Above the three e Johnny Mox: il progetto Stregoni

Posted by on Feb 26, 2016 in Uncategorized |

Ci sono due realtà che, ad un approccio superficiale, potrebbero sembrare lontane anni luce l’una dall’altra. Stiamo parlando della musica, pensando alla quale spesso vengono in mente solo i cantanti pagati svariate migliaia di euro, o le grandi etichette e case discografiche, e l’immigrazione, ovvero un mondo fatto di miseria, paura ed emarginazione. Ma c’è stato un tempo, e nemmeno troppo remoto, in cui la musica era considerata un linguaggio universale (basti pensare al fenomeno epocale di Woodstock); essa era vista come la chiave per liberare le anime e le coscienze, uno strumento imprescindibile per costruire un nuovo mondo fatto di pace, uguaglianza e fratellanza. Per tutti coloro che credono che questo messaggio sia morto e sepolto, e fallito insieme agli gli ideali degli ex-sessantottini, fortunatamente ci sono alcuni giovani artisti che stanno dimostrando il contrario. Nello specifico, si tratta di due dei personaggi più interessanti nel panorama della musica contemporanea e progressiva in Italia, vale a dire il duo Above the tree e Johnny Mox. Above the three e Johnny Mox si sono trovati uniti su un terreno comune, ragionando attorno ai tragici avvenimenti che da parecchi mesi stanno travolgendo l’intero continente europeo. I flussi di immigrazione che si sono rivolti verso l’Europa hanno infatti dato vita a reazioni che, agli occhi di questi giovani artisti, sono preoccupanti, ma soprattutto senza alcun fondamento costruttivo. Scagliarsi contro chi viene nei nostri Paesi semplicemente cercando rifugio e salvezza da un destino sicuro di morte, o a volte peggiore della morte, non serve a cambiare una realtà che è ormai sotto gli occhi di tutti. Le emigrazioni di massa stanno cambiando il volto del vecchio continente. Secondo Johnny Mox, un giorno a Lampedusa verrà aperto un museo non dissimile da quello che oggi esiste ad Ellis Island, in America. Quel museo raccoglie i ricordi dei primi immigrati europei che costituirono la base della società del Nuovo Mondo. Anche le centinaia di persone che stanno arrivando in Europa cambieranno profondamente il volto della nostra società, e annullare i patti di Schengen, o trincerarsi dietro presupposti che non possono più reggere ed appaiono anzi profondamente anacronistici, non può portare a niente di buono. Allora Above the tree e Johnny Mox hanno deciso di tentare di trovare un terreno comune di incontro attraverso la musica. Il loro progetto ha avuto come titolo “Stregoni” perché in effetti ciò che si vuole tentare è un’alchimia, o forse una formula magica da sciamani: coniugare diverse civiltà, diverse culture, e diverse sonorità, per iniziare davvero a costruire un nuovo mondo, una nuova comunità di persone che sia in grado di portare avanti dei progetti condivisi. “Stregoni” ha avuto inizio nel mese di novembre 2015, quando i musicisti si sono recati presso il Centro Profughi Ex Studentato Agip di Trento. Qui erano ricoverate una trentina di persone provenienti dall’Africa: Gambia, Mali, Nigeria. Nel cellulare di uno di loro era salvato un brano in mp3, una musica che portava in sé tutti i colori e la vivacità di quella terra lontana. Da quella base è partita una vera e propria jam session in cui tutti sono stati coinvolti senza farsi troppo pregare. Così, dall’iniziale timore di non trovare collaborazione da parte degli immigrati, si è scoperto che è molto più difficile farli smettere che farli cominciare a suonare. Il progetto, che è stato pensato in coordinazione con il Centro per l’immigrazione della Provincia Autonoma di Trento, dunque, è partito a gonfie vele e poi è continuato con una serie di altri appuntamenti a cui sono intervenuti anche ospiti musicali importanti, ed è ancora in corso. Forse Above the tree e Johnny Mox stanno davvero scrivendo un nuovo dizionario di esperanto universale.

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