Prende il via la fase due di Stregoni

Posted by on Giu 23, 2017 in Uncategorized |

Ormai è passato circa un anno da quando il progetto musicale “Stregoni” ideato da Above the tree e Johnny Mox ha preso il via. L’idea di partenza era quella di raccontare l’immigrazione in un modo nuovo, soprattutto attraverso la musica. Così i due musicisti hanno girato la maggior parte dei centri di accoglienza presenti in Italia e in tutta Europa, hanno incontrato tanti ragazzi come loro, e hanno dato vita a dei concerti decisamente sui generis. Come hanno raccontato loro stessi in numerose interviste, nei concerti di “Stregoni” si cerca di ribaltare completamente quello che è il concetto tradizionale in Occidente di questo tipo di evento. Ovvero, non sono i due musicisti “famosi” ad interpretare brani, ma vengono coinvolti in prima persona i ragazzi provenienti da tutto il mondo. Questi giovani infatti portano salvate nella memoria del proprio cellulare le canzoni che amano di più: da queste sonorità si parte ogni volta per creare qualcosa di nuovo, sempre all’insegna della contaminazione tra generi e nazionalità. Above the tree non era del tutto digiuno rispetto alla storia della musica di Paesi Extraeuropei, visto che a lungo aveva studiato le musiche di Africa ed Asia. Ma, ha confessato, quando si è confrontato faccia a faccia con persone provenienti da questi continenti ha scoperto che in realtà non conosceva un bel niente. Noi occidentali spesso tendiamo a fare di tutt’erba un fascio: ad esempio, raggruppiamo in un’unica sezione la musica del Mali, o della Nigeria. Ovviamente questa è una semplificazione che non permette di comprendere la vera complessità delle culture musicali diverse dalle nostre. Non sempre si tratta di musica di qualità, ma non importa: quello che conta è stimolare il dialogo tra forme espressive diverse. Questo, ovviamente, non sempre avviene con facilità. Quando sul palco salgono ragazzi che provengono, ad esempio, dal Pakistan, dalla Siria, e dal Senegal, essi trovano difficile suonare insieme e interfacciarsi tra di loro. Questo accade non solo perché le tradizioni musicali sono diverse, ma soprattutto perché all’interno dei centri di immigrazione si creano dei piccoli gruppi, dove vengono ricreate le etnie di provenienza, e creare un vero spirito di corpo è complicatissimo. Eppure proprio questo Johnny Mox e Above the tree si sono messi in testa di fare: “costringere” persone estremamente diverse tra di loro, sotto ogni punto di vista, ad impegnarsi per creare qualcosa insieme. Ecco il motivo per cui ogni concerto è diverso dall’altro, ma sempre entusiasmante. Niente è preparato in anticipo, ed anche il pubblico è chiamato a partecipare al processo creativo, che non sempre fila liscio. Ci sono pause, interruzioni, stonature: ma quando alla fine la musica comincia a girare, anche il pubblico si infiamma per la buona riuscita. Un concerto degli Stregoni dunque è diverso da ogni altro perché non è preconfezionato, non è perfetto, non è asettico ma coinvolge emotivamente tutti coloro che vi partecipano, dal palco e sotto il palco. Adesso inizia una nuova fase del progetto, quella in cui Mox e Above the tree hanno deciso di defilarsi, lasciando che i ragazzi dei centri di accoglienza possano andare avanti da soli. Non sarà facile, lo sanno, perché da loro arrivava soprattutto lo stimolo a lavorare insieme. Un altro obiettivo auspicato è la possibilità per le band degli Stregoni di suonare non più soltanto nei centri di accoglienza, ma anche in vere sale concerto e locali, affinchè la contaminazione musicale diventi appannaggio di tutti.

Share This

Share this with your friends!