Above the Tree al Chupito

Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

Marco Bernacchia, alias Above the Tree, non perde occasione per far conoscere le sue sonorità uniche al grande (piccolo) pubblico. Essendo un artista che si muove decisamente al di fuori dei circuiti musicali mainstream, per le sue esibizioni sceglie sempre delle location accuratamente selezionate. Nel mese di novembre Above the Tree, che tiene sempre informati i suoi fan attraverso la pagina Facebook che gestisce personalmente, ha suonato a Perugia. Per una volta quindi non ha deciso di valicare i confini nazionali, ma è riuscito a trovare un luogo che potesse valorizzare adeguatamente la sua musica in terra nostrana. Il locale prescelto è stato il Chupito, che si trova appena fuori dal bellissimo centro storico di Perugia e che dal 2006 si è fatto conoscere in zona per la peculiarità della sua offerta. Il Chupito è un bar-ristorante che cerca di stupire i suoi avventori non solo con una selezione culinaria sempre nuova e all’avanguardia, ma anche con la migliore musica live che si possa trovare sul panorama indipendente. Gli artisti che, nel corso degli anni, hanno animato le serate del Chupito sono volti nuovi ed emergenti che propongono un modo di fare musica innovativo, capace di risvegliare le coscienze. Basta scorrere a ritroso i nomi degli artisti che hanno suonato durante questo autunno 2018 al Chupito per capire come la scelta di chi far esibire venga sempre eseguita con molta cura e seguendo criteri molto specifici. La stagione live 2018/2019 ha avuto ufficialmente inizio l’11 Ottobre con il concerto del duo franco-tedesco Peine Perdue. Questi giovani artisti del panorama underground hanno portato la loro esperienza musicale che è fatta di un uso massiccio di strumentazione elettronica. L’esibizione al Chupito per loro è stato l’avvio del tour “Tokyo en Morceaux” che è poi proseguito per lidi più lontani, con date fissate a Roma, Amburgo, Tolosa, Berlino. L’evento di punta in apertura di stagione del Chupito è stata l’esibizione del trio torinese Dead Cat in a Bag, che si è esibito in un concerto live sabato 13 Ottobre. I Dead Cat in a Bag sono formati da Luca “Swanz” Andriolo, voce e chitarra, il polistrumentista Scardanelli e Andrea Bertola al violino. Si tratta di un gruppo che si è formato nel 2011 e che in questi pochi anni ha fatto molto parlare di sé con i suoi primi due album, “Lost Bags” (2011) e “Late for a song” (2014). La loro esibizione al Chupito è coincisa con la presentazione del loro ultimo lavoro, che è stato pubblicato nel maggio 2018, “Sad Dolls and Furious Flowers”, editato da Gustaff Records. Ma nel corso degli anni sono molti altri i nomi che si sono avvicendati al Chupito, a dimostrazione che lo staff dirigenziale ha sempre cercato di captare gli orientamenti del panorama musicale underground italiano, e non solo. Il Chupito, inoltre, non è solo musica ma anche cinema. “MangiaFilms” è il titolo di una serie di proiezioni che si possono accompagnare alla cena: anche in questo caso la scelta dei titoli da proiettare viene sempre fatta all’interno delle produzioni di nicchia, quelle che non arriveranno mai nelle sale cinematografiche dei circuiti principali. Il 9 Novembre, dunque, questo è il contesto in cui si è esibito Above the Tree, che non ha deluso l’esigente pubblico del locale. Le sue sonorità psichedeliche, che però ricordano sempre il folk e il blues, sono riuscite a scaldare una serata altrimenti fredda, venendo celebrate anche sulla pagina Facebook del Chupito dove si legge questo commento: “uno dei migliori live passati ultimamente, super bomba”.

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Transistor a Cagliari: per conservare la memoria

Posted by on Nov 23, 2018 in Uncategorized |

Anche quest’anno, per la quarta edizione, si è ripetuto a Cagliari il festival “Transistor”, un evento organizzato da Cada Dia Teatro e Culturarch. Per il 2018, inoltre, la manifestazione si è svolta in quattro giornate, tra il 1 e il 4 novembre, in contemporanea con “I libri aiutano a leggere il mondo” organizzato da Malik. Transistor è diventato con il tempo un appuntamento molto atteso per via della sua assoluta originalità. Ogni anno infatti questa kermesse artistica, ideata dai giovani e per loro pensata, si muove in modo trasversale attraverso differenti mezzi di comunicazione. Ogni anno viene scelto un tema diverso. Quest’anno è stato quello della memoria e della narrazione, ed ecco quindi il perché della contemporanea fiera editoriale. Attraverso diversi appuntamenti, sempre a metà tra la performance teatrale e il convegno frontale, si è cercato di aiutare le nuove generazioni e scrivere un proprio personale diario. Il diario è il custode della memoria, è il luogo a cui affidiamo i nostri desideri e pensieri più profondi. Allo stesso tempo il diario è un memoriale che lasciamo ai posteri, a coloro che verranno dopo di noi. In questo senso un altro tema che inevitabilmente è stato affrontato è quello della comunicazione, ed è in questo ambito che sono stati chiamati ad intervenire, per animare la giornata finale di transistor, anche gli Stregoni di Johnny Mox e Above the Tree. La loro chiassosa formazione musicale, sempre diversa e sempre nuova, non ha sfigurato in mezzo agli altri protagonisti del 4 novembre. La giornata finale della manifestazione si è aperta con un viaggio a ritroso nel tempo, addirittura fino ai primordi della vita. “Un diario di 14 milioni di anni”, infatti, è stato un percorso emozionante, ed emozionale, ideato da I.D.e.A.S (Incontri di Divulgazione e Astrofisica in Sardegna), per scoprire come sono nati l’Universo e la Terra su cui viviamo. Dal cosmico al particolare, l’intervento successivo è stato quello di Antonio Catalano che ha raccontato una realtà molto più quotidiana e ben nota a tutti noi. Il suo spettacolo “Mi arrendo alle fragole”, che cita “Il posto della fragole” di Ingmar Bergman, parte da un vecchio giradischi e dalle vecchie canzoni che, da sempre, sono la colonna sonora delle nostre vite. Dopo altri interventi, tutti giocati sul filo della memoria e delle rimembranze, è stato il turno degli Stregoni per salire sul palco. Come sempre Johnny Mox e Above the Tree si sono avvalsi della collaborazione dei giovani migranti, che con la loro energia hanno dato vita ad una scatenata jam session. Anche nell’ambito di Transistor il progetto Stregoni ha lanciato il suo messaggio di pace universale che passa attraverso la creazione di un linguaggio che permette di superare ogni barriera culturale, quello della musica. L’intervento degli Stregoni non si è limitato al concerto finale. La giornata successiva, lunedì 5 novembre, si è svolto infatti lo “Stregoni band show case”, ovvero un laboratorio in cui la musica è stata portata in mezzo ai giovani, per dimostrare in modo concreto e attivo in che modo fluisce l’energia della band. Con Mox e Above the Tre hanno lavorato anche in questa occasione Jobe Baboucarr ed Emme Godspower. Gli Stregoni hanno dimostrato una volta di più come il loro sia un progetto in fieri, ben lungi dall’essersi concluso, speranzoso di portare un vento di rinnovamento attraverso note che sono in grado di valicare mari e oceani.

