Il Loco’s Bar e l’asta dei cuori

Posted by on Feb 6, 2018 in Uncategorized |

C’è un appuntamento che si è ripetuto anche quest’anno per la sesta volta, una curiosa “asta di beneficenza” che non sembra né un’asta né un evento di beneficenza, ma solo un momento di incontro e condivisione, e soprattutto di creazione artistica. A cosa serve l’arte? Mai come adesso bisogna porsi questa domanda, in un’epoca in cui la commercializzazione spinta ci ha indotto a vedere qualunque prodotto dell’intelletto umano come semplice merce che deve possedere un valore economico per avere senso ed esistere. Ma l’arte può anche essere per l’arte, oppure può essere modo attivo di fare politica, di scendere tra la gente e risvegliare le coscienze da un intorpidimento preoccupante. L’arte può essere la pittura, la scultura, o tutto ciò che concerne l’espressione visiva; ma può anche essere la musica, che però deve avere anche la caratteristica di essere rivoluzionaria. Non è la musica che cerca solo di vendere il maggior numero di dischi possibile a cambiare il mondo, ma la musica che il mondo cerca di raccontarlo e di renderlo più vivibile per tutti. Ecco dunque che non stupisce come, sin dalla nascita del progetto “Stregoni” portato avanti dai due musicisti Johnny Mox e Above the Tree, la musica si sia incontrata con l’arte visiva, dando vita all’appuntamento di cui si parlava all’inizio e che ha avuto anche nell’edizione 2018 un entusiasmante successo. Ormai il progetto “Stregoni” è ben noto al mondo dello spettacolo: Johnny Mox e Above the Tree si spostano con un furgoncino carico di strumenti musicali e approdano in luoghi dove nessuno penserebbe mai di fare un concerto, vale a dire i centri di accoglienza. Qui interagiscono con i giovani ospiti, prendono la musica che hanno salvato sui loro telefonini cellulari e iniziano ad improvvisare. Il momento è di pura creatività: c’è chi è molto timido, chi trova subito il sound giusto, chi si lascia un po’ troppo prendere la mano. Dalla perfetta alchimia finale che scaturisce da questi diversi elementi (da qui il nome “stregoni”) nasce una jam session che poi viene ripetuta la sera davanti ad un pubblico. Si capisce come un progetto del genere abbia bisogno di finanziamenti che non vengono certo dal circuito delle grandi case discografiche. Ecco allora che gli Stregoni hanno inventato diversi modi di auto sostenersi. Grazie alla collaborazione del Loco’s Bar, locale di Rovereto che per sua vocazione naturale ospita artisti e personaggi che provengono da ogni parte del mondo, di ogni estrazione culturale e di ogni etnia, da tre anni a questa parte viene organizzata una “chiamata alle armi” di tutti gli artisti locali che desiderano mettere il proprio ingegno e la propria opera al servizio del progetto Stregoni. Ogni anno viene scelto un tema: si è iniziato con le renne, poi sono stati gufi, elefanti, orsi e gatti. Infine l’asta delle sagome di quest’anno ha avuto come oggetto non più un animale ma una forma anatomica molto importante, forse la più importante in assoluto: il cuore. Gli artisti si sono messi in gioco reinterpretando questa tematica a modo proprio, in mille soluzioni diverse. Le loro opere sono poi andate all’asta il giorno 11 gennaio 2018, e la generosità degli intervenuti non si è fatta aspettare. In passato con l’asta del Loco’s Bar, organizzata in collaborazione con la Bottega d’Arte Gabbana, si è potuto finanziare il tour europeo degli Stregoni e la produzione di un video. Il denaro raccolto quest’anno servirà a realizzare il primo album della band itinerante Stregoni, che nel frattempo ha prodotto molte altre realtà sul territorio, completamente gestite dai migranti.

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