Gli Stregoni e l’IndieRocket Festival

Posted by on Ago 10, 2016 in Uncategorized |

L’estate 2016 ha già visto gli Stregoni Johnny Mox e Above the tree impegnati in numerosi appuntamenti e concerti, e molti altri li aspettano ancora di qui a settembre. Tra gli eventi a cui i due musicisti (al secolo Gianluca Taraborelli e Marco Bernacchia) hanno voluto partecipare con il loro innovativo progetto incentrato sul fenomeno dell’immigrazione c’è stato anche l’IndieRocket Festival. L’IndieRocket Festival si svolge a Pescara da ormai ben 13 anni: infatti quella del 2016 è stata la tredicesima edizione e ha avuto luogo nella consueta location del Parco ex caserma “Di Cocco”, tra il 24 e il 26 giugno.

Come sempre, all’interno del programma della tre giorni si sono mescolati spunti e forme artistiche diverse, ma al centro di tutto c’è stata la musica, una musica internazionale, indipendente, innovativa. Da sempre infatti lo scopo del Festival è quello di far incontrare diverse realtà, di dare sfogo alla creatività e al colloquio tra diverse espressioni artistiche, oltre che musicali. Per questo motivo tra i vari eventi previsti ci sono concerti di grandi esponenti della musica indipendente di tutto il mondo, ma anche mostre, laboratori ed incontri. Per l’edizione di quest’anno il Festival si è avvalso anche della collaborazione dell’associazione “Pepe Collettivo”, che ha gestito l’organizzazione dei giorni immediatamente precedenti al Festival vero e proprio. Tra i nomi che si sono avvicendati sul palco, oltre agli “Stregoni” e alle loro jam session dal vivo, ci sono stati anche altri importanti musicisti che hanno portato un soffio di novità e sperimentazione nel panorama della musica italiana.

Tra il venerdì e la domenica si sono avvicendati circa 50 soggetti diversi, tra band, solisti e dee-jay, provenienti letteralmente da ogni angolo del globo, non solo Europa ma anche Africa, Australia, Americhe, persino Nuova Zelanda. Ogni giorno ha avuto un suo “tema”. Il 24 è stato dedicato alla musica psichedelica, e in questo ambito si sono esibiti due gruppi, gli Psychic Ills e i White Hills.

Per la serata di sabato si è invece preferita la musica elettronica e soprattutto la commistione di generi diversi: è in questo panorama che infatti hanno fatto il loro intervento Johnny Mox e Above the tree con il loro ultimo progetto chiamato “Stregoni”. Anche sul palco dell’IndieRocket Festival di Pescara si è così cercato di dare vita ad un nuovo linguaggio musicale, capace di unire istanze e voci diverse e soprattutto di far colloquiare due realtà che quotidianamente appaiono così diverse, quelle dei residenti e degli immigrati che si trovano in una terra straniera. Insieme agli “Stregoni” nella giornata del 25 si sono esibiti anche l’artista svedese Alex Willner, più noto con il suo nome d’arte, “The Field”.

Molto seguita è stata la performance del duo formato da Sean Canty e Andy Votel. I dee-jay di Manchester hanno inaugurato un progetto dedicato al cinema italiano trash degli anni ’60 e ’70 chiamato “La stanza nera”. Per finire, nella giornata di domenica 26 giugno, all’IndieRocket Festival è stata la volta di Debruit con il suo ultimo lavoro, “dEbruit & Istanbul”, incentrato sulla complessa realtà di questa metropoli turca, e dei Flamigods, provenienti dal Barhain. La chiusura vera e propria del Festival si è avuta nella giornata di mercoledì 29 giugno, con il concerto di Hugo Race Fatalists, australiano di origine, e già collaboratore di Nick Cave. La partecipazione del progetto “Stregoni” a questa manifestazione dimostra come ormai la “musica di frontiera” scoperta da Johnny Mox e Above the tree nei telefonini dei rifugiati stia diventando a tutti gli effetti una nuova forma di comunicazione sonora.

