Prosegue il viaggio degli “Stregoni”

Posted by on Giu 10, 2016 in Uncategorized |

Above the tree (Marco Bernacchia) ha inaugurato da alcuni mesi una collaborazione con Johnny Mox (Gianluca Taraborelli) dando vita ad un tour musicale che però è molto di più di questo. In un’intervista rilasciata nel mese di gennaio, i due musicisti hanno parlato del loro progetto, che è stato chiamato “Stregoni”, del motivo per cui è nato e come è stato strutturato, e come sperano che possa proseguire. Per prima cosa i due artisti hanno chiarito come “Stregoni” sia qualcosa di completamente differente rispetto ad un tradizionale tour di concerti poiché in realtà nessuno di loro due suona qualcosa di proprio. “Stregoni” è nato all’interno dei centri di accoglienza per gli immigrati, realtà con la quale sia Johnny Mox che Above the tree sono entrati in contatto grazie ad alcune associazioni di volontariato di Trento. Hanno così cominciato a maturare l’intenzione di fare qualcosa per portare alla conoscenza di tutti la realtà dei ragazzi che arrivano in Italia pieni di sogni e di speranze, trovando invece spesso soltanto sofferenza e rifiuto. Il modo in cui arrivano nel nostro Paese è purtroppo ben noto, perché quotidianamente viene documentato dai telegiornali. Quello che invece è meno noto è il modo in cui vivono una volta che sono qua, in quella che i due musicisti definiscono una “bolla burocratica”. In qualche modo i profughi vengono dimenticati, e le loro diventano vite sospese in cui una reale integrazione sembra solo un miraggio lontano. Viceversa per l’Europa i giovani immigrati potrebbero essere davvero una grande risorsa, apportando linfa vitale ad un Continente che invecchia sempre più giorno dopo giorno. Osservando come le nazioni europee stiano chiudendo le frontiere, anziché aprirle, Mox e Above the tree hanno pensato di lanciare un grido, di far conoscere la quotidianità dei rifugiati, ma non hanno voluto farlo in modo tradizionale, ovvero semplicemente scrivendo una o più canzoni. Hanno deciso di chiamare in causa proprio i giovani che vengono da ogni parte dell’Africa e del Medio Oriente, organizzando delle jam session libere in cui si parte ad uno spunto musicale offerto proprio dagli immigrati. Su questa musica poi si improvvisa dando libero sfogo all’inventiva. I due artisti confessano di avere qualche piccolo “trucco” per far sì che ogni concerto prenda una direzione precisa, usando alcuni escamotage che servono a dare omogeneità al tutto. Ad esempio, per chiudere ogni concerto si usa il suono della sirena della Polizia. Ciò che ne esce fuori è qualcosa di completamente nuovo, una musica che unisce spunti che vengono da terre lontane a sonorità più note. Quello che stupisce maggiormente, dicono i due ideatori, è il fatto che la musica che i giovani immigrati portano con loro non appartiene in nessun modo al preconcetto che noi occidentali abbiamo circa il folklore estero. Mentre gli appuntamenti si susseguono, curati dalla Pentagon Booking (nel mese di giugno gli Stregoni saranno il giorno 2 a Trento, all’Oltreconomia festival; il 4 a Fermo al Nufabric; il 5 a Porto San Giorgio al Marakaibo; il 12 a Torino nello Spazio 211; il 18 a Viote alla Terrazza delle stelle; il 19 ad Agrate Brianza; il 20 di nuovo a Trento per il Refugees world day; il 24 al Mas Festival di Avellino; il 25 a Venezia presso lo Spazio Aereo e il 26 a Finale Emilia per la Festa del Ringraziamento), già Above the tree e Johnny Mox pensano a come dare un seguito al loro progetto. Pensano non solo di fare un disco, cogliendo gli spunti derivanti dai loro numerosi incontri con gli immigrati, ma anche di creare una band per dare ad alcuni di loro una concreta opportunità di lavoro.

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