Gli Stregoni tornano all’inizio

Posted by on Nov 25, 2016 in Uncategorized |

Sabato 12 novembre gli “Stregoni” Johnny Mox e Above the tree hanno avuto modo di tornare ad esibirsi sul palco dove si può dire che il loro viaggio sia iniziato, ovvero sul palco dell’Auditorium Melotti di Rovereto nell’ambito della rassegna Jazz’About. Un anno fa, proprio nell’ambito della rassegna Jazz’About, i due musicisti furono chiamati ad aprire il concerto di Mulatu Astatke ed in quell’occasione prese forma il progetto che li avrebbe portati in tour in tutta Italia, e poi in Europa, a ripercorrere le rotte dei migranti e a reinventarne le sonorità. Sabato gli “Stregoni” hanno fatto da cappello introduttivo ad un nome non meno importante del mondo dell’afro jazz, ovvero Orlando Julius. Oltre ad esibirsi come al loro solito in una jam session improvvisata sulle musiche raccolte dagli smartphone dei rifugiati che provengono da ogni parte del mondo, Mox e Above the tree hanno presentato anche un breve trailer del video documentario che verrà pubblicato la primavera prossima. Durante i mesi passati a vagabondare da una capitale europea all’altra per incrociare le rotte dei migranti, infatti, i due artisti hanno effettuato delle riprese con la regia di Joe Barba. Dal montaggio di questi filmati nasce un documentario che non vuole solo raccontare il progetto musicale “Stregoni”, ma anche e soprattutto la realtà dell’immigrazione da un nuovo punto di vista. Grandissima dunque è stata l’emozione di tornare all’inizio di un percorso musicale straordinario, ed anche quella di fare da apertura al concerto di un musicista come Orlando Julius. Orlando Julius ha raggiunto il successo nel 1966, quando pubblicò l’album “Super Afro Soul”, che ancora oggi resta di grandissima attualità come testimonia il fatto che sia stato ristampato in tempi recenti, nel 2000. Orlando Julius ha lavorato moltissimo nel suo paese di origine, la Nigeria, e in Africa, ma è stato molto attivo anche in America. Lì ha collaborato con altri artisti del suo calibro, come Lamont Dozier, The Crusaders, gli Heliocentrics, Mulatu Astatke, Dj Shadow. Le sonorità di Julius sono inconfondibili: riescono sempre a trascinare il pubblico con melodie travolgenti che coniugano l’energia e la passionalità con una grande padronanza stilistica. Il concerto di sabato, organizzato dal centro servizi culturali Santa Chiara, non ha visto avvicendarsi sul palco solo gli Stregoni e Orlando Julius. Si è infatti esibito anche Archie Fairhurst, in arte Romare, acclamatissimo musicista britannico che si è fatto conoscere nell’ambito della dance floor. Ciò che maggiormente ha fatto apprezzare questo artista a livello internazionale non è solo il suo eclettismo, né solo la sua verve creativa, ma soprattutto la buona dose di humor con cui sa condire le sue performance e che lo distingue da altri colleghi che operano nel medesimo campo musicale. A Jazz’About, dopo il grande successo del 2015 conseguito con l’album “Projections”, che ha rappresentato anche il suo esordio, ha presentato il suo nuovo lavoro, “Love Songs: Part Two”. La serata dell’Audotorium Melotti dunque è stata risaldata da molti eccellenti musicisti, tutti portatori di uno stile innovativo e della voglia di rendere la musica un linguaggio che sia davvero universale. A curare il lato della ristorazione è stata la cooperativa “Le Formichine”, che si è occupata di gestire il punto bar. La cooperativa nasce dall’unione di due associazioni che da anni operano nell’ambito del disagio femminile. Johnny Mox e Above the tree anche questa volta hanno trovato un luogo consono in cui poter parlare del loro viaggio alla scoperta di un altro mondo, quello dove la “magia” della musica crea ponti là dove esistevano solo divisioni.

