“Black Christmas” per gli Stregoni

Posted by on Feb 6, 2018 in Uncategorized |

Quando arriva il periodo delle festività natalizie, si dice, “siamo tutti più buoni”. Quale momento migliore dunque per ricordare chi è nostro fratello ma vive quotidianamente una situazione di emarginazione, di terrore e di instabilità? Quando pensiamo a povertà e sofferenza ancora crediamo che si tratti di realtà molto lontane da noi, ma esse alloggiano nelle nostre città, nei centri per immigrati. Questo è il mondo a cui si sono rivolti con il progetto “Stregoni”, ormai da due anni a questa parte, i musicisti italiani Johnny Mox e Above the Tree. Invece di dare vita ad una band tradizionale hanno deciso di far suonare con loro e per loro i ragazzi immigrati, i rifugiati, coloro che spesso devono passare da un centro all’altro costretti a vivere in un limbo indefinito che non li fa tornare indietro né andare avanti. Il progetto “Stregoni” ha girato l’Italia e l’Europa scuotendo le coscienze, dimostrando che chi è diverso da noi non deve per forza essere capito, ma deve semplicemente vedere riconosciuti i suoi diritti che sono uguali ai nostri. E per Natale 2017 gli Stregoni sono voluti ritornare proprio là da dove erano partiti, ovvero a Trento, per festeggiare uno specialissimo “Black Christmas”. La location scelta per questo appuntamento è stata davvero di eccezione, poiché si è trattato del MUSE, il Museo delle Scienze di Trento che nella giornata del 21 dicembre ha aperto le sue porte ad un evento che non è propriamente usuale per le sue aule istituzionali. Il sottotitolo del concerto è stato “Stregoni Network al MUSE” e per partecipare si è deciso di non richiedere alcun biglietto di ingresso. Tutti coloro che si sono voluti avvicinare a questo modo nuovo e avvincente di fare musica hanno potuto godere delle scatenate jam session dei ragazzi che in questo caso provenivano dalle residenze Fersina e Brennero. Lo schema, per chi già conosce la modalità operativa di Stregoni, è sempre la stessa: si prende un brano musicale che uno dei partecipanti ha conservato nel suo smartphone e che racconta della sua terra. Da quello si parte con un’improvvisazione che coinvolge tutti, pubblico compreso. Così al MUSE è stato davvero Natale, nel senso più profondo e non consumistico di questa festa. Perché con Stregoni si parla di accoglienza, di necessità di integrazione, perché ognuna di quelle persone che arriva nel Vecchio Continente alla ricerca di un futuro migliore è come il Bambino Gesù costretto a nascere in un luogo non suo, desideroso però di essere accolto e protetto. Il concerto al MUSE, evento di spicco tra i pur numerosi appuntamenti che gli Stregoni hanno portato avanti nel corso di questi mesi, entrerà a far parte del nuovo progetto che è stato messo in campo. Stregoni Network diventerà infatti anche un documentario, che narrerà del “tour” che è stato fatto nei centri profughi delle principali capitali europee. Il regista del documentario è Anush Hamzehian e il progetto ha trovato il supporto di Sunset Press, che è la casa di produzione, e della Trentino Film Commission. Quando il prodotto sarà ultimato verrà trasmesso in Francia, in quanto è stato acquisito dalla televisione pubblica francese. Con questo filmato si racconteranno due storie: un viaggio musicale fatto di contaminazioni, che dimostra come le distanze siano molto meno incolmabili di quanto non si creda, e un viaggio umano tra tutti coloro che giungono in Europa con tante speranze nel cuore e devono spesso scontrarsi con una dura realtà di diffidenza e odio razziale.

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Il tour invernale di Above the Tree

Posted by on Dic 18, 2017 in Uncategorized |

Mentre l’avventura in coppia con Johnny Mox prosegue, ovvero l’incredibile band itinerante e cangiante degli “Stregoni”, Above the tree (Marco Bernacchia) continua anche le sue sperimentazioni da solista con il quale si è fatto conoscere ed ha riscosso apprezzamenti da tutto il mondo della musica indipendente. La sperimentazione di Above the Tree non è solo sonora e musicale, ma si esprime anche attraverso al performance artistica ad ogni sua esibizione. Nessun concerto di Above the Tree è mai uguale all’altro, proprio come succede con gli Stregoni. Solo che in questo caso lui è solo ad esibirsi sul palco, con tutti i suoi strumenti che dispone sempre personalmente in modo tale che possa dare vita a tutte le sonorità che il suo estro musicale possa suggerirgli per quella sera. Da novembre Above the Tree ha dato il via ad un suo nuovo tour, che si è sta muovendo anche oltre i confini nazionali, dove sicuramente la creatività dell’artista è maggiormente apprezzata di quanto non sia in patria, e che terminerà il 24 dicembre, proprio alla vigilia di Natale. Le date che si sono già svolte sono state quelle del 29 novembre, quando Above the Tree ha suonato in Francia, a Caen, presso il cafè Souvage su un piccolo palco raccolto, che ha quasi faticato a contenere tutta la sua strumentazione. Il musicista ha allestito il suo ambiente portandosi dietro anche alcune sue creazioni, tele, pitture, disegni, forse tracciati di memorie da non smarrire. La tappa successiva è stata presso la capitale francese, dove Marco ha suonato il 30 novembre presso “Chair de poule” esibendosi in un acustic showcase, come ha definito lui stesso la sua perfomance. Ancora a Parigi è rimasto il primo giorno del mese di dicembre, suonando all’Espace B. Questa volta gli strumenti sono stati esposti sul palco in un groviglio di fili volutamente caotico, e come al solito Above the Tree ha suonato con il volto coperto, indossando le sue stranianti maschere di cartone. A questo punto il musicista ha abbandonato il suolo francese per volare in Belgio, a Bruxelles, dove ha suonato il 2 dicembre a Sterput. Il tour di Above the Tree è stato studiato affinché in pochissimo tempo egli potesse toccare i suoli nazionali più diversi. Solo un giorno in Belgio per poi andare in Olanda, il 3 dicembre a Dordrecht e il 5 dicembre a Rotterdam. A Dordrecht ha suonato presso il DOOR, e a Rotterdam presso il Worm. Il 6 dicembre si è infine svolta l’ultima tappa non italiana, ancora in Olanda, stavolta ad Amsterdam, presso il De Ruimte. Dopo una piccola pausa di qualche giorno, il “Next tour”, questo il titolo della serie di concerti che sta tenendo Above the Tree, riprenderà il 16 dicembre in Italia. La prima tappa è a Dueville, piccolo comune in provincia di Vicenza; a seguire Marco sarà a Montebelluna, dove si esibirà presso l’OUTSIDE INSIDE studio. Le ultime tappe saranno a Bologna (19 dicembre, Freak Out), Roma (20 dicembre, Fanfulla), Loreto (22 dicembre, Resonanz) e infine concluderà il Next Tour a Senigallia il 24 dicembre presso il locale Factory zero zero. Un percorso circolare il suo, dunque, che da molto lontano lo riporterà alle sue stesse radici (Marco Bernacchia è marchigiano) a dimostrare, come sempre, che la musica è un linguaggio che permette di parlare con tutti e di girare il mondo senza avere bisogno di dire neppure una parola.

