Gli Stregoni a Soliera

Posted by on Feb 17, 2017 in Uncategorized |

Prosegue il grande successo del progetto “Stregoni” portato avanti dalla collaborazione tra i due giovani musicisti italiani Johnny Mox (Gianluca Taraborelli) e Above the tree (Marco Bernacchia). Infatti l’intento ultimo di questo che potremmo definire un laboratorio musicale sperimentale, che è la necessità di creare una nuova base comunicativa con i migranti che popolano le città europee, finisce inevitabilmente per incontrarsi e sposarsi con finalità simili che vengono perseguite da tante associazioni d volontariato e solidarietà che si trovano sparse sul territorio italiano. Ad esempio, il progetto “Stregoni” ha trovato un terreno particolarmente fertile in provincia di Modena e più esattamente nel comune di Soliera, dove il 15 gennaio, come in molte altre città, si è celebrata la Giornata Mondiale per il Migrante e il Rifugiato. Questa ricorrenza venne istituita nel 1914, durante la Prima Guerra Mondiale, da papa Benedetto XV, il quale decise di dedicare una giornata alla raccolta fondi per tutti coloro che, a causa del conflitto, avevano dovuto abbandonare il proprio Paese di appartenenza. Ben presto l’iniziativa si ampliò, diffondendosi anche alle diocesi americane, e ancora di più dopo la Seconda Guerra Mondiale andò a comprendere persone di tante nazionalità diverse. Nel 2002 fu decisa la data definitiva, che è mobile, perché corrisponde alla prima domenica dopo l’Epifania (6 Gennaio). Nata da un’iniziativa della Chiesa Cattolica, ben presto il significato di questa Giornata ha assunto confini prettamente universali, e oggi è più che mai di attualità visti i tragici avvenimenti degli ultimi anni, che hanno portato masse sempre più grandi di persone a spostarsi dai loro Paesi di origine, per lo più Africa e Medio Oriente, per cercare una speranza di vita in Occidente. A Soliera si è voluta usare questa giornata per ospitare l’iniziativa “Stregoni. Dagli smartphone la musica delle migrazioni”, giunta a coronamento di un lungo e coerente percorso già intrapreso dagli organi istituzionali e solidali del comune. Difatti Soliera ha aderito al programma nazionale di accoglienza dei rifugiati definito “Mare Nostrum”, e già da alcuni mesi ospita 15 richiedenti asilo; nello specifico si tratta di sette senegalesi, cinque nigeriani, un maliano, un ivoriano e un gambiano, tutti di età compresa tra i 20 e i 35 anni. Questi giovani sono stati coinvolti in tante iniziative socialmente utili. Ad esempio, è stato chiesto loro di ripulire dalle foglie secche le strade che percorrono i bambini che vanno a scuola, sono stati gli organizzatori di mercatini e fiere, e insieme ai volontari dell’AUSER (acronimo di autogestione servizi) hanno prestato servizio presso il Mercatino del Riutilizzo di via Stradello Morello. Infine, il 15 gennaio sono diventati loro i protagonisti della jam session organizzate da Johnny Mox e Above the tree. Come è diventata ormai consuetudine per i due musicisti, essi prendono spunto non dai loro pezzi ma dai brani di musica popolare che si trovano salvati all’interno dei telefonini dei giovani migranti. Cosa porteresti con te, se dovessi abbandonare casa tua senza molte speranza di poterci tornare? Foto, e voci: la musica appunto. La data del 15 gennaio però non rappresenta un traguardo, ma un inizio: da qui a marzo infatti Arci (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana) Soliera, l’associazione musicale Decibel, Arci Dude e la Fondazione Campori, patrocinati dall’assessorato ai Servizi Sociali, offriranno ai due artisti gli spazi di Habitat. Habitat si trova in via Berlinguer ed è n centro multiculturale dove i giovani migranti e i due “Stregoni” potranno sperimentare liberamente le loro sonorità, facendo culminare la serie di lezioni e laboratori nel grande concerto del 24 marzo. Al concerto potrà intervenire in modo gratuito tutta la cittadinanza, per apprezzare il suono che fa la solidarietà.