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Il Ritorno dei Guns N’ Roses: qualcuno ci spieghi la Slot Machine

Posted by on Nov 15, 2016 in Uncategorized |

Mi sento in dovere di scrivere due righe riguardo alla reunion più attesa che finalmente sta per diventare realtà, ovvero il ritorno dei Guns N’ Roses. 22 anni dopo si ritroveranno sul Palco della T-Mobile Arena di Las Vegas Axl Rose con Slash e Duff McKagan. Quello che sembrava ormai impossibile è invece accaduto. Sepolta l’ascia di Guerra che per un ventennio ha messo contro Axl e Slash, che se ne sono dette di tutti i colori come di solito fanno le coppie scoppiate, i due si sono riappacificati o quantomeno hanno deciso di sopportarsi in nome di un commune denominatore. Sì ebbene sono sicuro che anche voi stiate pensando quello che penso io e no, non si tratta dell’amore per la musica, bensì per l’amore per il vile denaro. Non è un mistero infatti che intorno al rock girino tanti ma tanti milioni e sicuramente il giro d’affari della musica al giorno d’oggi è stato un richiamo così forte da far superare qualsiasi astio e rancore. Alla faccia dei principi morali, credo che sinceramente tutti avrebbero fatto la loro stessa scelta.

Curioso l’intervento di Steven Tyler degli Aerosmith nella vicenda, in quanto sembrerebbe essere l’artefice principale della reunion. Dalle sue parole, si evince che la sua intercession sia stata così importante da far ritornare Axl sui suoi passi. “Gli ho detto che non c’erano alternative alla reunion. Quando milioni di persone dicono di aver per sempre legato la loro vita alla tua musica, non puoi far altro che renderli felici”, queste le testuali parole di Tyler.

Clamorosamente però la band ha rinnegato queste parole e qualsiasi influenza che Tyler abbia potuto esercitare, con una dichiarazione che lascia spazio a pochi dubbi: “C’è in giro qualcuno che vuol prendersi i meriti del nostro ritorno“, questo infatti hanno dichiarato ufficialmente i 2 componenti più importanti dei Guns N’ Roses.

Da un punto di vista artistico sarà interessante vedere cosa è rimasto e cosa ci sarà di nuovo nel repertorio di questa band che ha regalato alla storia della musica almeno 2 album capolavoro a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90.

Speriamo che la musica insomma ne esca vincitrice e non sconfitta, perché sarebbe un delitto disperdere tutto l’affetto e l’amore dei fan oltre all’affezione per i vecchi successi. Per fare un paragone calzante, Claudio Baglioni negli ultimi anni della sua carriera sembra aver badato più agli incassi che alla qualità artistica, complice forse un’ispirazione che non c’era più ma un brand ancora molto forte, capace di vendere. Infelice ricordiamo la scelta del cantautore romano di lanciare il singolo di punta del suo album “Viaggiatore sulla coda del tempo” offrendolo come colonna sonora per una pubblicità televisiva di un gesture di telefonia mobile. Ecco, il brand Guns And Roses è in ottima salute, ma merita anche rispetto. A partire dai proprietari del brand stesso. Abbiamo visto, soprattutto online, un marketing molto spinto per celebrare il ritorno, condito tra l’altro da una curiosa partnership con la casa svedese di Giochi di Slot Machine Online NetEnt. I fan sicuramente storceranno il naso di fronte a un’operazione del genere, soprattutto perché si tratta di giochi d’azzardo che sappiamo bene come possano rappresentare un problema più che un divertimento. La speciale edizione di una Slot Machine a loro dedicata si chiama infatti Guns N’ Roses Slot Machine e contiene le colonne sonore originali del gruppo. Potrete trovare una versione gratuita di questo gioco sul portale www.richslots.it. Quello che mi sento di chiedervi è: una delle ultime rock and roll band, un’icona per la musica degli anni 70, epoca dei grandi gruppi musicali, con un patrimonio di fan e una fama immortale, aveva proprio bisogno di andare ad associare il loro nome alle Slot Online?

