Gli Stregoni a Note Lunatiche

Posted by on Lug 18, 2018 in Uncategorized |

Il gruppo itinerante degli Stregoni di Johnny Mox e Above the Tree continua a farsi conoscere in giro per l’Italia: ormai uscito dai ristretti confini dei centri di accoglienza per gli immigrati, questi atipici musicisti dalla struttura liquida ormai hanno conquistato anche palcoscenici importanti. Nel mese di giugno sono stati ospiti di una manifestazione che si ripete ormai da alcuni anni con un successo crescente, legato probabilmente alla suggestione creata dal mix di musica e location. Si tratta del festival “Note Lunatiche”, il cui sottotitolo è “scortatemi gentilmente ad un concerto sotto le stelle”. La prima edizione di “Note Lunatiche”, voluta dall’associazione Ars Teatrando, ha proposto un singolare connubio di musica e recitazione sotto un cielo trapunto di stelle. Il luogo in cui si svolge la manifestazione, infatti, è il Castello del Brich che si trova a Zumaglia, in provincia di Biella. Il Castello del Brich è una vetusta costruzione, un antico fortilizio costruito all’interno del parco del Brich da cui la vista può spaziare dai monti della Val d’Aosta a quelli della Valsesia. Oggi è stato convertito in struttura conviviale, che può essere affittata per tenere manifestazioni di vario genere. “Note Lunatiche” è quella più consolidata e si svolge sulla magnifica terrazza panoramica, che consente di godere di una vista mozzafiato di giorno e, di notte, di osservare un cielo stellato ancora non completamente offuscato dalle luci delle città. Oltre alla magica suggestione del luogo, il festival musicale anche quest’anno ha proposto una selezione di artisti molto interessanti, che hanno portato la propria verve creativa davanti ad un pubblico incantato. In tutto si sono svolte tre serate. La prima si è tenuta venerdì 1 luglio, quando si sono esibiti gli “Space Aliens from outer space”. Già dal nome che si sono scelti si capisce come questi musicisti si siano ispirati ai film di fantascienza di serie B. La loro musica è fatta di sintetizzatori acustici e di altri strumenti elettronici, e crea davvero un’atmosfera extraterrestre, come se l’ascoltatore venisse fatto salire su un’astronave pronta a partire per lo spazio profondo. A seguire si è esibito Jack Cannon, nome d’arte di Bruno Dorella, il cui stile ricorda la bossa nova e i ritmi afro, per spingersi verso contaminazioni contemporanee. Il secondo appuntamento di “Note Lunatiche” si è svolto il venerdì seguente, l’8 giugno, quando si sono esibiti l’ensemble Ottone Pesante e la cantante Vespertina. I primi usano strumenti da orchestra tradizionale, quali tromba e trombone, per esibirsi in pezzi hard rock. La seconda è Lucrezia Peppicelli, che ha scelto come singolare nome d’arte “Vespertina” e che produce musica usando il suo dialetto di nascita, che è l’umbro, cercando in essa riparo e conforto dai dolori della vita. Agli Stregoni di Johnny Mox e Above the Tree è stata affidata la conclusione della kermesse, che si è svolta il 15 luglio. Sulla terrazza del Castello del Brich si sono così scatenati i giovani provenienti da ogni parte dell’Africa e del Medio Oriente, partendo dai brani che si sono portati dietro, salvandoli nei loro smartphone. Ancora una volta la jam session degli Stregoni ha ricordato che siamo tutti uguali sotto questo cielo, e che la musica possiede il magico dono di veicolare idee e sentimenti che possono essere compresi anche se non si parla la stessa lingua. Tutti i concerti di “Note Lunatiche” erano gratuiti, perché lo scopo era quello di permette a suoni e voci diverse di trovare un canale per esprimersi.

