La musica e il futuro

Posted by on Lug 26, 2017 in Uncategorized |

Il progetto “Stregoni” ha avuto inizio da oltre un anno e ormai riesce a camminare sulle sue gambe, ma sembra essere ancora una realtà di nicchia ignorata dai circuiti mainstream. Pure sulle riviste specializzate si moltiplicano le interviste ai due ideatori e curatori del progetto, Johnny Mox e Above the tree, segno che infine quello che stanno facendo sta cominciando ad incuriosire e ad appassionare il grande pubblico. Il punto è che Stregoni è nato dentro i centri di immigrazione, e fino ad un certo punto è rimasto confinato in queste realtà di nicchia. Da qualcuno poteva anche essere visto come una sorta di “progetto di recupero”, una di quelle tante attività che vengono fatte per favorire l’integrazione degli immigrati con gli italiani, ma quello che avevano in mente i due musicisti andava ben oltre, e oggi forse si può dire che l’obiettivo è stato raggiunto. Il logo del progetto è molto semplice e scarno. Si ha uno sfondo nero sul quale si stagliano degli aghi bianchi. Non c’è buonismo nell’approccio di Johnny e Above the tree al mondo dell’immigrazione, c’è molta curiosità nel voler scoprire realtà completamente diverse dalla nostra, soprattutto dal punto di vista musicale. I due artisti, per quanto vantino entrambe un notevole background e tante collaborazioni importanti, non hanno mai imposto le loro sonorità, il loro stile o le loro idee: si sono semplicemente messi a disposizione per coordinare delle sessioni improvvisate dove la base di partenza è sempre e comunque la musica dei migranti. Ed è in questo modo che sono riusciti ad andare oltre i tanti pregiudizi che nutriamo e a scoprire un universo creativo tutto da esplorare. In Occidente, dicono Johnny Mox e Above the tree, ormai abbiamo una concezione prettamente commerciale della musica. Ciò che viene prodotto è finalizzato alla vendita; questo ha in qualche modo tolto spontaneità all’espressione sonora, l’ha incatenata a schemi precostituiti ed ha anche creato una sorta di solipsismo dell’autore o del cantante, che tende ad essere fortemente autoreferenziale. Viceversa nei paesi africani, o in quelli del Medio Oriente, la concezione della musica è più istintiva e viscerale, e soprattutto corale. Anche se non è sempre facile coordinare tradizioni diverse, si finisce sempre per trovare un punto di incontro lasciando ognuno libero di esprimersi nel modo che lo fa sentire più a suo agio. I due musicisti sono riusciti a rendere davvero protagonisti i giovani migranti, portandoli piano piano anche fuori dai centri di accoglienza e organizzando dei concerti veri e propri nei locali. Tutti sono i benvenuti sul palco, ed anche se è raro che le donne si uniscano, vuoi perché sono meno numerose degli uomini tra i migranti, vuoi perché più timorose, quando questo accade nascono alchimie inattese. Johnny Mox e Above the tree raccontano di incontri emozionanti, a volte difficili da gestire, ma anche di una sorprendente scoperta. In Italia i migranti non avvertono né odio né ostilità da parte dei residenti, si sentono solo protetti dalla rete di accoglienza che li riceve dopo la fuga dalla guerra e dell’orrore. Diverse sono le cose in Nord Europa, dove invece gli immigrati vengono ghettizzati e tenuti lontani dalle città più ricche. Il vero problema è dare un posto a questi giovani una volta finito il programma di accoglienza. A modo loro Johnny Mox e Above the tree ci stanno provando, nella speranza di creare un franchising che possa andare avanti anche senza di loro.

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Prende il via la fase due di Stregoni

Posted by on Giu 23, 2017 in Uncategorized |

Ormai è passato circa un anno da quando il progetto musicale “Stregoni” ideato da Above the tree e Johnny Mox ha preso il via. L’idea di partenza era quella di raccontare l’immigrazione in un modo nuovo, soprattutto attraverso la musica. Così i due musicisti hanno girato la maggior parte dei centri di accoglienza presenti in Italia e in tutta Europa, hanno incontrato tanti ragazzi come loro, e hanno dato vita a dei concerti decisamente sui generis. Come hanno raccontato loro stessi in numerose interviste, nei concerti di “Stregoni” si cerca di ribaltare completamente quello che è il concetto tradizionale in Occidente di questo tipo di evento. Ovvero, non sono i due musicisti “famosi” ad interpretare brani, ma vengono coinvolti in prima persona i ragazzi provenienti da tutto il mondo. Questi giovani infatti portano salvate nella memoria del proprio cellulare le canzoni che amano di più: da queste sonorità si parte ogni volta per creare qualcosa di nuovo, sempre all’insegna della contaminazione tra generi e nazionalità. Above the tree non era del tutto digiuno rispetto alla storia della musica di Paesi Extraeuropei, visto che a lungo aveva studiato le musiche di Africa ed Asia. Ma, ha confessato, quando si è confrontato faccia a faccia con persone provenienti da questi continenti ha scoperto che in realtà non conosceva un bel niente. Noi occidentali spesso tendiamo a fare di tutt’erba un fascio: ad esempio, raggruppiamo in un’unica sezione la musica del Mali, o della Nigeria. Ovviamente questa è una semplificazione che non permette di comprendere la vera complessità delle culture musicali diverse dalle nostre. Non sempre si tratta di musica di qualità, ma non importa: quello che conta è stimolare il dialogo tra forme espressive diverse. Questo, ovviamente, non sempre avviene con facilità. Quando sul palco salgono ragazzi che provengono, ad esempio, dal Pakistan, dalla Siria, e dal Senegal, essi trovano difficile suonare insieme e interfacciarsi tra di loro. Questo accade non solo perché le tradizioni musicali sono diverse, ma soprattutto perché all’interno dei centri di immigrazione si creano dei piccoli gruppi, dove vengono ricreate le etnie di provenienza, e creare un vero spirito di corpo è complicatissimo. Eppure proprio questo Johnny Mox e Above the tree si sono messi in testa di fare: “costringere” persone estremamente diverse tra di loro, sotto ogni punto di vista, ad impegnarsi per creare qualcosa insieme. Ecco il motivo per cui ogni concerto è diverso dall’altro, ma sempre entusiasmante. Niente è preparato in anticipo, ed anche il pubblico è chiamato a partecipare al processo creativo, che non sempre fila liscio. Ci sono pause, interruzioni, stonature: ma quando alla fine la musica comincia a girare, anche il pubblico si infiamma per la buona riuscita. Un concerto degli Stregoni dunque è diverso da ogni altro perché non è preconfezionato, non è perfetto, non è asettico ma coinvolge emotivamente tutti coloro che vi partecipano, dal palco e sotto il palco. Adesso inizia una nuova fase del progetto, quella in cui Mox e Above the tree hanno deciso di defilarsi, lasciando che i ragazzi dei centri di accoglienza possano andare avanti da soli. Non sarà facile, lo sanno, perché da loro arrivava soprattutto lo stimolo a lavorare insieme. Un altro obiettivo auspicato è la possibilità per le band degli Stregoni di suonare non più soltanto nei centri di accoglienza, ma anche in vere sale concerto e locali, affinchè la contaminazione musicale diventi appannaggio di tutti.

