Above the tree e E-Side all’Area 51

Posted by on Ago 18, 2016 in Uncategorized |

C’è un’emittente radiofonica ormai storica, nata nel 1987, che ha sede a Bologna e che ha segnato un momento importante nell’evoluzione delle radio indipendenti. Si chiama Radio Città del Capo e ha sempre fatto dell’informazione e della buona musica le sue colonne portanti. Da quest’esperienza è nata poi Popolare Network, una rete nazionale a cui fanno capo diverse emittenti contraddistinte tutte dalla loro estrema libertà e dalle scelte alternative che vengono fatte in materia di brani musicali da proporre.

Uno dei programmi più seguiti del network è Area 51, che è nato come uno spazio dedicato agli artisti emergenti, dando particolare risalto a quelli che fanno le sperimentazioni più innovative. Area 51 ha sempre privilegiato i giovani musicisti italiani ma dal respiro internazionale, dando voce a chi spesso non ne trova sui circuiti ufficiali. Nel 2016 Area 51 ha compiuto i suoi primi dieci anni di vita, e per l’occasione è stata organizzata una grande festa che ha avuto il suo clou sabato 30 luglio quando si è tenuta un’edizione speciale di un appuntamento altrimenti tradizionale per l’estate romagnola. Ogni anno infatti si svolge l’Area 51 Summer Festival, un concerto all’interno del quale vengono chiamati ad esibirsi i migliori gruppi e cantanti del panorama presentati nel programma nel corso dell’anno.

L’Area 51 Summer Festival quest’anno si è tenuto presso lo stabilimento balneare di Marina di Ravenna Hana-Bi, a partire dal tramonto fino a mezzanotte inoltrata; sul palco si sono esibiti i personaggi ritenuti più rappresentativi della passata stagione musicale, e tra loro c’erano anche Above the tree e E-Side con il loro ultimo lavoro, “Riot”. Ad aprire la serata è stato il dee-jay set a cura di Madesi; poi la prima band ad esibirsi è stato il trio Uyuni. Uyuni è un progetto nato ià nel 2009 dalla collaborazione di Nicola Lombardi, detto “Lompa”, e Marco Migani il cui nome d’arte è InserireFloppino. Il nome che hanno scelto per le loro sperimentazioni musicali, Uyuni, è quello di un lago salato che si trova in Bolivia, il più grande del pianeta. A loro si è unita nel 2012 Alice Berni, e nel 2015 i tre hanno dato alla luce l’album dal titolo “Australe”, il loro più grande successo. In seguito hanno pubblicato uno split EP con la neonata etichetta discografica di Area51. La loro musica unisce il folk blues americano con sound psichedelico e ambient-elettronico. Dalle 21:00, dopo gli Uyuni, si sono esibiti Denis the Night and the Panic Party, Stearica e infine Above the tree e E-Side.

Denis the Night and the Panic Party sono a loro volta, come gli Uyuni, un trio formato da Eleonora Fiorani, Nicola Sbrozzi e Alessandro Gobbi. I tre si sono fatti notare in molti eventi e manifestazioni internazionali. All’Area 51 Summer Festival hanno presentato alcune anticipazioni del loro prossimo album che uscirà nel mese di ottobre. Altro trio sono gli Stearica, formato da Francesco Carlucci, Davide Compagnoni e Luca Paiardi. Anche loro si sono fatti notare nel panorama della musica indipendente internazionale grazie ai numerosi live tenuti in tutto il mondo.

Gli Stearica si sono fermati in Italia per partecipare alla festa per Area 51, ma sono impegnati attualmente nel tour promozionale del loro ultimo album, “Fertile”, ispirato alle vicende della Primavera Araba. Infine Above the tree (Marco Bernacchia) e E-Side (Matteo Sideri) hanno suonato alcuni dei brani tratti dalla loro ultima collaborazione, “Riot”, seguita alla precedente “Wild”. Il palco dell’Hana-Bi è quindi stato riempito con le sonorità più innovative del momento in una festa riuscita per i 10 anni di Area 51.

