Tafuzzy Days 2017 a Riccione con gli Stregoni

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized |

L’estate di Riccione si è chiusa anche quest’anno, come ormai accade da circa 14 anni a questa parte, con una rassegna musicale davvero atipica, nata per gioco e ora diventata punto di riferimento per tutti gli artisti indipendenti del territorio nazionale. Si tratta di “Tafuzzy Days”, che quest’anno si è svolta nell’ultimo fine settimana di agosto, tra venerdì 25 e sabato 26, nella suggestiva location del Castello degli Agolanti. Il Castello fu costruito dalla nobile famiglia che ancora oggi gli dà il nome nel XIII secolo come rocca difensiva; in seguito fu abitato dalla Regina Cristina di Svezia fino ad essere distrutto, nel XVIII secolo, da un terribile terremoto. In seguito però il Castello fu ricostruito e qualche decina di anni fa è diventato proprietà comunale. Il castello degli Agolanti ha accolto molti dei concerti serali del Tafuzzy Days, una manifestazione che ha avuto inizio nel 2003 quando un gruppetto di musicisti del posto si unirono per far sentire la propria musica, rigorosamente fuori dal circuito mainstream. Questi artisti si raccolsero sotto una comune etichetta discografica, la “Tafuzzy” appunto, e se il loro raduno aveva solo un carattere locale alla fine è riuscito ad andare ben oltre i confini di Riccione finendo per richiamare artisti da ogni angolo d’Italia. Anche quest’anno quindi ci sono state tante esibizioni e tante occasioni per ascoltare buona musica, per lo più inedita e originale. Sul palcoscenico di Tafuzzy Days, si capisce, non potevano mancare gli Stregoni capitananti da Johnny Mox e Above the tree. La serata di venerdì 25 agosto è infatti stata incentrata sulle scatenata jam session del gruppo, che si è esibito subito dopo il trio Ricordi?, Regata e Mareina. Anche sul palco del Tafuzzy Days Mox e Above the tree si sono presentati con un gruppetto di giovani migranti che hanno mixato la loro musica con sonorità e suggestioni provenienti da terre lontane e vicine, per dare vita a quella che qualcuno ha definito, in modo azzeccato, la musica dell’Europa del futuro. La serata di venerdì si è poi conclusa all’interno delle mura del Castello con l’esibizione degli HALFALIB e dei TRACIS. La giornata di sabato si è invece aperta con gli HOFAME e i COLOMBRE; due gruppi molto rappresentativi delle sonorità indie italiane. A loro è seguita un’esibizione davvero curiosa, molto legata alle tradizioni del territorio romagnolo ma sempre con un occhio puntato verso il futuro. Gli EXTRALISCIO sono una band formata da tre elementi: Moreno Conficconi detto “il biondo”, Mauro Ferrara e Mirco Mariani, i quali affermano di suonare “punk da balera”. Difatti il loro repertorio attinge a piene mani da quello dell’Orchestra dei Casadei, vero capostipite del liscio e delle serata in balera. Le musiche classiche vengono a volte suonate in modo tradizionale e a volte rivisitate in una vera esplosione di note e musica. A seguire, la chiusura del festival è stata affidata ai SONIC-3 e ai SAN LEO. Nel corso della manifestazione dentro il Castello degli Agolanti è stato offerto anche un servizio di ristorazione da parte dei ragazzi della cooperativa Terre Solidali di Gemmano, a base di prodotti rigorosamente biologici; inoltre è stato possibile visitare le mostre e gli allestimenti artistici che sempre animano la struttura. Anche quest’anno così Riccione si è confermata non solo la capitale del divertimento estivo, ma anche dell’intrattenimento intelligente e avveniristico, strizzando un occhio ad un mondo possibile all’insegna dell’inclusione e della solidarietà con la presenza degli Stregoni.

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Il mare e la musica: Above the Tree e Albeggia