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Il Ritorno dei Guns N’ Roses: qualcuno ci spieghi la Slot Machine

Posted by on Ott 29, 2018 in Uncategorized |

Mi sento in dovere di scrivere due righe riguardo alla reunion più attesa che finalmente sta per diventare realtà, ovvero il ritorno dei Guns N’ Roses. 22 anni dopo si ritroveranno sul Palco della T-Mobile Arena di Las Vegas Axl Rose con Slash e Duff McKagan. Quello che sembrava ormai impossibile è invece accaduto. Sepolta l’ascia di Guerra che per un ventennio ha messo contro Axl e Slash, che se ne sono dette di tutti i colori come di solito fanno le coppie scoppiate, i due si sono riappacificati o quantomeno hanno deciso di sopportarsi in nome di un commune denominatore. Sì ebbene sono sicuro che anche voi stiate pensando quello che penso io e no, non si tratta dell’amore per la musica, bensì per l’amore per il vile denaro. Non è un mistero infatti che intorno al rock girino tanti ma tanti milioni e sicuramente il giro d’affari della musica al giorno d’oggi è stato un richiamo così forte da far superare qualsiasi astio e rancore. Alla faccia dei principi morali, credo che sinceramente tutti avrebbero fatto la loro stessa scelta.

Curioso l’intervento di Steven Tyler degli Aerosmith nella vicenda, in quanto sembrerebbe essere l’artefice principale della reunion. Dalle sue parole, si evince che la sua intercession sia stata così importante da far ritornare Axl sui suoi passi. “Gli ho detto che non c’erano alternative alla reunion. Quando milioni di persone dicono di aver per sempre legato la loro vita alla tua musica, non puoi far altro che renderli felici”, queste le testuali parole di Tyler.

Clamorosamente però la band ha rinnegato queste parole e qualsiasi influenza che Tyler abbia potuto esercitare, con una dichiarazione che lascia spazio a pochi dubbi: “C’è in giro qualcuno che vuol prendersi i meriti del nostro ritorno“, questo infatti hanno dichiarato ufficialmente i 2 componenti più importanti dei Guns N’ Roses.

Da un punto di vista artistico sarà interessante vedere cosa è rimasto e cosa ci sarà di nuovo nel repertorio di questa band che ha regalato alla storia della musica almeno 2 album capolavoro a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90.

Speriamo che la musica insomma ne esca vincitrice e non sconfitta, perché sarebbe un delitto disperdere tutto l’affetto e l’amore dei fan oltre all’affezione per i vecchi successi. Per fare un paragone calzante, Claudio Baglioni negli ultimi anni della sua carriera sembra aver badato più agli incassi che alla qualità artistica, complice forse un’ispirazione che non c’era più ma un brand ancora molto forte, capace di vendere. Infelice ricordiamo la scelta del cantautore romano di lanciare il singolo di punta del suo album “Viaggiatore sulla coda del tempo” offrendolo come colonna sonora per una pubblicità televisiva di un gesture di telefonia mobile. Ecco, il brand Guns And Roses è in ottima salute, ma merita anche rispetto. A partire dai proprietari del brand stesso. Abbiamo visto, soprattutto online, un marketing molto spinto per celebrare il ritorno, condito tra l’altro da una curiosa partnership con la casa svedese di Giochi di Slot Machine Online NetEnt. I fan sicuramente storceranno il naso di fronte a un’operazione del genere, soprattutto perché si tratta di giochi d’azzardo che sappiamo bene come possano rappresentare un problema più che un divertimento. La speciale edizione di una Slot Machine a loro dedicata si chiama infatti Guns N’ Roses Slot Machine e contiene le colonne sonore originali del gruppo. Potrete trovare una versione gratuita di questo gioco sul portale www.richslots.it. Quello che mi sento di chiedervi è: una delle ultime rock and roll band, un’icona per la musica degli anni 70, epoca dei grandi gruppi musicali, con un patrimonio di fan e una fama immortale, aveva proprio bisogno di andare ad associare il loro nome alle Slot Online?

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