Read More

Due anni di Stregoni e la situazione migratoria dell’Europa

Posted by on Lug 16, 2018 in Uncategorized |

Il 20 giugno 2018 si è festeggiata la Giornata del Rifugiato, un appuntamento istituzionale che ha lo scopo di ricordare come i migranti, nella maggior parte dei casi, sano soprattutto rifugiati politici, persone perseguitate o per un’ideologia o dalla guerra che fuggono dal proprio Paese in cerca di miglior fortuna altrove. In quest’occasione la rivista Rock.it, che si occupa di musica, ma non solo, ha pubblicato una bella e lunga intervista a Johnny Mox. Questo artista italiano, insieme al marchigiano Above the Tree, da due anni sta portando avanti un progetto che gli ha offerto uno straordinario punto di vista sulla questione dei migranti. Il progetto si chiama “Stregoni”, e Johnny Mox ha voluto raccontare il modo in cui la sua vita è cambiata dal momento in cui questa avventura ha avuto inizio. Ha spiegato che se un tempo, quando apriva Whatsapp, trova i messaggi dei suoi amici, oggi per lo più trova i messaggi vocali di uno degli oltre quattrocento ragazzi che ha incontrato in questi 24 mesi. I messaggi non sono in italiano ma in pidgin, una sorta di mix tra dialetto africano e inglese. Infatti le persone che hanno fatto parte del progetto Stregoni sono i ragazzi ospitati nei centri per migranti in Italia, ma provengono da molti Paesi diversi. Dall’Africa, soprattutto: ma anche da Afghanistan, Libano, Palestina, Pakistan. Cosa vogliono da Johnny Mox? Molte cose, ma soprattutto ringraziare per l’esperienza che i due artisti stanno facendo fare loro. L’idea di base è abbastanza semplice, ma nella sua semplicità rivoluzionaria. Ciò che Mox e Above the Tree hanno osservato fin dal primo momento è un aspetto abbastanza curioso della situazione dei rifugiati politici in Italia, ovvero che nessuno chiede mai la loro opinione. Nell’intervista Johnny Mox ha citato il caso “Aquarius”, relativo ad un’imbarcazione che porta questo nome che doveva sbarcare con un carico di migranti in Italia. In questo caso il governo italiano ha opposto un netto rifiuto, chiedendo collaborazione da parte degli altri Paesi europei. Senza prendere parte per nessuna posizione, Mox ha osservato come a nessuno sia venuto in mente di andare ad intervistare le persone che erano su quella nave, o gli altri migranti che sono già in Italia. Lui lo ha fatto, e ha avuto risposte davvero sorprendenti. C’è infatti chi ha affermato di capire la posizione dell’Italia. Nella maggior parte dei casi, però, i ragazzi che giungono nel nostro Paese non hanno alcuna percezione del clima socio-politico che si respira qui, né delle complessità burocratiche legate alla loro accoglienza. Soprattutto non possono immaginare che vengano strumentalizzati, spesso e volentieri, per questioni che non hanno nulla a che vedere con l’accoglienza. Così, spiega Johnny Mox, il vero problema è la nostalgia che questi giovani iniziano a provare per il Paese da cui provengono, visto che anche altrove si trovano privi di prospettive. Viceversa, come dimostra l’energia che mettono nei concerti a cui partecipano insieme agli Stregoni, hanno tante risorse che potrebbe essere sfruttate se solo condivise con quelle dei giovani laureati europei. Il segreto dell’accoglienza non è voler capire a tutti i costi il diverso, basta solo ascoltarne le opinioni e cercare di costruire qualcosa insieme. Chiudersi e negare che il mondo sta cambiando, conclude Johnny Mox, non potrà mai portare a nulla di buono. Per questo il progetto Stregoni va avanti: per provare a creare una base di comunicazione con il linguaggio universale della musica.

Read More

Stregoni al Dolomiti Pride

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized |

In questi giorni in Italia parlare di immigrazione e di inclusione è diventato molto difficile: in generale, sembra che le “diversità” vengano sottolineate anziché composte, e che far avvicnare i diversi sia quasi impossibile. Eppure c’è sempre chi si batte per ribadire che a questo mondo c’è posto per tutti, che le diversità arricchiscono e non impoveriscono, e che dell’incontro tra diversi non deve per forza nascere un conflitto ma, anzi, può nascere una festa. Questo è il senso con cui è stato organizzato il “Dolomiti Pride”, una coloratissima manifestazione che si è svolta il 9 giugno 2018 a Trento e che ha coinvolto moltissime persone e tanti artisti che hanno animato il palco tra pomeriggio e sera. Quando si pensa ad una sfilata “pride” subito il pensiero corre agli omosessuali, ma il “Dolomiti Pride” ha voluto celebrare ogni tipo di diversità. Nel corteo infatti hanno sfilato ragazzi afflitti da qualche handicap; disabili per i quali è stato studiato un percorso accessibile; immigrati: tutti coloro cioè che, in un modo o nell’altro, vengono emarginati dalla società e che invece, in quest’occasione assolutamente pacifica, hanno voluto ribadire i loro pari diritti ad una vita dignitosa e alla felicità. Si è pensato anche ai non udenti, per i quali gli interventi del pomeriggio sono stati tradotti nel linguaggio LIS. Il corteo si è snodato a partire dal piazzale antistante la stazione di Trento a partire dalle ore 15.00 del pomeriggio, durando circa tre ore e arrivando infine al luogo della festa vera e propria, il Parco Fratelli Michelin nella zona “Le Albere”. Striscioni e bandiere, canti e slogan hanno animato l’intero percorso a cui hanno preso parte tutti coloro che volevano rivendicare la loro unicità. Lungo il percorso c’erano anche degli stand informativi nei quali i volontari dell’organizzazione davano spiegazioni circa le malattie sessualmente trasmissibili. Arrivate al parco, tutte le persone si sono sedute sul grande prato per godersi lo spettacolo. Sul palcoscenico, fino alle tarde ore notturne, si sono avvicendati gruppi e musicisti, drag queen e cori. I momenti di puro spettacolo sono stati intervallati da momenti di riflessione, dove gli ospiti dell’organizzazione hanno raccontato le loro storie e portato la loro esperienza. In mezzo al gruppo popoloso di artisti che hanno animato il “Dolomiti Pride” non potevano mancare gli Stregoni di Johnny Mox e Above the Tree. La storia degli Stregoni è cominciata proprio qui a Trento, e più di ogni altra racconta di come l’emarginazione possa essere superata cercando un linguaggio comune. Nel caso di Johnny Mox e Above the Tree quel linguaggio è stato la musica, che ha permesso loro non solo di entrare in contatto con tanti giovani ospitati nei centri di accoglienza, ma soprattutto di far esprimere loro con la vitalità e l’estro tipici della gioventù. Come di consueto anche nell’ambito del “Dolomiti Pride” il concerto degli Stregoni è stata una jam session scatenata che in breve ha coinvolto l’intera platea, perché la regola di base del gruppo itinerante è che non importa sbagliare, l’importante è divertirsi. Dopo i concerti, la festa è continuata ancora fino a notte inoltrata con il Wapo Pride Party, l’after party che ha permesso a tutti di gettarsi nel ballo fino alle 5:00 del mattino, con tanto di bus navetta a disposizione per rientrare alla base. Il “Dolomiti Pride” ha voluto ricordare che il colore della vita è proprio la diversità, e che non bisogna temerla e nemmeno capirla ma solo accettarla come parte del gran mosaico dell’esistenza.

Read More

Share This

Share this with your friends!