Il video “Youth” estratto da “RIOT”

Posted by on Mag 16, 2016 in Uncategorized |

Above the tree è un artista che non ama stare con le mani in mano. Eclettico e poliedrico, si muove sempre all’insegna della massima sperimentazione musicale ed esprime la sua personalità in molteplici direzioni al fine di spingere la sua ricerca fino agli estremi limiti possibili. Tra i numerosi progetti che Above the tree (Marco Bernacchia, questo il suo vero nome) sta portando avanti in questo momento c’è una serie di concerti che servono a presentare al pubblico, sempre in ambienti selezionati, il suo ultimo disco prodotto insieme al batterista E-Side (Matteo Sideri). La loro ultima fatica insieme, a distanza di quattro anni dalla precedente collaborazione, “Wild”, si intitola “RIOT”. “RIOT” è un disco che contiene sette tracce e che, come è consueto per entrambe questi artisti, è stato prodotto al di fuori dei circuiti più commerciali. L’etichetta che ha tenuto a battesimo “RIOT” è la Casa della Grancetta di Jesi, e ora Above the tree e E-Side stanno presentando il loro lavoro attraverso una serie di serate che si svolgono tra il mese di aprile e quello di maggio su e giù per la penisola. Non solo: i due musicisti hanno anche pensato di realizzare un video con uno dei loro brani, “Youth”. Il primo singolo estratto da “RIOT” è stato “Saggy Ball Team”, che è stato reso disponibile per lo streaming sul Soundcloud di Above the tree. Per quel che riguarda “Youth” si è invece pensato di lanciare questo brano attraverso un video molto singolare, interpretabile in molti modi diversi (cosa che, d’altro canto, è la cifra caratteristica dell’arte di Above the tree). “Youth” è un brano che parte piano, quasi in sordina, con degli accordi di chitarra, per poi procedere con toni sempre crescenti grazie all’inserirsi delle percussioni. L’intero procedere della musica è un continuo crescendo, che viene sottolineato anche dalle immagini che sono state scelte per accompagnare le sonorità del brano. Il video è costituito dal montaggio di riprese effettuate in due situazioni molto differenti. Da una parte vengono mostrati dei giovani greci in piena rivolta: si tratta di alcune riprese effettuate il 15 luglio 2015 nel corso di una guerriglia urbana in cui si protestava contro l’austerity europea. Dall’altro lato invece vengono mostrati dei ragazzi che trascorrono il loro tempo libero in modo spensierato andando a bordo dello skate board. I due giovani skaters indossano le maschere di animali con le quali sono soliti esibirsi E-Side e Above the tree. La scelta del montaggio invita alla riflessione sui diversi modi con i quali si può affrontare la fase della vita illustrata dal titolo del brano, “Youth”, “giovinezza”: se tale lettura sia data in chiave dicotomica o similare, sta allo spettatore deciderlo. “Youth” dura circa sei minuti e il video che lo accompagna si può vedere gratuitamente su YouTube. Intanto prosegue il tour di Above the tree e E-Side, i quali si sono esibiti in prima battuta il 22 aprile alla Casa della Grancetta per inaugurare ufficialmente l’uscita di “RIOT”; le date successive sono state il 25 aprile a Loreto e il 29 aprile a Firenze, al Glue. A Firenze i musicisti italiani si sono esibiti insieme alla band Teleman, formata da Tommy e Jonny Sanders, che ha presentato a sua volta un nuovo album, “Brilliant Sanity”. Le date successive dei concerti di presentazione di “RIOT” saranno il 5 maggio a Udine, il 6 a Varese, il 19 a Villacidro, il 20 a Cagliari, il 21 maggio a Carbonia, il 22 a Oristano e il 29 maggio a San Martino Spino.

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Above the tree e E-Side in “RIOT”

Posted by on Mag 2, 2016 in Uncategorized |

Above the tree, artista contemporaneo ed eclettico il cui nome, al secolo, è Marco Bernacchia, continua a dimostrare come il “personaggio” dietro il quale cela le sue produzioni musicali si muova all’interno di un mondo variegato, fatto di musicalità e spunti che derivano dalle tradizioni più diverse, ma che trae la sua linfa vitale dalla collaborazione con altri artisti. Uno dei progetti più interessanti che Above the tree sta portando avanti in questo momento si chiama “Stregoni”, è stato concepito insieme a Johnny Mox (Gianluca Taraborelli) e prevede una serie di jam session all’interno di centri di immigrati, in collaborazione proprio con i profughi, alla scoperta delle loro sonorità. “Stregoni” è un work in progress, come numerosi altri dei lavori che Above the tree, con talento istrionico, riesce a portare avanti contemporaneamente. Infatti ha dato vita anche ad un nuovo pseudonimo, “Virtual Forest”, pubblicando con una etichetta indipendente i due album “Unconscious Cognition is the Processing of Perception” e “Ritual Machine Music”. Inoltre ha da poco concluso il tour “Above the tree & drum ensemble du beat” insieme ai Lightning Bolt che ha dato vita al’album “CAVE_MAN”. Non contento di questo, Bernacchia continua ad incarnarsi in personaggi sempre nuovi, come “Gallina” e “MAZCA”; ora da solo, ora in collaborazioni con altri artisti che portano avanti il proprio percorso all’insegna della sperimentazione esattamente come fa lui. In questo vorticare di iniziative se ne segnala una che vede rinverdire una collaborazione che Above the tree aveva già inaugurato alcuni anni fa, quella con E-Side. E-Side è un dee-jay e percussionista il cui vero nome è Matteo Sideri. Nel 2012 E-Side e Above the tree avevano inciso insieme il disco “Wild”, all’interno del quale si cercavano di coniugare i ritmi tribali della tradizione sciamanica con la musica elettronica, in un connubio non sempre riuscito. Ora i due artisti hanno deciso di riprovarci dando vita ad un nuovo lavoro che ha preso il titolo di “RIOT”. “RIOT” è un album composto da sette tracce e il suo titolo vuol dire “rivolta”, concetto che è ben espresso anche nelle sonorità della canzoni che lo compongono. All’interno dei pezzi di “RIOT” (da “Rainbow Revolution” a “Saggy Balls Team”, da “Aftersquare” a “Immigrants Ltd”) si mescolano moltissime suggestioni diverse in un mix che ha soprattutto un sapore psichedelico. Le tradizioni a cui Above the tree e E-Side attingono sono quelle della musica blues, della musica folk e di quella elettronica; il risultato è una “rivoluzione” soprattutto musicale che mescola insieme Africa, America e Vecchia Europa in modo inusitato e quasi indistinguibile. Alla creazione di “RIOT”, in realtà, hanno lavorato insieme diverse persone: Above the tree ha curato la registrazione dei brani vocali e delle chitarre mentre E-Side si è occupato delle basi elettroniche; Michele Lavarda ha suonato il basso in alcuni brani mentre Andrea Suriani ha curato la masterizzazione finale. L’aspetto curioso del gruppo è che ognuno ha operato per conto suo, per infine assemblare i vari risultati dando vita ad un disco completamente autoprodotto, “RIOT”. L’album è stato editato da Casa della Grancetta di Senigallia, per la prima volta in veste di etichetta discografica, e verrà presentato in un tour curato da Pentagon Booking. Il primo singolo che è stato estratto, e che si può ascoltare in streaming sul Soundcloud di Above the tree, è “Saggy Balls Team”. L’uscita ufficiale di “RIOT” è il 22 aprile 2016.