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Il Ritorno dei Guns N’ Roses: qualcuno ci spieghi la Slot Machine

Posted by on Feb 2, 2017 in Uncategorized |

Mi sento in dovere di scrivere due righe riguardo alla reunion più attesa che finalmente sta per diventare realtà, ovvero il ritorno dei Guns N’ Roses. 22 anni dopo si ritroveranno sul Palco della T-Mobile Arena di Las Vegas Axl Rose con Slash e Duff McKagan. Quello che sembrava ormai impossibile è invece accaduto. Sepolta l’ascia di Guerra che per un ventennio ha messo contro Axl e Slash, che se ne sono dette di tutti i colori come di solito fanno le coppie scoppiate, i due si sono riappacificati o quantomeno hanno deciso di sopportarsi in nome di un commune denominatore. Sì ebbene sono sicuro che anche voi stiate pensando quello che penso io e no, non si tratta dell’amore per la musica, bensì per l’amore per il vile denaro. Non è un mistero infatti che intorno al rock girino tanti ma tanti milioni e sicuramente il giro d’affari della musica al giorno d’oggi è stato un richiamo così forte da far superare qualsiasi astio e rancore. Alla faccia dei principi morali, credo che sinceramente tutti avrebbero fatto la loro stessa scelta.

Curioso l’intervento di Steven Tyler degli Aerosmith nella vicenda, in quanto sembrerebbe essere l’artefice principale della reunion. Dalle sue parole, si evince che la sua intercession sia stata così importante da far ritornare Axl sui suoi passi. “Gli ho detto che non c’erano alternative alla reunion. Quando milioni di persone dicono di aver per sempre legato la loro vita alla tua musica, non puoi far altro che renderli felici”, queste le testuali parole di Tyler.

Clamorosamente però la band ha rinnegato queste parole e qualsiasi influenza che Tyler abbia potuto esercitare, con una dichiarazione che lascia spazio a pochi dubbi: “C’è in giro qualcuno che vuol prendersi i meriti del nostro ritorno“, questo infatti hanno dichiarato ufficialmente i 2 componenti più importanti dei Guns N’ Roses.

Da un punto di vista artistico sarà interessante vedere cosa è rimasto e cosa ci sarà di nuovo nel repertorio di questa band che ha regalato alla storia della musica almeno 2 album capolavoro a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90.

Speriamo che la musica insomma ne esca vincitrice e non sconfitta, perché sarebbe un delitto disperdere tutto l’affetto e l’amore dei fan oltre all’affezione per i vecchi successi. Per fare un paragone calzante, Claudio Baglioni negli ultimi anni della sua carriera sembra aver badato più agli incassi che alla qualità artistica, complice forse un’ispirazione che non c’era più ma un brand ancora molto forte, capace di vendere. Infelice ricordiamo la scelta del cantautore romano di lanciare il singolo di punta del suo album “Viaggiatore sulla coda del tempo” offrendolo come colonna sonora per una pubblicità televisiva di un gesture di telefonia mobile. Ecco, il brand Guns And Roses è in ottima salute, ma merita anche rispetto. A partire dai proprietari del brand stesso. Abbiamo visto, soprattutto online, un marketing molto spinto per celebrare il ritorno, condito tra l’altro da una curiosa partnership con la casa svedese di Giochi di Slot Machine Online NetEnt. I fan sicuramente storceranno il naso di fronte a un’operazione del genere, soprattutto perché si tratta di giochi d’azzardo che sappiamo bene come possano rappresentare un problema più che un divertimento. La speciale edizione di una Slot Machine a loro dedicata si chiama infatti Guns N’ Roses Slot Machine e contiene le colonne sonore originali del gruppo. Potrete trovare una versione gratuita di questo gioco sul portale www.richslots.it. Quello che mi sento di chiedervi è: una delle ultime rock and roll band, un’icona per la musica degli anni 70, epoca dei grandi gruppi musicali, con un patrimonio di fan e una fama immortale, aveva proprio bisogno di andare ad associare il loro nome alle Slot Online?