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized |

La musica è sempre fonte di ispirazione, specie quando esce dai suoi luoghi istituzionali per entrare direttamente nella vita delle persone per dare vita ad una colonna sonora davvero unica. Ovunque essa risuoni la musica è capace di risvegliare sentimenti sopiti in fondo all’animo umano, ma ancora di più ciò accade quando la bellezza della musica si sposa alla potenza della natura. Pensando a creare dunque un’atmosfera di grande suggestione, il comune di Modolfo (in provincia di Pesaro Urbino nelle Marche) ha inaugurato quest’anno un nuovo progetto che si è poi sposato ad una rassegna che è giunta alla sua settima edizione, il MAF. Il progetto in questione si chiama “Albeggia” ed ha preso il via nel mese di giugno per poi terminare in modo trionfale nel mese di agosto, concludendosi proprio insieme al MAF. Il MAF è il Marotta Acustica Festival, una rassegna che ha preso il via sette anni fa e all’epoca era dedicata soltanto alla musica acustica, vale a dire suonata con il solo accompagnamento della chitarra. Con il tempo poi la manifestazione, visto il successo riscosso, si è allargata sempre di più fino a comprendere diverse forme artistiche. Per l’edizione 2017 la location non è cambiata: il festival ha luogo lungo le spiagge di sabbia finissima del litorale di Marotta, altro comune in provincia di Pesaro Urbino. Quest’anno si è svolta tra il 18 e il 20 agosto con tanti concerti sulla spiaggia ma anche con iniziative di altro genere. Non sono mancate le performance artistiche, curate da Elisa Valentini, e ovviamente non sono mancati gli angoli di ristoro con food & beverage. MAF sta anche per Music, Art & Fun, perché l’intento principale degli organizzatori, a capo dei quali vi è l’associazione Marotta Mondolfo Eventi, è di intrattenere in modo intelligente e piacevole chi ama trascorrere non solo le sue giornate, ma anche le sue serata sulla spiaggia. All’interno del MAF, che ha visto susseguirsi le esibizioni di molti talentuosi artisti del panorama italiano come Calle Manara, ElectricBallroom, Tribunale Obhal, Riverweed e Ponzio Pilates, si è svolto anche l’ultimo concerto di “Albeggia”. Albeggia è stata infatti una minirassegna composta in tutto da quattro concerti accomunati dal fatto di svolgersi in riva al mare all’alba: un’incredibile sinestesia di sensazioni sonore, uditive, visive e olfattive che hanno dato vita ad una serie di spettacoli mozzafiato. Il primo artista che si è esibito all’interno di Albeggia è stato il duo Opez, che ha suonato il 25 giugno presso il molo di Marotta. Gli Opez sono Massi Amadori alla chitarra e Francesco Tappi al contrabbasso: la loro musica parla di viaggi attraverso spazi sconfinati, ed evoca mete remote da raggiungere con fatica ma anche caparbia volontà. Il 16 luglio è stata la volta di Baggia, nome d’arte di Simone Baggiani, che si esibisce alla chitarra con pezzi blues caratterizzati da una forte contaminazione di generi. Gli ultimi due appuntamenti si sono svolti in concomitanza con le ultime due serate del MAF, il 19 e 20 agosto. Sabato 19 ha suonato il suo pianoforte Tommaso Sgammini, abilissimo nell’annullare il sottile confine che esiste tra la fantasia e la realtà. Infine, in chiusura, domenica 20 agosto è stata la volta di Marco Bernacchia con il suo progetto Above the tree. Anche sulla spiaggia di Marotta Above the Tree è riuscito a stupire con le sue sonorità sempre nuove, con la sua capacità di creare un genere musicale completamente inedito. MAF e Albeggia hanno quindi chiuso insieme l’estate musicale di Marotta.

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Supercontinent, la 37esima edizione del festival Drodesera

Posted by on Ott 18, 2017 in Uncategorized |

Anche in Italia ci sono esempi di come un mecenatismo illuminato possa coltivare lo sviluppo delle arti e possa aiutare i giovani artisti ad uscire dall’anonimato per farsi conoscere con le loro esibizioni. Il mondo è profondamente cambiato e le arti, tutte le arti, sono la chiave di lettura per comprendere il cambiamento in modo positivo e proficuo, superando i conflitti e creando una nuova umanità capace di dialogare attraverso l’interconnessione di diversi ecosistemi. Uno di questi esempi si trova a Dro, un piccolo comune della provincia autonoma di Trento, dove fin dagli anni ottanta è stato inaugurato un festival che aveva lo scopo di offrire uno spazio aperto a tutti i giovani artisti emergenti in qualunque settore, dalla videoarte, alla performance, fino alla musica. Con il tempo il festival si è spostato da Dro ad un’altra location estremamente suggestiva, ovvero la centrale idroelettrica di Flies, ancora in funzione. Grazie al contributo della provincia autonoma di Trento, di Hydro Dolomiti Energia e all’impegno della Cooperativa il Gaviale che gestisce la struttura, la centrale ha iniziato a produrre energia non solo elettrica, ma creativa. Anno dopo anno il festival è cresciuto sempre più in dimensioni ed importanza, fino a diventare un punto di riferimento imprescindibile per chiunque si muova sul panorama artistico nazionale ed internazionale. Il festival Drosesera, quest’anno intitolato “Supercontinent”, è così giunto alla sua 37esima edizione e quest’anno tra i numerosi artisti che lo hanno animato ci sono stati anche gli “Stregoni” Johnny Mox e Above the Tree. La manifestazione ha avuto luogo tra il 21 e il 29 luglio e si è dipanata attraverso un programma davvero molto nutrito di nomi di spicco della musica, della pittura e della performance art internazionale. Ad inaugurare il festival è stato Alessandro Sciarroni, attivo nelle Performing Arts, che in questa sede ha messo in mostra alcuni degli scatti eseguiti negli ultimi anni. Ma gli artisti che hanno trovato presso la centrale di Flies un ideale palcoscenico su cui esibirsi sono arrivati davvero da tutto il mondo, a dimostrazione della volontà di dare vita ad una nuova forma di comunicazione universale capace di oltrepassare le barriere. Madison Bycroft è arrivata dall’Australia per mettere in scena una curiosa performance in cui una seppia è diventata maestra d’amore e di vita; Urok Shirhan è irachena e si è esibita con la sua “Empty Orchestra” (letteralmente, orchestra vuota) per riflettere sulle lingue e sulla voce; Philipp Gehmacher è austriaco e a sua volta ha presentato un lavoro che si è concentrato sul parlare, walk+talk, sull’atto stesso della comunicazione. Supercontinent anche quest’anno, così come da sua vocazione istituzionale, ha dunque presentato moltissimi spunti di riflessione e novità. In questo scenario si sono inseriti alla perfezione Johnny Mox e Above the Tree che hanno suonato insieme ad una ventina di migranti nella serata conclusiva elettrizzando gli spettatori, nonostante la jam session si sia dovuta svolgere sotto una pioggia battente. In un clima di condivisione e dialogo universale, come quello instaurato da Drodesera, gli Stregoni hanno trovato l’ambiente ideale per le loro “magie”, dimostrando come le diversità non risiedano che nella testa di ognuno di noi e che superarle sia solo una questione culturale e morale e non pratica. Intervistato dal Corriere del Trentino, Johnny Mox ha detto di essere stato molto felice di aver potuto partecipare al festival Supercontinent perché ha sentito che in quel contesto il messaggio degli Stregoni poteva davvero arrivare al cuore e alle orecchie di tutti.

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