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Gli Stregoni e il concerto di Tony Allen

Posted by on Apr 18, 2016 in Uncategorized |

Il progetto Stregoni, messo in piedi da Johnny Mox e Above the tree (al secolo Gianluca Taraborelli e Marco Bernacchia), si propone di far conoscere la realtà dell’immigrazione al grande pubblico da un nuovo punto di vista. L’immigrato assai di rado viene visto nella sua integrità umana: spaventa perchè diverso, perché si teme che il suo scopo sia quello di privare dei suoi diritti chi risiede da sempre nel luogo in cui arriva. Pochi sono coloro i quali, più lucidamente, riescono a considerare l’immigrato semplicemente per quello che è, ovvero un essere umano non diverso da noi. Gli Stregoni cercano allora di far penetrare un messaggio di uguaglianza ed accoglienza attraverso la musica, realizzando una serie di concerti per tutta Italia in cui collaborano con i giovani “adescati” nei centri di immigrazione. Partendo dalle musiche che questi ragazzi hanno portato con sé dalle terre di origine si creano nuovi sound, nuovi modi di comunicare la vita, e un nuovo linguaggio capace di superare le barriere. Uno dei concerti più belli a cui gli Stregoni hanno fatto da gruppo di apertura con la loro jam session dal vivo si è svolto il 10 febbraio a Trento, all’interno della rassegna “Transiti: musiche in movimento” sponsorizzata dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara. Alle ore 21:00, presso il Teatro Sanbàpolis di via della Malpensada, si è infatti esibito Tony Allen, che potrebbe senza timore di smentita essere definito uno dei primi “stregoni” musicali della storia recente. Tony Allen è uno dei principali esponenti dell’afrobeat, genere musicale nato a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta fondendo le musiche del folklore nigeriano con i ritmi sudamericani. Il fondatore dell’afrobeat è Fela Kuti, con il quale Tony Allen ha collaborato a lungo, contribuendo con lui a mettere a punto uno stile musicale capace di fondere passato e presente e diverse culture, esattamente come fanno gli Stregoni Johnny Mox e Above the tree. Le strade di Fela Kuti e Tony Allen si separarono nel 1978, dopo che i due avevano svolto un tour rimasto memorabile che servì ad introdurre l’afrobeat anche in Europa. In seguito la carriera di Tony Allen, che oggi ha 75 anni ma non ha perso minimamente lo spirito di un tempo, ha continuato a dipanarsi attraverso molte collaborazioni prestigiose. Una delle più importanti è stata quella con Damon Alban, leader del gruppo anglosassone dei Blur, ma dopo il divorzio artistico con Fela Kuti Allen ha soprattutto svolto l’attività di batterista e direttore musicale, potendo oggi a buon diritto essere dichiarato il miglior batterista mai esistito. Il sound da lui creato ha influenzato molti altri musicisti contemporanei: da Paul Simonon dei Clash, a Flea dei Red Hot Chili Peppers, da Danger Mouse a Charlotte Gainsbourg. Tutto il percorso artistico di Allen si è sempre svolto all’insegna della contaminazione e della fusione tra i generi, dal pop al reggae, dal rap al jazz, e del tentativo di innovare la tradizione pur conservandone il suo spirito originario. Al concerto di Trento Tony Allen ha cantato e suonato insieme a Indy Dibongue alla chitarra, Nicolas Giraud alla tromba, Patrick Gorce alle percussioni, Rody Cereyon al basso, Jean-Phi Dary alle tastiere e Yann Jankielewicz al sax e tastiera. L’introduzione musicale offerta da Johnny Mox, Above the tree e dai loro ragazzi del centro profughi è stata quindi perfettamente coerente con lo stile di Tony Allen, perché anche gli Stregoni si prefiggono l’obiettivo di integrare le tradizioni musicali dei migranti con le sonorità dei Paesi di accoglienza, in una magica alchimia che ha animato per una sera il palco del Teatro Sanbàpolis di Trento.

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