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Stregoni all’ESTASIARCI di Viterbo

Posted by on Lug 28, 2016 in Uncategorized |

Il giorno 20 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato, che rappresenta un momento di riflessione particolarmente importante in un momento storico così drammatico come quello che stiamo vivendo. I flussi migratori provenienti dal Medio Oriente, composti da persone in fuga dalla guerra e dalla povertà e che hanno letteralmente travolto l’Europa negli ultimi mesi, hanno fatto sorgere molti problemi logistici ma anche e soprattutto morali, legati alla possibilità di accoglienza e di inclusione. Quest’anno a Viterbo, per celebrare la GMR e offrire diversi spunti possibili di apertura verso i profughi, i circoli ARCI e ARCI Solidarietà Viterbo Onlus hanno deciso di organizzare una nuova edizione del festival ESTASIARCI.

La manifestazione è stata preceduta e anticipata nei temi il giorno 24 giugno dal convegno “Richiedenti asilo e rifugiati, dalla logica dell’emergenza al modello dell’accoglienza diffusa”. L’evento vero e proprio si è svolto invece nel centro della città, in Piazza Unità d’Italia, tra il 7 e il 9 di luglio con una serie di concerti e performance dal vivo tutte unite dallo stesso filo conduttore, l’accoglienza e la solidarietà. In questo panorama non potevano mancare certo gli Stregoni Johnny Mox e Above the tree, che si sono esibiti nella serata di venerdì 8 luglio. Il programma completo di ESTASIARCI ha visto però susseguirsi molti nomi importanti sul palco, e diversi appuntamenti, tutti aperti al pubblico in modo totalmente gratuito, dal grande spessore artistico e sociale.

Giovedì 7 luglio si è tenuta la performance di danza “Terre: la palma e l’ulivo” a cura di Jesce Sole. “Terre: la palma e l’ulivo” è uno spettacolo di danze popolari israelo-palestinesi di grande suggestione, utile a comprendere più profondamente l’anima profonda di queste travagliate popolazioni. Queste danze uniscono al loro interno sia istanze guerriere e tribali che la profonda spiritualità della Bibbia, libro fondamentale non solo per la religione ma anche per la cultura di queste popolazioni. Lo spettacolo è anche un inno alla pace, in quanto l’ulivo ne è da sempre simbolo. La giornata di venerdì è stata invece dominata dalle jam session degli Stregoni Johnny Mox e Above the tree, che some di consueto hanno coinvolto alcuni ragazzi ospitati nei locali centri di accoglienza e le loro musiche.

Partendo da un frammento sonoro che i migranti hanno portato con se nel loro lungo viaggio, gli Stregoni hanno intessuto nuove sonorità in un linguaggio capace di unire le culture più lontane. L’8 luglio, oltre agli Stregoni, si è esibito anche Dj Khalab, il quale rielabora la musica tradizionale Africana in chiave elettronica e sperimentale. Infine la kermesse si è conclusa sabato 9 luglio con le esibizioni di Niagara e dei Soviet Soviet. Niagara è un duo di Torino formato da Davide Tomat e Gabriele Ottino, a cui per l’occasione si è unito Paolo Scapazzoni alla batteria che offre continue sperimentazioni di musica elettronica.

I Soviet Soviet sono costituiti da Alessandro Costantini (chitarrista), Andrea Giometti (voce/basso) e Alessandro Ferri (batteria). I concerti che hanno animato la piazza centrale di Viterbo sono serviti soprattutto a ricordare tutte le vittime dell’intolleranza e del razzismo, cercando di costruire una nuova cultura di pace e integrazione capace di unire le diversità e di avvicinare le popolazioni. Il progetto degli Stregoni si è integrato perfettamente in questo contesto, visto che la loro intenzione consiste nel creare una nuova forma di comunicazione musicale capace di abbattere le barriere del cuore e di creare davvero una società multiculturale.

