In crescita il progetto “Stregoni”

Posted by on Gen 17, 2017 in Uncategorized |

Il progetto “Stregoni” viene portato avanti ormai da alcuni mesi in comune accordo da Johnny Mox e Above the tree. Questi due pseudonimi celano l’identità di due giovani musicisti italiani, Gianluca Taraborelli e Marco Bernacchia, che già in precedenza si erano distinti all’interno del panorama musicale contemporaneo per la loro carica innovativa, per il loro tentativo di dare vita a nuove sonorità. Un giorno i loro percorsi artistici si sono incontrati sulla scia di un’istanza avvertita di comune accordo da entrambe, ovvero quella di parlare di un fenomeno che occupa gran parte delle cronache europee ma che, a loro avviso, ancora non è stato compreso fino in fondo: l’immigrazione. Ma Johnny e Above the tree hanno ben presto capito che il loro intervento, in linea con la loro personalità artistica, non poteva essere svolto in modo tradizionale. Non bastava fare un disco che parlasse di questa realtà; non sarebbe servito nemmeno andare a suonare laddove lo scontro tra la civiltà europea e le civiltà “straniere” si stava facendo più acceso e preoccupante. Bisognava offrire alla gente un nuovo sguardo: non più l’immigrazione in corso d’opera, nei drammatici resoconti dei viaggi a piedi, o nei barconi, ma l’immigrazione attiva, quella che si svolge quotidianamente nelle nostre città. I due artisti hanno così cominciato a frequentare i centri di accoglienza, ad incontrare i giovani come loro, parlandoci insieme e cercando di imbastire un colloquio che fosse soprattutto musicale. Hanno così ideato un nuovo format che oggi sta incontrando un successo sempre crescente, in attesa che a primavera venga pubblicato il video del tour europeo di Stregoni. Nel video girato su BalconyTv nel mese di dicembre 2016 si può apprezzare con i propri occhi quello che Mox e Above the tree sono riusciti a fare in questi lunghi mesi, il risultato davvero straordinario di un’integrazione che passa attraverso la creazione di un linguaggio comune. I due musicisti coinvolgono i giovani immigrati tirando fuori dai loro smartphone sonorità portate dietro fin da casa propria. Si tratta di suggestioni molto diverse: ad esempio, racconta Johnny Mox, i siriani ascoltano per lo più musica popolare, mentre nei Paesi africani c’è un mix di tanti influssi diversi, dall’hip hop all’r’n b. Su queste basi si improvvisa, e non è sempre facile: a volte, racconta ancora Mox, l’alchimia avviene in modo immediato, e dal palco si sprigiona un’energia potente, che ha il grande merito di far sentire tutti fratelli, nonostante le differenze. Altre volte invece la musica stenta a partire e il concerto non decolla, ma questo fa parte del gioco. L’integrazione non è facile, abbattere le barriere non è facile, e questo si rispecchia anche nel progetto Stregoni. Come ha spiegato Johnny Mox ai microfoni di BalconyTv gli scopi del progetto sono molteplici. Il primo, non trascurabile, consiste nel coinvolgere i giovani immigrati, che spesso, prigionieri di una burocrazia che li tiene fermi per mesi, si annoiano perché non hanno niente da fare per tutto il giorno. Il secondo è quello di indicare una via possibile per un futuro diverso: su questo gli Stregoni hanno le idee ben chiare. Auspicano infatti un nuovo new deal, che sfrutti l’enorme forza lavoro che viene insieme ai flussi migratori, che porti ad un’integrazione non imposta dall’alto ma che nasca in modo spontaneo. Perchè questo accada però è necessario che tutti, residenti e immigrati, abbiano la possibilità di vivere in modo dignitoso, avendo lavoro e pari diritti, in modo tale che nessuno si senta minacciato dall’altro e si possa scoprire così quante siano molte di più le cose che si hanno in comune rispetto a quelle che dividono.

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Above the Tree e Lightning Bolt

Posted by on Dic 27, 2016 in Uncategorized |

Prima di dedicarsi anima e corpo alla lunga avventura di “Stregoni” insieme a Johnny Mox, Above the tree, nome d’arte del giovane musicista marchigiano Marco Bernacchia, aveva già annunciato che si sarebbe preso un lungo periodo di pausa per dedicarsi alle sperimentazioni musicali, proposito che in effetti ha mantenuto. L’ultimo concerto in cui Above the tree è apparso sul palco insieme alla sua band Drum Ensamble Du Beat, e con la coppia Enrico Bocchini ed Edoardo Grisogani, è stato a fine 2015, quando era uscito da poco l’album “Cave man”. In quell’occasione Above the tree e i suoi accompagnatori avevano avuto il privilegio di fare da band di apertura ad un duo storico della musica electro rock contemporanea, ovvero i Lightning Bolt. I Lightning Bolt si sono esibiti in Italia in sole tre date, a Milano, Roma e Bologna, dopo anni di assenza dal nostro Paese, per presentare il loro nuovo lavoro. Quindi i tre concerti sono stati dei veri e propri eventi, e la scelta del gruppo di apertura non è stata di certo casuale. La sperimentazione accurata e senza limiti di Above the tree deve infatti molto alla musica dei Lightning Bolt. Il duo dei Lightning Bolt è composto dal batterista Brian Chippendale e dal bassista Brian Gibson. I due iniziarono a suonare nel 1999 quando uscì il loro disco di esordio “American Noise”, che spinse la critica del tempo a definire il loro stile come “death techno played by umans”, ovvero una musica elettronica suonata però da esseri umani. Ciò che fin dal primo momento ha caratterizzato i brani di Gibson e Chippendale è stato il lavoro certosino e quasi maniacale sui suoni, persino sui rumori, che vengono distorti e manipolati per dare vita a sonorità mai sentite prima. Un altro aspetto rivoluzionario del rock underground dei Lightning Bolt, che in seguito aprì la strada a molti altri artisti che decisero di seguire le loro orme, era il capovolgimento totale che essi operavano dello schema tradizionale del concerto. Come se ogni barriera tra palco e pubblico fosse stata abbattuta, da sempre essi portano la loro musica in mezzo alla gente, dando alla loro sperimentazione un ulteriore aspetto rivoluzionario. Nel 2015, dopo tre anni in cui non avevano prodotto nulla, Chippendale e Gibson sono tornati sulle scene musicali con l’album “Fantasy Empire” pubblicato dall’etichetta discografica Thrill Jockey. Nel frattempo Brian Chippendale aveva tentato anche alcuni progetti da solista. L’uscita di “Fantasy Empire” ha riconfermato la potenza della musica al “rumor bianco” dei Lightning Bolt, che riconfermano la loro maniacale ricerca sonora. Grazie alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia, oggi il duo è capace di esaltare ogni minima sonorità, da quelle più pesanti a quelle più sottili, dando vita ad un’esperienza unica. I tre concerti del 2015 hanno riconfermato il grande seguito che il duo aveva ed ha ancora in Italia, e per Above the tree è stata una grande occasione per dimostrare come anche tra i giovani artisti emergenti nazionali vi siano stelle di prima grandezza. Probabilmente molto della successiva esperienza degli “Stregoni” è debitrice allo stile dei Lightning Bolt, perché anche Above the tree e Johnny Mox hanno deciso di accorciare le distanze esistenti in un concerto tra il musicista e il suo pubblico, arrivando anzi all’evoluzione successiva: è il pubblico stesso che diventa artista e suona la sua musica in uno scambio vitale e creativo.

