Prosegue con successo il progetto musicale di Johnny Mox e Above the Tree “Stregoni”

Posted by on Mar 14, 2016 in Uncategorized |

Da sempre la musica, oltre ad essere una forma di intrattenimento, ha avuto il compito di risvegliare le coscienze, di trasmettere messaggi importanti, e soprattutto di creare una nuova via di comunicazione tra le persone, più istintiva e meno ragionata e per questo più efficace. Johnny Mox e Above the tree sono due cantanti che fanno parte del panorama della musica indipendente italiana; i loro veri nomi sono Gianluca Taraborelli e Marco Bernacchia e insieme stanno portando avanti un progetto musicale che potrebbe avere risvolti sociali molto interessanti. Il progetto “Stregoni” nasce all’interno dei centri di accoglienza per immigrati: l’immigrazione è un fenomeno che l’Italia, per la sua precipua conformazione geografica, ha sempre conosciuto molto bene, più che gli altri Paesi europei. Negli ultimi mesi tale fenomeno, a causa di conflitti e guerre, ha assunto dimensioni inusitate, e questo ha creato molti problemi. Ovviamente le prime difficoltà sono a livello logistico, ma l’immigrazione comporta anche moltissime problematiche a livello di accettazione. La maggior parte delle persone percepisce chi arriva da fuori come un invasore, uno straniero che sottrae risorse, e quindi come una realtà da allontanare e rifiutare. In realtà, chi è diverso da noi rappresenta sempre una ricchezza, ed è questo che Above the tree e Johnny Mox vogliono dimostrare mettendo in piedi una serie di concerti che sono per lo più delle sessioni musicali aperte, in cui, intrecciando suoni di diversa provenienza, si possa provare a creare una comunicazione diversa e più intima tra residenti ed immigrati. Uno degli ultimi appuntamenti del progetto “Stregoni” si è avuto il 18 febbraio, quando Above the tree e Johnny Mox hanno suonato in apertura del concerto di Mulatu Astatke presso l’Auditorium Santa Chiara di Trento. Il concerto faceva parte della rassegna “Jazz About”; infatti Astatke è uno dei più affermati e conosciuti musicisti africani, considerato da molti il padre dell’Ethio Jazz, una contaminazione musicale tra il jazz e la musica etiopica. Per Johnny Mox e Above the tree è sembrata una grande occasione, perché hanno detto che in fondo anche Astatke è un po’ uno “stregone” come loro, essendo stato uno dei primi musicisti africani “immigrato” in Occidente (ha infatti studiato musica a Londra, Boston e New York). Il concerto ha fatto registrare il tutto esaurito ed stato un grandissimo successo: da parte sua, Astatke ha presentato il suo nuovo album, “Sketches from Ethiopia”; gli “Stregoni” Johnny Mox e Above the tree si sono esibiti come di consueto in una jam session, improvvisando sonorità assieme ad un gruppo di immigrati. La base da cui gli Stregoni di solito partono per suonare è una musica registrata su un cellulare o uno smartphone, uno di quei “suoni di casa” che chi è costretto a fuggire ama portare con sé, per conservare un po’ delle proprie origini. Oppure si prende un oggetto qualunque, ad esempio una sedia, e si vede quali suoni ne possono uscire. D’altro canto, anche così è nato il nome “Stregoni”: un ragazzo coinvolto nelle improvvisazioni di Johnny Mox e Above the tree ha detto loro che sembravano degli stregoni, capaci di fare musica come per magia attraverso praticamente qualunque cosa. Dopo il grande successo di Trento, e la grande visibilità che il concerto ha dato al progetto, si prosegue con le tappe successive in vista della prossima estate, quando gli Stregoni hanno intenzione di suonare nei centri migranti di tutta Europa, a partire da Lampedusa fino a Stoccolma.

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