Religion Today FilmFestival e gli Stregoni

Posted by on Nov 13, 2017 in Uncategorized |

Anche quest’anno, tra il 13 e il 22 ottobre, si ripeterà a Trento un appuntamento che si tiene ormai da vent’anni, e che infatti, in questo anniversario, ha preso come sottotitolo “Venti anni che hanno cambiato il mondo”. Stiamo parlando del “Religion Today FilmFestival”, una rassegna e un concorso cinematografico che però è molto più di questo, viste le peculiari tematiche che affronta fin dalla sua prima edizione. La religione è il tema più caldo e focale, un tema che troppo spesso è, nella nostra contemporaneità, fonte di conflitto. Viceversa la riflessione che scaturisce da “Religion Today”, che per l’edizione 2017, come sempre, si svolge tra Trento e dintorni, è quella dei dialogo, della necessità di trovare un punto di incontro tra le differenze. Il programma è molto nutrito e ruota attorno ad una selezione di ben 41 film provenienti da 28 Paesi diversi, che sono stati selezionati con difficoltà tra ben 400 candidati e che alla fine vedranno trionfare tre vincitori. Questi film raccontano per lo più storie quotidiane, che si legano alla difficoltà di trovare “casa” in un mondo che si dice interconnesso, dove le distanze sembrano essersi accorciate vista la facilità degli spostamenti e delle comunicazioni, ma che in realtà ha allontanato inesorabilmente e tragicamente le persone tra di loro. Oltre ai film in concorso ne saranno proiettati anche altri 20 che riassumo la storia del festival, e che vedranno tornare a confrontarsi alcuni dei registi che hanno trovato qui il loro trampolino di lancio e oggi sono cineasti affermati. Non mancano poi gli spunti di riflessione, con convegni e incontri che vertono su alcuni temi specificatamente selezionati: ad esempio l’immigrazione, le donne, la guerra. Molti gli ospiti illustri che si confrontano sul palco di Religion Today, dal Cardinale Carlo Maria Martini che presenzia ad una tavola rotonda incentrata sul docu-film di Ermanno Olmi “Vedete, sono uno di voi”, al paroliere e scrittore David Riondino, che intrattiene il suo pubblico sui temi della diversità e dell’accoglienza presentando il film che ha girato a Cuba, “Il papa in versi”. I vari appuntamenti del festival sono stati pensati tanto in orari mattutini, per coinvolgere i giovani e le scolaresche, che in orari pomeridiani, per andare incontro alle esigenze della popolazione più matura. A concludere l’intera assegna e il suo nutrito programma è, il giorno sabato 22 ottobre, la premiazione dei film vincitori, presso la Sala Aurora di Palazzo Trentini. Ma questo appuntamento, che si tiene in mattinata, non è la chiusura definitiva, perchè essa è affidata ad un gruppo d’eccellenza, quello che meglio di ogni altro negli ultimi mesi ha saputo raccontare la nuova realtà interculturale e multirazziale delle città europee. Sono infatti gli “Stregoni” Johnny Mox e Above the Tree a tenere un loro concerto in serata per fare da degna chiusura all’intero festival Religion Today, insieme ai loro ragazzi migranti che esprimono la loro voce con la musica. Il progetto musicale di Stregoni ha ormai toccato varie città italiane ed europee, ma è nato proprio nei centri di accoglienza di Trento e ora sembra una sorta di “incoronazione ufficiale” poter suonare in un ambito tanto prestigioso come il festival Religion Today. Ciò dimostra che quello che da sempre è stato l’obiettivo di Johnny Mox e Above the Tree è stato centrato: hanno creato un linguaggio universale non solo capace di parlare a tante persone di estrazione sociale e culturale diversa, ma anche di esprimersi dai palcoscenici più disparati.

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Un altro irripetibile concerto degli Stregoni a Firenze

