scatenate jam session gli Stregoni guidati da Johnny Mox e Above the tree. Homeland si è accesa con le improvvisazioni musicali degli Stregoni, che meglio di ogni altra cosa esprimono il melting pot di storie ed anime in cui si sono trasformate le nostre città. Esattamente come a tavola, mescolando ingredienti diversi, si possono ottenere sapori nuovi e inusitati, così con gli strumenti musicali e le note si possono trovare nuove armonie che non siano più identificabili come “mie” o “tue”, ma semplicemente come “nostre”. Grande soddisfazione dunque è stata espressa anche quest’anno per il buon esito di Homeland, che diventa espressione di un mondo nuovo, difficile da conquistare ma possibile.

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