Stregoni al Dolomiti Pride

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized |

In questi giorni in Italia parlare di immigrazione e di inclusione è diventato molto difficile: in generale, sembra che le “diversità” vengano sottolineate anziché composte, e che far avvicnare i diversi sia quasi impossibile. Eppure c’è sempre chi si batte per ribadire che a questo mondo c’è posto per tutti, che le diversità arricchiscono e non impoveriscono, e che dell’incontro tra diversi non deve per forza nascere un conflitto ma, anzi, può nascere una festa. Questo è il senso con cui è stato organizzato il “Dolomiti Pride”, una coloratissima manifestazione che si è svolta il 9 giugno 2018 a Trento e che ha coinvolto moltissime persone e tanti artisti che hanno animato il palco tra pomeriggio e sera. Quando si pensa ad una sfilata “pride” subito il pensiero corre agli omosessuali, ma il “Dolomiti Pride” ha voluto celebrare ogni tipo di diversità. Nel corteo infatti hanno sfilato ragazzi afflitti da qualche handicap; disabili per i quali è stato studiato un percorso accessibile; immigrati: tutti coloro cioè che, in un modo o nell’altro, vengono emarginati dalla società e che invece, in quest’occasione assolutamente pacifica, hanno voluto ribadire i loro pari diritti ad una vita dignitosa e alla felicità. Si è pensato anche ai non udenti, per i quali gli interventi del pomeriggio sono stati tradotti nel linguaggio LIS. Il corteo si è snodato a partire dal piazzale antistante la stazione di Trento a partire dalle ore 15.00 del pomeriggio, durando circa tre ore e arrivando infine al luogo della festa vera e propria, il Parco Fratelli Michelin nella zona “Le Albere”. Striscioni e bandiere, canti e slogan hanno animato l’intero percorso a cui hanno preso parte tutti coloro che volevano rivendicare la loro unicità. Lungo il percorso c’erano anche degli stand informativi nei quali i volontari dell’organizzazione davano spiegazioni circa le malattie sessualmente trasmissibili. Arrivate al parco, tutte le persone si sono sedute sul grande prato per godersi lo spettacolo. Sul palcoscenico, fino alle tarde ore notturne, si sono avvicendati gruppi e musicisti, drag queen e cori. I momenti di puro spettacolo sono stati intervallati da momenti di riflessione, dove gli ospiti dell’organizzazione hanno raccontato le loro storie e portato la loro esperienza. In mezzo al gruppo popoloso di artisti che hanno animato il “Dolomiti Pride” non potevano mancare gli Stregoni di Johnny Mox e Above the Tree. La storia degli Stregoni è cominciata proprio qui a Trento, e più di ogni altra racconta di come l’emarginazione possa essere superata cercando un linguaggio comune. Nel caso di Johnny Mox e Above the Tree quel linguaggio è stato la musica, che ha permesso loro non solo di entrare in contatto con tanti giovani ospitati nei centri di accoglienza, ma soprattutto di far esprimere loro con la vitalità e l’estro tipici della gioventù. Come di consueto anche nell’ambito del “Dolomiti Pride” il concerto degli Stregoni è stata una jam session scatenata che in breve ha coinvolto l’intera platea, perché la regola di base del gruppo itinerante è che non importa sbagliare, l’importante è divertirsi. Dopo i concerti, la festa è continuata ancora fino a notte inoltrata con il Wapo Pride Party, l’after party che ha permesso a tutti di gettarsi nel ballo fino alle 5:00 del mattino, con tanto di bus navetta a disposizione per rientrare alla base. Il “Dolomiti Pride” ha voluto ricordare che il colore della vita è proprio la diversità, e che non bisogna temerla e nemmeno capirla ma solo accettarla come parte del gran mosaico dell’esistenza.

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Gli Stregoni alla “Festa del racconto”

Posted by on Giu 22, 2018 in Uncategorized |

L’avventura degli “Stregoni” di Johnny Mox e Above the Tree, nata quasi per un gioco, si appresta a farsi sempre più seria: probabilmente è giunto il momento in cui la band, così come essi stessi desideravano, potrà affrancarsi dai suoi creatori per cominciare a camminare con le sue gambe. Si moltiplicano gli eventi e le iniziative in cui la band itinerante, formata per lo più da ragazzi dei centri di accoglienza, viene chiamata a partecipare: una delle ultime manifestazioni in cui si sono esibiti è un importante evento letterario ed editoriale, la “Festa del racconto”.

La “Festa del racconto” è nata nel 2006 come piccola manifestazione di nicchia, voluta soprattutto dalle biblioteche di Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera, che sono i comuni coinvolti. Anno dopo anno il numero dei partecipanti, sia dal punto di vista del pubblico che degli autori che intervengono, si è ampliato sempre di più tanto che, ad oggi, la kermesse vanta dei numeri di tutto rispetto. Quest’anno si è svolta la tredicesima edizione che ha visto un programma molto nutrito, che si è dipanato sulle ormai consuete piazze di Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera tra il 23 e il 27 maggio 2018.

Tantissimi gli ospiti prestigiosi, provenienti da tutta Italia ma anche da tutto il mondo. Il tema quest’anno è stato “raccontare il corpo”: il corpo inteso sia nel senso della sua fisicità, ma anche il corpo comunitario del gruppo che si unisce in nome di un’unica passione. A raccontare le varie sfaccettature di una tematica tanto interessante sono stati chiamati scrittori, giornalisti, filosofi. Nel programma della prima giornata c’è stato l’intervento del noto giornalista Gad Lerner, che per l’occasione ha effettuato la presentazione del suo nuovo libro e del problematico rapporto che al giorno d’oggi ogni uomo ha con il lavoro.