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Gli Stregoni e l’IndieRocket Festival

Posted by on Ago 10, 2016 in Uncategorized |

L’estate 2016 ha già visto gli Stregoni Johnny Mox e Above the tree impegnati in numerosi appuntamenti e concerti, e molti altri li aspettano ancora di qui a settembre. Tra gli eventi a cui i due musicisti (al secolo Gianluca Taraborelli e Marco Bernacchia) hanno voluto partecipare con il loro innovativo progetto incentrato sul fenomeno dell’immigrazione c’è stato anche l’IndieRocket Festival. L’IndieRocket Festival si svolge a Pescara da ormai ben 13 anni: infatti quella del 2016 è stata la tredicesima edizione e ha avuto luogo nella consueta location del Parco ex caserma “Di Cocco”, tra il 24 e il 26 giugno.

Come sempre, all’interno del programma della tre giorni si sono mescolati spunti e forme artistiche diverse, ma al centro di tutto c’è stata la musica, una musica internazionale, indipendente, innovativa. Da sempre infatti lo scopo del Festival è quello di far incontrare diverse realtà, di dare sfogo alla creatività e al colloquio tra diverse espressioni artistiche, oltre che musicali. Per questo motivo tra i vari eventi previsti ci sono concerti di grandi esponenti della musica indipendente di tutto il mondo, ma anche mostre, laboratori ed incontri. Per l’edizione di quest’anno il Festival si è avvalso anche della collaborazione dell’associazione “Pepe Collettivo”, che ha gestito l’organizzazione dei giorni immediatamente precedenti al Festival vero e proprio. Tra i nomi che si sono avvicendati sul palco, oltre agli “Stregoni” e alle loro jam session dal vivo, ci sono stati anche altri importanti musicisti che hanno portato un soffio di novità e sperimentazione nel panorama della musica italiana.

Tra il venerdì e la domenica si sono avvicendati circa 50 soggetti diversi, tra band, solisti e dee-jay, provenienti letteralmente da ogni angolo del globo, non solo Europa ma anche Africa, Australia, Americhe, persino Nuova Zelanda. Ogni giorno ha avuto un suo “tema”. Il 24 è stato dedicato alla musica psichedelica, e in questo ambito si sono esibiti due gruppi, gli Psychic Ills e i White Hills.

Per la serata di sabato si è invece preferita la musica elettronica e soprattutto la commistione di generi diversi: è in questo panorama che infatti hanno fatto il loro intervento Johnny Mox e Above the tree con il loro ultimo progetto chiamato “Stregoni”. Anche sul palco dell’IndieRocket Festival di Pescara si è così cercato di dare vita ad un nuovo linguaggio musicale, capace di unire istanze e voci diverse e soprattutto di far colloquiare due realtà che quotidianamente appaiono così diverse, quelle dei residenti e degli immigrati che si trovano in una terra straniera. Insieme agli “Stregoni” nella giornata del 25 si sono esibiti anche l’artista svedese Alex Willner, più noto con il suo nome d’arte, “The Field”.

Molto seguita è stata la performance del duo formato da Sean Canty e Andy Votel. I dee-jay di Manchester hanno inaugurato un progetto dedicato al cinema italiano trash degli anni ’60 e ’70 chiamato “La stanza nera”. Per finire, nella giornata di domenica 26 giugno, all’IndieRocket Festival è stata la volta di Debruit con il suo ultimo lavoro, “dEbruit & Istanbul”, incentrato sulla complessa realtà di questa metropoli turca, e dei Flamigods, provenienti dal Barhain. La chiusura vera e propria del Festival si è avuta nella giornata di mercoledì 29 giugno, con il concerto di Hugo Race Fatalists, australiano di origine, e già collaboratore di Nick Cave. La partecipazione del progetto “Stregoni” a questa manifestazione dimostra come ormai la “musica di frontiera” scoperta da Johnny Mox e Above the tree nei telefonini dei rifugiati stia diventando a tutti gli effetti una nuova forma di comunicazione sonora.