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Gli Stregoni al MAS Fest

Posted by on Lug 15, 2016 in Uncategorized |

Quest’anno una delle tracce più gettonate tra le prove d’italiano degli esami di maturità è stata quella relativa alle “frontiere”, tematica che è diventata quanto mai di attualità negli ultimi mesi per via dell’arrivo di una notevole massa di immigrati nel continente europeo e in Italia. Il tema delle frontiere però non è nuovo, tanto che in Campania, e più precisamente ad Avellino, esso viene affrontato già da alcuni anni con una manifestazione che prende il nome di MAS Fest (dove MAS sta per Musica, Ambiente e Sociale). Ad organizzare questa kermesse è la Koiné Art Lab, un’associazione culturale che ha anche l’appoggio morale del comune stesso, il quale per il prossimo anno si auspica di poter contribuire anche in modo più concreto e diretto. Giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione, il MAS Fest si propone da sempre di usare il linguaggio musicale per creare nuove forme di comunicazione ed inclusione. Inevitabile quindi che quest’anno ci si focalizzasse sul tema dell’immigrazione, dando vita ad una serie di concerti volti ad unire sonorità che spaziano in tutto il Mediterraneo, ospitando artisti delle etnie più diverse. Il MAS Fest si è svolto nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 giugno, e il programma si è snodato attraverso le seguenti esibizioni: nella giornata del 24 giugno hanno suonato “The Exploders Duo” e gli “Stregoni” (Johnny Mox e Above The Tree) insieme a “Baba Commandat & The Mandingo Band”, gruppo proveniente dal Burkina Faso. Sabato 25 si sono avvicendati sul palco vari gruppi italiani: Undisco Kidd da Oristano, La Batteria da Roma, Go!Zilla da Firenze, Go Dugong de Milano. La presenza degli Stregoni, per chi già consoce il progetto che da alcuni mesi stanno portando avanti Above the tree (Marco Bernacchia) e Johnny Mox (Gianluca Taraborelli), era praticamente scontata. I due musicisti stanno infatti girando tra i vari centri di accoglienza per immigrati della penisola alla ricerca delle loro storie e soprattutto della loro musica, creando delle jam session dal vivo che uniscono sponde lontane attraverso le note. Per il MAS Fest gli Stregoni hanno chiesto e ricevuto la collaborazione dei ragazzi ospitati presso il centro di accoglienza di Mercogliano. Questo centro, e le altre strutture che nella provincia di Avellino cercano di aiutare i numerosi profughi che arrivano nel nostro Paese in fuga da guerre e sofferenze, non ha l’unico scopo di sfamare e riparare i rifugiati. Il senso del loro lavoro è molto più profondo e va verso una reale inclusione. L’associazione di cittadini “Comunità accogliente”, fin dai primi arrivi, ha deciso di non voler vedere gli immigrati come dei semplici numeri, come pratiche burocratiche da disbrigare al più presto, ma di considerarli sempre nella loro integrità di persone. Per questo si cerca di fare in modo che entrino a fare parte attiva del tessuto sociale, sia attraverso corsi di italiano o di altre attività pratiche, sia soprattutto facendo di alcuni di loro operatori dei centri di accoglienza. L’inclusione sociale, questo è da sempre il senso del MAS Fest, è l’unico modo per abbattere davvero le frontiere, e scoprire che le musiche di popolazioni e luoghi lontani possono unirsi in una meravigliosa sinfonia con le nostre aiuta ad andare oltre le diversità, trovando invece le similitudini. Charlie, un ragazzo del Gambia del centro di accoglienza di Mercogliano che ha partecipato al concerto degli Stregoni, ha detto che la musica, per lui e per gli altri come lui, è un modo per non perdere il passato, per costruire il futuro, e per ricordare sempre che l’umanità è un’unica, grande famiglia.

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