Gli Stregoni al Colorificio Kroen

Posted by on Mar 26, 2018 in Uncategorized |

A Verona tra il 2008 e il 2010 è stato attivo un circolo musicale che si chiamava Kroen e che aveva radunato intorno a sé un buon numero di tesserati. Il Kroen promuoveva eventi di varia natura, tutti all’insegna della musica di qualità e “alternativa” a quella proposta dalle grandi etichette discografiche. Nel 2010 però l’attività del circolo si è interrotta per via della mancanza di un adeguato spazio dove poter svolgere le iniziative, questo almeno fino al 2016 quando, seppur dopo un lungo periodo di silenzio, infine il Kroen ha trovato una nuova sede davvero ottimale. Si tratta di un ex colorificio che si trova nella zona industriale della città: in vista di questa nuova location l’associazione ha cambiato nome in “Colorificio Kroen” e dal momento in cui ha riaperto i battenti i musicisti che si sono susseguiti sul suo palco non si contano. Nella serata di venerdì 9 marzo 2018 anche gli Stregoni hanno potuto assaporare l’emozione di suonare sul palco del Colorificio, insieme ad un altro artista di tutto rispetto che in molti modi si sposa alla perfezione con il progetto di Johnny Mox e Above the Tree. Stiamo parlando di Brian Shimkovitz, il quale, in realtà, non è un musicista in senso stretto ma un etnomusicologo. Shimkovitz ha avuto modo di collaborare a lungo con Ebo Taylor, chitarrista classe 1936 che non ha niente da invidiare ai suoi “colleghi” con qualche anno di meno in quanto a grinta. Taylor è uno dei maggiori rappresentati della musica ghanese in particolare e di quella africana in generale, e con lui Shimkovitz ha potuto conoscere da vicino la tradizione musicale del Continente Nero. Al Colorificio Kroen ha voluto portare gli straordinari risultati del suo lavoro di ricerca, che ha illustrato nel blog “Awesome tapes from Africa” (incredibili registrazioni dall’Africa). Infatti lo studioso ha inciso su dei nastri tutta la musica che ha potuto, e adesso la restituisce così com’è dando vita a delle dj session davvero imprevedibili. Le musiche tribali dell’Africa non sfigurano affatto anche in una sala da musica occidentale, risvegliando ritmi dimenticati ma che parlano alla parte più profonda e “selvaggia” di ognuno di noi. Anche al Colorificio Kroen questa inaspettata sinfonia di suoni non ha mancato di stupire e infiammare la platea, preparando adeguatamente il terreno per l’esibizione successiva degli Stregoni. Ciò che fanno gli Stregoni, infatti, si può per certi versi definire un’evoluzione del lavoro di studio e raccolta portato avanti da Shimkovitz. Se questi ha raccolto la musica dell’Africa, Johnny Mox e Above the Tree usano questa musica, che a loro volta conoscono attraverso delle registrazioni, quelle effettuate con lo smartphone dai giovani migranti, e poi la rielaborano mixandola e contaminandola con tanti altri stimoli diversi. Quelli che suonano sul palco con Mox e Above the Tree, infatti, non sono solo provenienti dall’Africa, ma da ogni altra parte del globo. Sono la nuova umanità in viaggio che approda in Italia alla ricerca di nuove opportunità e di una nuova speranza, e che purtroppo sono spesso costretti a restare a lungo nei centri di accoglienza senza sapere bene cosa riserverà loro il futuro. Grazie al progetto Stregoni queste anime possono esprimere i loro sentimenti e le loro aspettative attraverso il magico mondo delle note musicali, e possono farlo senza limiti perché le jam sessione di Stregoni vengono completamente improvvisate e possono prevedere davvero qualunque tipo di soluzione. Anche il concerto al Kroen è stato motivo di stupore ed eccitazione, in questo lungo tour sempre mutevole e sempre in movimento.

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