Il lo-fi di Above the Tree da Bacchus

Posted by on Feb 27, 2018 in Uncategorized |

Mentre prosegue l’avventura degli “Stregoni”, tra le tante difficoltà che inevitabilmente incontra un progetto che nasce dalla volontà di unire e di abbattere le barriere in un’Italia che invece sembra volerne erigere sempre di nuove, Marco Bernacchia prosegue anche la sua carriera da solista continuando ad esibirsi su e giù per la penisola e fuori dai confini nazionali con il suo alter ego Above the Tree. Fin dagli esordi della sua carriera musicale la personalità artistica di Marco è apparsa poliedrica, e ancora oggi non appare facile districarsi tra i molti pseudonimi che ha adottato, e le varie forme che ha assunto, per portare avanti la sua sperimentazione. Prima è stato MAZCA, poi Gallina e Al:arm!, e infine il duo Above the Tree & E-Side (senza ricordare di nuovo il già citato Stregoni). Assumendo queste diverse identità Marco è riuscito ad esprimere il suo concetto di musica facendosi conoscere come una personalità rivoluzionaria del rock alternativo italiano, uno dei pochi che sia riuscito ad esprimere fino in fondo nel nostro Paese il vero senso del lo-fi. Come quasi tutto ciò che concerne il mondo della musica, anche il termine lo-fi nasce in terra anglosassone e si pone in contrapposizione al concetto di hi-fi. Hi-fi sta per “high fidelity”, alta fedeltà, come tutti sappiamo, ed indica un tipo di musica pulita e perfetta, quella che viene distribuita attraverso i circuiti mainstream e la grande rete di commercializzazione delle più grandi case discografiche. Intorno alla fine degli anni Ottanta, però, si comincia a parlare anche di “low-fidelity”, che non ha un senso diminutivo o dispregiativo rispetto all’hi-fi ma esprime una realtà del tutto alternativa. In questo periodo comincia a diventare possibile per gli artisti autoprodurre la propria musica grazie a degli innovativi strumenti di registrazione. Ovviamente il processo di incisione non ha il grado di sofisticatezza che potrebbe avere usando una sala di registrazione, ma l’autoproduzione permette all’artista di esprimere liberamente il suo pensiero senza dover rendere conto a nessuno, o dover sottostare alle imposizione della casa discografica di produzione. Lo-fi così indica sia una “povertà” di mezzi e risorse concreta, ma anche una modalità volontariamente adottata dal musicista che decide di tirarsi fuori dai circuiti più importanti, pagando lo scotto di disporre di minori possibilità ma allo stesso tempo di avere il vantaggio di poter godere di una maggiore libertà. Above the Tree è il progetto di Marco Bernacchia che nasce proprio dall’aver sposato in pieno la mentalità lo-fi. Il musicista infatti si è autoprodotto i primi due album ed ha anche inciso una musicassetta; le sue performance avvengono sui palcoscenici più disparati con una strumentazione elettronica che Marco padroneggia in totale autonomia. Dopo aver fatto diverse esperienze di gruppo, infatti, Above the Tree ora si esibisce da solo, usando spesso una curiosa maschera sul volto. In questo modo tanto la sua identità fisica che artistica continua a sfuggire all’ascoltatore, che non può che rimanere catturato da quelle sonorità che si configurano come uno sfogo personale e come un’estrema rivendicazione di libertà in un mondo che ci impone sempre più catene che non sembriamo nemmeno in grado di vedere. Venerdì 2 febbraio 2018 Above the Tree si è esibito nella città di La Spezia, presso l’Osteria Bacchus, luogo in cui da sempre si mescolano buon cibo, buon vino e buona musica. In questo ambiente Above the Tree ha trovato il luogo ideale per esibire sonorità e idee.

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