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La musica che rivoluziona: Centro Studi Libertari di Jesi e Above the tree

Posted by on Dic 18, 2017 in Uncategorized |

Il Centro Studi Libertari di Jesi, cittadina in provincia di Ancona, si trova in via Pastrengo ed è intestato a Luigi Fabbri. Si tratta di un luogo di libero scambio, dove vengono organizzate durante il corso di tutto l’anno tante manifestazioni che di solito partono dai più giovani, dagli studenti, ma non sono pensate solo ed esclusivamente per essi. Il Centro Studi è infatti soprattutto un luogo per la cittadinanza, dove si possa diventare più consapevoli delle problematiche quotidiane e cercare, insieme, di trovare una soluzione. La capacità di assumere un nuovo spirito critico e di diventare nuovamente protagonisti delle nostre città sono due esigenze fortemente sentite soprattutto dai giovani d’oggi, che troppo spesso si vedono messi da parte, considerati non degni di prendere decisioni importanti. Presso il Centro Studi Libertari “Fabbri”, invece, ci si incontra, si discute, e qualche volta si protesta anche. Come ad esempio è accaduto sabato 11 novembre, quando è stata organizzata un’iniziativa musicale con una finalità molto precisa. Da qualche tempo a Jesi si vocifera di un nuovo progetto che dovrebbe riguardare il quartiere San Giuseppe. Il progetto, nello specifico, prevede la costruzione di una torre Erap, una palazzina composta da sette piani che dovrebbe sorgere in via Tessitori. Questa dovrebbe essere un’opera di riqualificazione del quartiere, ma molti cittadini non la pensano esattamente così. Sono numerose, infatti, le associazioni che si sono scagliate contro l’edificazione di questo ennesimo mostro, chiedendo invece una riqualificazione più a misura d’uomo, magari con parchi, panchine e illuminazione pubblica. Tutti questi servizi, infatti, mancano attualmente e se ne sente il bisogno. Per far sentire la propria voce diverse associazioni cittadine hanno così deciso di mettere in atto una sorta di “protesta musicale” del tutto pacifica, durante la quale però si sono sviscerati questi argomenti e si è soprattutto dimostrato che la cittadinanza non resterà inerme a guardare. Il Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri”, insieme al Coordinamento No Torre Erap, al circolo Arci Jesi-Fabriano e al Comitato Parco del Granita, coadiuvato dal gruppo consiliare “Jesi in comune – Laboratorio Sinistra”, dal Meetup “Spazio Libero”, da Libera, presidio di Jesi, e dall’associazione Valvolare, ha dunque dato vita ad un mega concerto dal titolo “Risorgipeppe” che si è svolto sabato 11 novembre presso il Centro Sociale della città a partire dalle ore 23:00. Diversi gruppi di giovani artisti emergenti si sono avvicendati sul palco per cantare la loro rabbia, la loro voglia di una città migliore, il loro desiderio di un futuro più vivibile. Accanto al concerto si sono svolte anche altre manifestazioni, e non è mancato un angolo enogastronomico. Ancora una volta la musica ha dimostrato il suo enorme potenziale rivoluzionario; come sempre si è dimostrata linguaggio universale per permettere il dialogo tra posizioni diverse. Ed in questo contesto non poteva non unirsi la voce di Above the tree, artista eclettico che delle Marche è originario ed è quindi un po’ “tornato a casa”. La sera successiva, domenica 12 novembre, si è infatti esibito sul palco del Centro Studi Libertari “Fabbri” con tutta la sua carica innovativa. Fin dall’inizio della sua carriera, infatti, Above the tree, pseudonimo di Marco Bernacchia, ha sempre cercato di studiare nuove sonorità capaci di trasmettere messaggi innovativi che parlino alla coscienza civica delle persone. Il suo impegno è confermato dall’ultimo progetto nel quale si è impegnato con il collega Johnny Mox, la band di migranti “Stregoni”. A Jesi ha infiammato il palco con le sue sperimentazioni musicali, esibendosi dopo il duo umbro “Malatesta”.

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