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Continua il tour di Above the tree & The E-Side

Posted by on Gen 27, 2017 in Uncategorized |

Above the tree (vero nome Marco Bernacchia) sta portando avanti, in questa fase della sua storia artistica, due progetti distinti ma che hanno entrambe uno sfondo sociale e di denuncia di alcune realtà contemporanee che si considerano sbagliate e che si cerca di cambiare anche attraverso la musica. Il primo progetto è quello di “Stregoni”, portato avanti con Johnny Mox (Gianluca Taraborelli), che prevede una serie di jam session in collaborazione con i centri di accoglienza per immigrati. Lo scopo è di far conoscere il fenomeno dell’immigrazione da un altro punto di vista, al fine di creare una vera inclusione sociale. Il secondo progetto è il nuovo album inciso insieme al batterista Matteo Sideri, in arte E-Side. Above the tree e The E-Side avevano già collaborato qualche anno fa, incidendo un altro disco intitolato “Wild”. Il nuovo lavoro si intitola “Riot”, che vuol dire “rivolta”, e parla di una rivoluzione che però è del tutto pacifica, ed è la rivoluzione che la musica può portare tanto nelle città occidentali che nel più sperduto villaggio africano. Un filo rosso dunque collega i vari aspetti dell’attività artistica di Above the tree, che insieme ad E-Side sta suonando nei club più importanti della penisola alcuni dei brani tratti da “Riot”. “Riot” è un disco completamente strumentale che fonde ritmi tribali e suoni naturali (come il rumore del mare) insieme alla base elettronica psichedelica. Nel mese di gennaio Above the tree & The E-Side si sono esibiti a Ravenna, l’8 gennaio, presso il Moog Slowbar, e successivamente, il 13 gennaio, a Verona, al Colorificio Kroen. La loro serata è stata aperta dall’esibizione del duo Kuru, che si ispira ai ritmi della Nuova Guinea suonando sax e batteria. Il concerto di Above the tree si inserisce all’interno di una serie di appuntamenti che si svolgeranno nella location del Colorificio Kroen fino a febbraio. Sabato 14 gennaio è stata la volta di Machine Woman (Anastasia Vtorova); giovane artista russa che oggi opera all’interno del panorama musicale berlinese e nel 2016 si è fatta notare per la sua forte carica innovativa. Con lei si sono avvicendati sul placo del Colorificio, per la serata #Onwards, i dee-jay Shinoby e Daniele Raimondi. Venerdì 20 gennaio si sono esibiti Sequoyah Tiger, ovvero la producer italiana Leila Gharib che ha eseguito brani dal suo ultimo disco, “Ta-Ta-Ta-Time”, e Toni Cutrone, noto esponente dell’underground romano che stavolta ha vestito i panni di Mai Mai Mai. Sabato 21 gennaio al Colorificio Kroen hanno suonato Tiger! Shit! Tiger! Shit!, trio francese; i Labradors da Milano; i Grand Terminal e gli Action Dead Mouse. A chiudere la rassegna del Kroen il 4 febbraio saranno il gruppo punk rock di Worchester The Hotelier, insieme a Crying e Leute. Il programma del Kroen si era aperto il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, con il concerto degli Zeus (Luca Cavina e Paolo Mongardi) e dei Monsieur Gustavo Biscotti. Il 2017 è appena cominciato e molte altre saranno le date nelle quali anche Above the tree & The E-Side si esibiranno su e giù per la penisola; per conoscere tutte le tappe del loro tour e avere la possibilità di ascoltare dal vivo i brani che compongono il disco “Riot” è possibile seguire gli aggiornamenti che vengono pubblicati periodicamente sulla loro pagina Facebook.

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