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“Stregoni” e l’importanza delle nuove tecnologia

Posted by on Nov 10, 2016 in Uncategorized |

La realtà dell’immigrazione è un fenomeno che ancora noi europei facciamo fatica a digerire. Il problema principale sta nel fatto che non si riesce a percepire l’altro, il rifugiato che chiede asilo, come un essere umano in tutto e per tutto simile a noi, con l’unica differenza che sta attraversando un momento di grave difficoltà nella sua vita. Il profugo viene vissuto come una minaccia, come qualcuno che viene a sottrarre risorse e possibilità e quindi come un nemico da respingere, anziché accogliere. Purtroppo gli esempi di rifiuto, anche violento, non mancano, e anche nel mondo politico c’è chi cavalca il malcontento popolare per fomentare odio e razzismo. Per fortuna però ci sono anche tante brave persone che invece lavorano per creare un nuovo concetto di comunità, e che fanno tutto quello che possono per contribuire ad integrare gli immigrati all’interno delle nostre città. Gli “Stregoni” Johnny Mox e Above the tree cercano di fare esattamente questo, nel modo che più gli è consono, vale a dire facendo musica. Questi due giovani talenti del panorama musicale italiano, pur occupandosi di diverse sonorità, si sono un giorno incontrati per dare vita ad un progetto comune. Visto che la musica è un linguaggio universale, perché non provare ad usarla per creare un nuovo dialogo, per dare vita ad una piattaforma di comunicazione tra realtà che stentano ad incontrarsi? I ragazzi che arrivano in Europa portano con sé un enorme carico di sofferenza, ma soprattutto portano tante storia da raccontare. Hanno camminato a lungo, hanno attraversato i mari con mezzi di fortuna, e in tutto questo tragitto c’è stata una sola cosa che ha permesso di loro di mantenere forte il contatto con il Paese di origine e quindi la loro identità più profonda: lo smartphone. Il fatto che i richiedenti asilo possiedano dei telefonini di ultima generazione viene spesso criticato, come se loro non avessero diritto a portare con sé un pezzetto della loro storia. Il telefonino infatti serve a poter restare in comunicazione con familiari e amici che sono rimasti in patria, a far sapere dove ci si trova, ma diventa anche un bagaglio virtuale,e leggero e facile da trasportare, nel quale immagazzinare ricordi e frammenti di vita. Non a caso, un gruppo di giovani laureati ha pensato di creare un’app pensata proprio per i richiedenti asilo. Si chiama “Hi Here” e serve e cercare di rimettersi in contatto con amici o parenti, o membri della comunità di origine, che siano anche loro arrivati in Europa e di cui si sono perse le tracce. Inoltre l’app funge anche come bollettino informativo per le ONG (Organizzazioni Non Governative) che si occupano di dare aiuto agli immigrati, facilitando i contatti. Infine, chi usa “Hi Here” ha accesso a tutta la documentazione necessaria per chiedere asilo politico e riceve un valido supporto nelle varie procedure burocratiche da affrontare. Sul portale online di “Hi Here” è stata pubblicata un’intervista a Johnny Mox e Above the tree, nella quale si è chiesto ai musicisti di spiegare l’ultima fase del loro progetto. I due musicisti hanno infatti prima dato vita ad un tour italiano, girando tra i centri di accoglienza e improvvisando delle jam session con i ragazzi lì ospitati. Poi c’è stato il tour europeo, e presto arriverà anche il video che racconterà quest’ultima esperienza. Ciò che gli “Stregoni” dicono li abbia maggiormente colpito in questo loro percorso sono il coraggio e la voglia di reagire dimostrata da persone che hanno perso tutto e vengono emarginate, ma non hanno perduto la speranza nel domani.

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