Gli Stregoni e il concerto di Tony Allen

Posted by on Apr 18, 2016 in Uncategorized |

Il progetto Stregoni, messo in piedi da Johnny Mox e Above the tree (al secolo Gianluca Taraborelli e Marco Bernacchia), si propone di far conoscere la realtà dell’immigrazione al grande pubblico da un nuovo punto di vista. L’immigrato assai di rado viene visto nella sua integrità umana: spaventa perchè diverso, perché si teme che il suo scopo sia quello di privare dei suoi diritti chi risiede da sempre nel luogo in cui arriva. Pochi sono coloro i quali, più lucidamente, riescono a considerare l’immigrato semplicemente per quello che è, ovvero un essere umano non diverso da noi. Gli Stregoni cercano allora di far penetrare un messaggio di uguaglianza ed accoglienza attraverso la musica, realizzando una serie di concerti per tutta Italia in cui collaborano con i giovani “adescati” nei centri di immigrazione. Partendo dalle musiche che questi ragazzi hanno portato con sé dalle terre di origine si creano nuovi sound, nuovi modi di comunicare la vita, e un nuovo linguaggio capace di superare le barriere. Uno dei concerti più belli a cui gli Stregoni hanno fatto da gruppo di apertura con la loro jam session dal vivo si è svolto il 10 febbraio a Trento, all’interno della rassegna “Transiti: musiche in movimento” sponsorizzata dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara. Alle ore 21:00, presso il Teatro Sanbàpolis di via della Malpensada, si è infatti esibito Tony Allen, che potrebbe senza timore di smentita essere definito uno dei primi “stregoni” musicali della storia recente. Tony Allen è uno dei principali esponenti dell’afrobeat, genere musicale nato a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta fondendo le musiche del folklore nigeriano con i ritmi sudamericani. Il fondatore dell’afrobeat è Fela Kuti, con il quale Tony Allen ha collaborato a lungo, contribuendo con lui a mettere a punto uno stile musicale capace di fondere passato e presente e diverse culture, esattamente come fanno gli Stregoni Johnny Mox e Above the tree. Le strade di Fela Kuti e Tony Allen si separarono nel 1978, dopo che i due avevano svolto un tour rimasto memorabile che servì ad introdurre l’afrobeat anche in Europa. In seguito la carriera di Tony Allen, che oggi ha 75 anni ma non ha perso minimamente lo spirito di un tempo, ha continuato a dipanarsi attraverso molte collaborazioni prestigiose. Una delle più importanti è stata quella con Damon Alban, leader del gruppo anglosassone dei Blur, ma dopo il divorzio artistico con Fela Kuti Allen ha soprattutto svolto l’attività di batterista e direttore musicale, potendo oggi a buon diritto essere dichiarato il miglior batterista mai esistito. Il sound da lui creato ha influenzato molti altri musicisti contemporanei: da Paul Simonon dei Clash, a Flea dei Red Hot Chili Peppers, da Danger Mouse a Charlotte Gainsbourg. Tutto il percorso artistico di Allen si è sempre svolto all’insegna della contaminazione e della fusione tra i generi, dal pop al reggae, dal rap al jazz, e del tentativo di innovare la tradizione pur conservandone il suo spirito originario. Al concerto di Trento Tony Allen ha cantato e suonato insieme a Indy Dibongue alla chitarra, Nicolas Giraud alla tromba, Patrick Gorce alle percussioni, Rody Cereyon al basso, Jean-Phi Dary alle tastiere e Yann Jankielewicz al sax e tastiera. L’introduzione musicale offerta da Johnny Mox, Above the tree e dai loro ragazzi del centro profughi è stata quindi perfettamente coerente con lo stile di Tony Allen, perché anche gli Stregoni si prefiggono l’obiettivo di integrare le tradizioni musicali dei migranti con le sonorità dei Paesi di accoglienza, in una magica alchimia che ha animato per una sera il palco del Teatro Sanbàpolis di Trento.

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