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Il Ritorno dei Guns N’ Roses: qualcuno ci spieghi la Slot Machine

Posted by on Lug 30, 2016 in Uncategorized |

Mi sento in dovere di scrivere due righe riguardo alla reunion più attesa che finalmente sta per diventare realtà, ovvero il ritorno dei Guns N’ Roses. 22 anni dopo si ritroveranno sul Palco della T-Mobile Arena di Las Vegas Axl Rose con Slash e Duff McKagan. Quello che sembrava ormai impossibile è invece accaduto. Sepolta l’ascia di Guerra che per un ventennio ha messo contro Axl e Slash, che se ne sono dette di tutti i colori come di solito fanno le coppie scoppiate, i due si sono riappacificati o quantomeno hanno deciso di sopportarsi in nome di un commune denominatore. Sì ebbene sono sicuro che anche voi stiate pensando quello che penso io e no, non si tratta dell’amore per la musica, bensì per l’amore per il vile denaro. Non è un mistero infatti che intorno al rock girino tanti ma tanti milioni e sicuramente il giro d’affari della musica al giorno d’oggi è stato un richiamo così forte da far superare qualsiasi astio e rancore. Alla faccia dei principi morali, credo che sinceramente tutti avrebbero fatto la loro stessa scelta.

Curioso l’intervento di Steven Tyler degli Aerosmith nella vicenda, in quanto sembrerebbe essere l’artefice principale della reunion. Dalle sue parole, si evince che la sua intercession sia stata così importante da far ritornare Axl sui suoi passi. “Gli ho detto che non c’erano alternative alla reunion. Quando milioni di persone dicono di aver per sempre legato la loro vita alla tua musica, non puoi far altro che renderli felici”, queste le testuali parole di Tyler.

Clamorosamente però la band ha rinnegato queste parole e qualsiasi influenza che Tyler abbia potuto esercitare, con una dichiarazione che lascia spazio a pochi dubbi: “C’è in giro qualcuno che vuol prendersi i meriti del nostro ritorno“, questo infatti hanno dichiarato ufficialmente i 2 componenti più importanti dei Guns N’ Roses.

Da un punto di vista artistico sarà interessante vedere cosa è rimasto e cosa ci sarà di nuovo nel repertorio di questa band che ha regalato alla storia della musica almeno 2 album capolavoro a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90.

Speriamo che la musica insomma ne esca vincitrice e non sconfitta, perché sarebbe un delitto disperdere tutto l’affetto e l’amore dei fan oltre all’affezione per i vecchi successi. Per fare un paragone calzante, Claudio Baglioni negli ultimi anni della sua carriera sembra aver badato più agli incassi che alla qualità artistica, complice forse un’ispirazione che non c’era più ma un brand ancora molto forte, capace di vendere. Infelice ricordiamo la scelta del cantautore romano di lanciare il singolo di punta del suo album “Viaggiatore sulla coda del tempo” offrendolo come colonna sonora per una pubblicità televisiva di un gesture di telefonia mobile. Ecco, il brand Guns And Roses è in ottima salute, ma merita anche rispetto. A partire dai proprietari del brand stesso. Abbiamo visto, soprattutto online, un marketing molto spinto per celebrare il ritorno, condito tra l’altro da una curiosa partnership con la casa svedese di Giochi di Slot Machine Online NetEnt. I fan sicuramente storceranno il naso di fronte a un’operazione del genere, soprattutto perché si tratta di giochi d’azzardo che sappiamo bene come possano rappresentare un problema più che un divertimento. La speciale edizione di una Slot Machine a loro dedicata si chiama infatti Guns N’ Roses Slot Machine e contiene le colonne sonore originali del gruppo. Potrete trovare una versione gratuita di questo gioco sul portale www.richslots.it. Quello che mi sento di chiedervi è: una delle ultime rock and roll band, un’icona per la musica degli anni 70, epoca dei grandi gruppi musicali, con un patrimonio di fan e una fama immortale, aveva proprio bisogno di andare ad associare il loro nome alle Slot Online?

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