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Il Ritorno dei Guns N’ Roses: qualcuno ci spieghi la Slot Machine

Posted by on Dic 15, 2016 in Uncategorized |

Mi sento in dovere di scrivere due righe riguardo alla reunion più attesa che finalmente sta per diventare realtà, ovvero il ritorno dei Guns N’ Roses. 22 anni dopo si ritroveranno sul Palco della T-Mobile Arena di Las Vegas Axl Rose con Slash e Duff McKagan. Quello che sembrava ormai impossibile è invece accaduto. Sepolta l’ascia di Guerra che per un ventennio ha messo contro Axl e Slash, che se ne sono dette di tutti i colori come di solito fanno le coppie scoppiate, i due si sono riappacificati o quantomeno hanno deciso di sopportarsi in nome di un commune denominatore. Sì ebbene sono sicuro che anche voi stiate pensando quello che penso io e no, non si tratta dell’amore per la musica, bensì per l’amore per il vile denaro. Non è un mistero infatti che intorno al rock girino tanti ma tanti milioni e sicuramente il giro d’affari della musica al giorno d’oggi è stato un richiamo così forte da far superare qualsiasi astio e rancore. Alla faccia dei principi morali, credo che sinceramente tutti avrebbero fatto la loro stessa scelta.

Curioso l’intervento di Steven Tyler degli Aerosmith nella vicenda, in quanto sembrerebbe essere l’artefice principale della reunion. Dalle sue parole, si evince che la sua intercession sia stata così importante da far ritornare Axl sui suoi passi. “Gli ho detto che non c’erano alternative alla reunion. Quando milioni di persone dicono di aver per sempre legato la loro vita alla tua musica, non puoi far altro che renderli felici”, queste le testuali parole di Tyler.

Clamorosamente però la band ha rinnegato queste parole e qualsiasi influenza che Tyler abbia potuto esercitare, con una dichiarazione che lascia spazio a pochi dubbi: “C’è in giro qualcuno che vuol prendersi i meriti del nostro ritorno“, questo infatti hanno dichiarato ufficialmente i 2 componenti più importanti dei Guns N’ Roses.

Da un punto di vista artistico sarà interessante vedere cosa è rimasto e cosa ci sarà di nuovo nel repertorio di questa band che ha regalato alla storia della musica almeno 2 album capolavoro a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90.

Speriamo che la musica insomma ne esca vincitrice e non sconfitta, perché sarebbe un delitto disperdere tutto l’affetto e l’amore dei fan oltre all’affezione per i vecchi successi. Per fare un paragone calzante, Claudio Baglioni negli ultimi anni della sua carriera sembra aver badato più agli incassi che alla qualità artistica, complice forse un’ispirazione che non c’era più ma un brand ancora molto forte, capace di vendere. Infelice ricordiamo la scelta del cantautore romano di lanciare il singolo di punta del suo album “Viaggiatore sulla coda del tempo” offrendolo come colonna sonora per una pubblicità televisiva di un gesture di telefonia mobile. Ecco, il brand Guns And Roses è in ottima salute, ma merita anche rispetto. A partire dai proprietari del brand stesso. Abbiamo visto, soprattutto online, un marketing molto spinto per celebrare il ritorno, condito tra l’altro da una curiosa partnership con la casa svedese di Giochi di Slot Machine Online NetEnt. I fan sicuramente storceranno il naso di fronte a un’operazione del genere, soprattutto perché si tratta di giochi d’azzardo che sappiamo bene come possano rappresentare un problema più che un divertimento. La speciale edizione di una Slot Machine a loro dedicata si chiama infatti Guns N’ Roses Slot Machine e contiene le colonne sonore originali del gruppo. Potrete trovare una versione gratuita di questo gioco sul portale www.richslots.it. Quello che mi sento di chiedervi è: una delle ultime rock and roll band, un’icona per la musica degli anni 70, epoca dei grandi gruppi musicali, con un patrimonio di fan e una fama immortale, aveva proprio bisogno di andare ad associare il loro nome alle Slot Online?

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