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Il Ritorno dei Guns N’ Roses: qualcuno ci spieghi la Slot Machine

Posted by on Mag 22, 2017 in Uncategorized |

Mi sento in dovere di scrivere due righe riguardo alla reunion più attesa che finalmente sta per diventare realtà, ovvero il ritorno dei Guns N’ Roses. 22 anni dopo si ritroveranno sul Palco della T-Mobile Arena di Las Vegas Axl Rose con Slash e Duff McKagan. Quello che sembrava ormai impossibile è invece accaduto. Sepolta l’ascia di Guerra che per un ventennio ha messo contro Axl e Slash, che se ne sono dette di tutti i colori come di solito fanno le coppie scoppiate, i due si sono riappacificati o quantomeno hanno deciso di sopportarsi in nome di un commune denominatore. Sì ebbene sono sicuro che anche voi stiate pensando quello che penso io e no, non si tratta dell’amore per la musica, bensì per l’amore per il vile denaro. Non è un mistero infatti che intorno al rock girino tanti ma tanti milioni e sicuramente il giro d’affari della musica al giorno d’oggi è stato un richiamo così forte da far superare qualsiasi astio e rancore. Alla faccia dei principi morali, credo che sinceramente tutti avrebbero fatto la loro stessa scelta.

Curioso l’intervento di Steven Tyler degli Aerosmith nella vicenda, in quanto sembrerebbe essere l’artefice principale della reunion. Dalle sue parole, si evince che la sua intercession sia stata così importante da far ritornare Axl sui suoi passi. “Gli ho detto che non c’erano alternative alla reunion. Quando milioni di persone dicono di aver per sempre legato la loro vita alla tua musica, non puoi far altro che renderli felici”, queste le testuali parole di Tyler.

Clamorosamente però la band ha rinnegato queste parole e qualsiasi influenza che Tyler abbia potuto esercitare, con una dichiarazione che lascia spazio a pochi dubbi: “C’è in giro qualcuno che vuol prendersi i meriti del nostro ritorno“, questo infatti hanno dichiarato ufficialmente i 2 componenti più importanti dei Guns N’ Roses.

Da un punto di vista artistico sarà interessante vedere cosa è rimasto e cosa ci sarà di nuovo nel repertorio di questa band che ha regalato alla storia della musica almeno 2 album capolavoro a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90.

Speriamo che la musica insomma ne esca vincitrice e non sconfitta, perché sarebbe un delitto disperdere tutto l’affetto e l’amore dei fan oltre all’affezione per i vecchi successi. Per fare un paragone calzante, Claudio Baglioni negli ultimi anni della sua carriera sembra aver badato più agli incassi che alla qualità artistica, complice forse un’ispirazione che non c’era più ma un brand ancora molto forte, capace di vendere. Infelice ricordiamo la scelta del cantautore romano di lanciare il singolo di punta del suo album “Viaggiatore sulla coda del tempo” offrendolo come colonna sonora per una pubblicità televisiva di un gesture di telefonia mobile. Ecco, il brand Guns And Roses è in ottima salute, ma merita anche rispetto. A partire dai proprietari del brand stesso. Abbiamo visto, soprattutto online, un marketing molto spinto per celebrare il ritorno, condito tra l’altro da una curiosa partnership con la casa svedese di Giochi di Slot Machine Online NetEnt. I fan sicuramente storceranno il naso di fronte a un’operazione del genere, soprattutto perché si tratta di giochi d’azzardo che sappiamo bene come possano rappresentare un problema più che un divertimento. La speciale edizione di una Slot Machine a loro dedicata si chiama infatti Guns N’ Roses Slot Machine e contiene le colonne sonore originali del gruppo. Potrete trovare una versione gratuita di questo gioco sul portale www.richslots.it. Quello che mi sento di chiedervi è: una delle ultime rock and roll band, un’icona per la musica degli anni 70, epoca dei grandi gruppi musicali, con un patrimonio di fan e una fama immortale, aveva proprio bisogno di andare ad associare il loro nome alle Slot Online?

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