Nella giornata di giovedì è stata la volta di Elena Varvello, che ha parlato del mestiere della scrittura; di Marco Balzano, che ha raccontato l’importanza e il peso delle parole; di Alessandro Baronciani, il quale ha introdotto un altro aspetto della letteratura, il disegno. Alla sera si è esibito il duo svedese Kristal & Johnny Boy, in quanto la “Festa del racconto” è la celebrazione della parola, che trova la sua massima sublimazione nella musica. La musica quindi non è mai mancata nel corso dell’intera manifestazione: e per questo sabato pomeriggio gli Stregoni di Johnny Mox e Above the Tree hanno potuto portare la “corporeità” della loro musica sul palco dell’Auditorum Loria di Carpi. La loro esperienza musicale è fatta di corpi, carne e sangue, perché nelle jam session i ragazzi arrivati da lontano esprimono tutti i molteplici sentimenti che li attraversano, dalla rabbia per una sorte non scelta, alla speranza ineffabile di poter comunque cambiare la propria esistenza.

Tra gli altri ospiti che hanno preceduto e seguito l’esibizione degli Stregoni, c’erano anche Daria Bignardi con il suo libro “Storia della mia ansia”, la giornalista Concita de Gregorio, il giornalista Beppe Severgnini e la scrittrice spagnola Clara Sanchez. In questo prestigioso parterre non hanno sfigurato i giovani Stregoni con le loro alchimie musicali, che sanno spiegare più di un trattato politico quanto il mondo occidentale abbia bisogno di aprirsi, reinventarsi, di capire che la globalizzazione passa attraverso un’apertura delle frontiere che è mentale, prima ancora che fisica. La “Festa del racconto” si è chiusa infine domenica 27 maggio dopo tanti altri appuntamenti, eventi, incontri, in attesa dell’edizione del prossimo anno.

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Il Ritorno dei Guns N’ Roses: qualcuno ci spieghi la Slot Machine

Posted by on Mag 23, 2018 in Uncategorized |

Mi sento in dovere di scrivere due righe riguardo alla reunion più attesa che finalmente sta per diventare realtà, ovvero il ritorno dei Guns N’ Roses. 22 anni dopo si ritroveranno sul Palco della T-Mobile Arena di Las Vegas Axl Rose con Slash e Duff McKagan. Quello che sembrava ormai impossibile è invece accaduto. Sepolta l’ascia di Guerra che per un ventennio ha messo contro Axl e Slash, che se ne sono dette di tutti i colori come di solito fanno le coppie scoppiate, i due si sono riappacificati o quantomeno hanno deciso di sopportarsi in nome di un commune denominatore. Sì ebbene sono sicuro che anche voi stiate pensando quello che penso io e no, non si tratta dell’amore per la musica, bensì per l’amore per il vile denaro. Non è un mistero infatti che intorno al rock girino tanti ma tanti milioni e sicuramente il giro d’affari della musica al giorno d’oggi è stato un richiamo così forte da far superare qualsiasi astio e rancore. Alla faccia dei principi morali, credo che sinceramente tutti avrebbero fatto la loro stessa scelta.

Curioso l’intervento di Steven Tyler degli Aerosmith nella vicenda, in quanto sembrerebbe essere l’artefice principale della reunion. Dalle sue parole, si evince che la sua intercession sia stata così importante da far ritornare Axl sui suoi passi. “Gli ho detto che non c’erano alternative alla reunion. Quando milioni di persone dicono di aver per sempre legato la loro vita alla tua musica, non puoi far altro che renderli felici”, queste le testuali parole di Tyler.

Clamorosamente però la band ha rinnegato queste parole e qualsiasi influenza che Tyler abbia potuto esercitare, con una dichiarazione che lascia spazio a pochi dubbi: “C’è in giro qualcuno che vuol prendersi i meriti del nostro ritorno“, questo infatti hanno dichiarato ufficialmente i 2 componenti più importanti dei Guns N’ Roses.

Da un punto di vista artistico sarà interessante vedere cosa è rimasto e cosa ci sarà di nuovo nel repertorio di questa band che ha regalato alla storia della musica almeno 2 album capolavoro a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90.

Speriamo che la musica insomma ne esca vincitrice e non sconfitta, perché sarebbe un delitto disperdere tutto l’affetto e l’amore dei fan oltre all’affezione per i vecchi successi. Per fare un paragone calzante, Claudio Baglioni negli ultimi anni della sua carriera sembra aver badato più agli incassi che alla qualità artistica, complice forse un’ispirazione che non c’era più ma un brand ancora molto forte, capace di vendere. Infelice ricordiamo la scelta del cantautore romano di lanciare il singolo di punta del suo album “Viaggiatore sulla coda del tempo” offrendolo come colonna sonora per una pubblicità televisiva di un gesture di telefonia mobile. Ecco, il brand Guns And Roses è in ottima salute, ma merita anche rispetto. A partire dai proprietari del brand stesso. Abbiamo visto, soprattutto online, un marketing molto spinto per celebrare il ritorno, condito tra l’altro da una curiosa partnership con la casa svedese di Giochi di Slot Machine Online NetEnt. I fan sicuramente storceranno il naso di fronte a un’operazione del genere, soprattutto perché si tratta di giochi d’azzardo che sappiamo bene come possano rappresentare un problema più che un divertimento. La speciale edizione di una Slot Machine a loro dedicata si chiama infatti Guns N’ Roses Slot Machine e contiene le colonne sonore originali del gruppo. Potrete trovare una versione gratuita di questo gioco sul portale www.richslots.it. Quello che mi sento di chiedervi è: una delle ultime rock and roll band, un’icona per la musica degli anni 70, epoca dei grandi gruppi musicali, con un patrimonio di fan e una fama immortale, aveva proprio bisogno di andare ad associare il loro nome alle Slot Online?

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