Posted by on Nov 12, 2017 in Uncategorized |

Quando di un concerto si dice che è stato “irripetibile” spesso si usa questo termine per sottolinearne la straordinarietà ma, di fatto, ogni concerto è ripetibile in quanto, di solito, vengono proposte sempre le stesse canzoni dell’artista o della band che si esibisce. C’è solo una band al mondo che rende ogni concerto “irripetibile”, e non per modo di dire, ma per davvero, perché non solo le musiche sono sempre diverse, ma persino i musicisti! Stiamo parlando ovviamente del progetto di Johnny Mox e Above the tree che ormai ha oltrepassato il primo anno di vita e che ha preso il nome di “Stregoni”. Gli stregoni che si sono esibiti con Johnny e Above the tree il 29 settembre 2017 al Glue Alternative Concept Space di Firenze sono stati i richiedenti asilo del circondario, e più nello specifico delle aree di Fucecchio, San Miniato, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno e Montopoli in Val d’Arno. Per chi già conosce l’idea da cui sono nati i concerti degli Stregoni ormai c’è poco da stupirsi, ma ogni volta che questa colorata band approda in un posto nuovo la curiosità è d’obbligo. Una volta giunto in terra di Toscana Johnny Mox è stato intervistato e invitato ancora una volta a spiegare in che modo è nato il progetto e come si sta evolvendo. Gli Stregoni inventano sul palco ogni volta un concerto nuovo perché ai due musicisti che costituiscono il “core group” della formazione in movimento si uniscono di volta in volta a nuovi elementi. Questi nuovi elementi sono i ragazzi che vengono ospitati nei centri per rifugiati, persone che spesso hanno storie terribili alle spalle ma che sono pur sempre ragazzi che amano la musica e hanno voglia di divertirsi. Uno è il concetto che sta molto a cuore a Johnny Mox, ed è quello dell’improvvisazione imperfetta. Non ci sono prove generali, ci sono persone molto diverse, la maggior parte dei quali non musicisti, ma a volte anche sì, che cercano di trovare un punto d’incontro comune. Però tutto avviene davanti alla gente che assiste, e quindi il pubblico finisce inevitabilmente per essere coinvolto. Sono molti gli scopi sociali di queste improvvisazioni musicali, ma forse il più forte è quello del dare una nuova chiave di lettura al fenomeno dell’immigrazione. Se si pensa ai migranti, dice Johnny Mox, si pensa ai barconi e ai lunghi viaggi in mare. Invece loro sono qui, nelle nostre città, bloccati da una burocrazia che spesso impedisce loro semplicemente di proseguire la loro vita. “Integrazione” è una parola che non piace a Johnny: lui dice che non è importante essere incuriositi dalle altre culture, non è necessario che ci si capisca tutti reciprocamente. Quello che conta è soltanto dare a tutti gli stessi diritti. Gli europei possono viaggiare e andare dove vogliono con i loro documenti, invece le persone che vengono dall’Africa o dal Medio Oriente no. Secondo Mox sarebbe necessario che tutti potessero avere dei visti di viaggio, perché la terra è di tutti e ognuno deve sentirsi libero, ed esserlo nei fatti, di scegliere quale luogo definire “casa”. Purtroppo, conclude amaro, le risorse economiche dei Paesi vengono spese in ben altre direzioni e c’è ben poco che un musicista possa fare per cambiare le cose. Può solo usare il linguaggio che conosce e che ama per lanciare un messaggio di pace e futuro prospero che spera venga raccolto.

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Gli Stregoni al Festivalletteratura di Mantova

Posted by on Nov 12, 2017 in Uncategorized |

Il Festivalletteratura di Mantova è un evento che si ripete dal lontano 1997, e che l’anno scorso ha celebrato in pompa magna la sua XXesima edizione. Quest’anno, 2017, per la XXIesima edizione, è stato organizzato un numero inferiore di eventi e anche le presenze sono un po’ scemate rispetto al 2016, ma questo non ha intaccato minimamente lo smalto della manifestazione, che oggi come sempre rappresenta uno degli eventi più amati da coloro che amano la lettura e il mondo dell’editoria, e non solo. Questo perché Festivalletteratura include nel suo sempre vasto cartellone moltissime iniziative diverse, che spazia tra le varie forme artistiche ed anche tra i vari luoghi della città, Mantova, che viene esplorata in ogni suo splendido anfratto, a partire dal magnifico Palazzo Te che diventa lo scenario prediletto per molti incontri. Per il 2017 la manifestazione si è svolta, come da tradizione, nel primo fine settimana di settembre, tra il 7, 8 e 9 del mese, ma in realtà tutte le variegate iniziative che le hanno fatto da contorno si sono tenute anche in altre date, fin dal giorno di mercoledì 6 settembre. Nel nutrito cartellone sono stati previsti tanti incontri con l’autore, che sono il vero cuore pulsante dell’evento. Come ha ricordato in una nota finale lo scrittore Davide Longo, al Festivalletteratura di Mantova non si fanno distinzioni di sorta. Vengono invitati sia giovani autori esordienti, sia quelli che vendono milioni di copie che quelli che non ne vendono pochissime. Ognuno ha la possibilità di trovare il suo spazio e di far sentire la sua voce. Impossibile citare tutti coloro che hanno animato il festival: basti ricordare alcuni dei nomi più altisonanti, tra i quali quello di George Saunders, scrittore e saggista statunitense che ha analizzato nei suoi libri con spietata lucidità la cultura americana; il premio Pulitzer Hisham Matar e Arturo Pérez-Reverte. Non sono mancanti rappresentati della letteratura italiana, e non poteva mancare il vincitore di quest’anno del Premio Strega, Paolo Cognetti, con il suo romanzo “Le otto montagne”. Ma da sempre, accanto alle parole, al Festivalletteratura è stata protagonista anche la musica, e quest’anno persino gli stregoni Johnny Mox e Above the tree sono approdati a questa storica kermesse con le loro improvvisazioni che cercano di costruire un nuovo linguaggio universale. All’interno della manifestazione ne è stata ricavata infatti una seconda, inglobata, per così dire, al suo interno, che ha preso come denominazione “La parola che canta” che sottolinea il legame che da sempre esiste tra la parola scritta e la parola cantata, entrambe animate da una musicalità comune. All’interno de “La parola che canta” si sono tenuti convegni e incontri per riflettere sulla potenza della musica che si sposa con il messaggio che veicola; gli incontri sono stati ospitati per la maggior parte a Palazzo Te e non sono mancati ospiti illustri come Francesco Guccini. A margine de “La parola che canta” si è svolto anche il “Festivalletteratura Music Hall” presso il Museo Diocesano, organizzato dal club di piazza Virgiliana. È in questo contesto che giovedì 5 settembre si sono esibiti gli Stregoni, in buona compagnia insieme ai Murubutu. Nella giornata di venerdì hanno poi suonato L.A. Salami e His Clancyness; sabato infine gli Ex-Otago e i Welcome Back Sailors. Tutti insieme questi musicisti, portatori di un nuovo modo di fare musica, hanno cercato di usare le note come parole per lanciare un messaggio di fratellanza universale e di nuovo dialogo tra i popoli.

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