Stregoni all’ESTASIARCI di Viterbo

Posted by on Lug 28, 2016 in Uncategorized |

Il giorno 20 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato, che rappresenta un momento di riflessione particolarmente importante in un momento storico così drammatico come quello che stiamo vivendo. I flussi migratori provenienti dal Medio Oriente, composti da persone in fuga dalla guerra e dalla povertà e che hanno letteralmente travolto l’Europa negli ultimi mesi, hanno fatto sorgere molti problemi logistici ma anche e soprattutto morali, legati alla possibilità di accoglienza e di inclusione. Quest’anno a Viterbo, per celebrare la GMR e offrire diversi spunti possibili di apertura verso i profughi, i circoli ARCI e ARCI Solidarietà Viterbo Onlus hanno deciso di organizzare una nuova edizione del festival ESTASIARCI.

La manifestazione è stata preceduta e anticipata nei temi il giorno 24 giugno dal convegno “Richiedenti asilo e rifugiati, dalla logica dell’emergenza al modello dell’accoglienza diffusa”. L’evento vero e proprio si è svolto invece nel centro della città, in Piazza Unità d’Italia, tra il 7 e il 9 di luglio con una serie di concerti e performance dal vivo tutte unite dallo stesso filo conduttore, l’accoglienza e la solidarietà. In questo panorama non potevano mancare certo gli Stregoni Johnny Mox e Above the tree, che si sono esibiti nella serata di venerdì 8 luglio. Il programma completo di ESTASIARCI ha visto però susseguirsi molti nomi importanti sul palco, e diversi appuntamenti, tutti aperti al pubblico in modo totalmente gratuito, dal grande spessore artistico e sociale.

Giovedì 7 luglio si è tenuta la performance di danza “Terre: la palma e l’ulivo” a cura di Jesce Sole. “Terre: la palma e l’ulivo” è uno spettacolo di danze popolari israelo-palestinesi di grande suggestione, utile a comprendere più profondamente l’anima profonda di queste travagliate popolazioni. Queste danze uniscono al loro interno sia istanze guerriere e tribali che la profonda spiritualità della Bibbia, libro fondamentale non solo per la religione ma anche per la cultura di queste popolazioni. Lo spettacolo è anche un inno alla pace, in quanto l’ulivo ne è da sempre simbolo. La giornata di venerdì è stata invece dominata dalle jam session degli Stregoni Johnny Mox e Above the tree, che some di consueto hanno coinvolto alcuni ragazzi ospitati nei locali centri di accoglienza e le loro musiche.

Partendo da un frammento sonoro che i migranti hanno portato con se nel loro lungo viaggio, gli Stregoni hanno intessuto nuove sonorità in un linguaggio capace di unire le culture più lontane. L’8 luglio, oltre agli Stregoni, si è esibito anche Dj Khalab, il quale rielabora la musica tradizionale Africana in chiave elettronica e sperimentale. Infine la kermesse si è conclusa sabato 9 luglio con le esibizioni di Niagara e dei Soviet Soviet. Niagara è un duo di Torino formato da Davide Tomat e Gabriele Ottino, a cui per l’occasione si è unito Paolo Scapazzoni alla batteria che offre continue sperimentazioni di musica elettronica.

I Soviet Soviet sono costituiti da Alessandro Costantini (chitarrista), Andrea Giometti (voce/basso) e Alessandro Ferri (batteria). I concerti che hanno animato la piazza centrale di Viterbo sono serviti soprattutto a ricordare tutte le vittime dell’intolleranza e del razzismo, cercando di costruire una nuova cultura di pace e integrazione capace di unire le diversità e di avvicinare le popolazioni. Il progetto degli Stregoni si è integrato perfettamente in questo contesto, visto che la loro intenzione consiste nel creare una nuova forma di comunicazione musicale capace di abbattere le barriere del cuore e di creare davvero una società multiculturale.

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Gli Stregoni al MAS Fest

Posted by on Lug 15, 2016 in Uncategorized |

Quest’anno una delle tracce più gettonate tra le prove d’italiano degli esami di maturità è stata quella relativa alle “frontiere”, tematica che è diventata quanto mai di attualità negli ultimi mesi per via dell’arrivo di una notevole massa di immigrati nel continente europeo e in Italia. Il tema delle frontiere però non è nuovo, tanto che in Campania, e più precisamente ad Avellino, esso viene affrontato già da alcuni anni con una manifestazione che prende il nome di MAS Fest (dove MAS sta per Musica, Ambiente e Sociale). Ad organizzare questa kermesse è la Koiné Art Lab, un’associazione culturale che ha anche l’appoggio morale del comune stesso, il quale per il prossimo anno si auspica di poter contribuire anche in modo più concreto e diretto. Giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione, il MAS Fest si propone da sempre di usare il linguaggio musicale per creare nuove forme di comunicazione ed inclusione. Inevitabile quindi che quest’anno ci si focalizzasse sul tema dell’immigrazione, dando vita ad una serie di concerti volti ad unire sonorità che spaziano in tutto il Mediterraneo, ospitando artisti delle etnie più diverse. Il MAS Fest si è svolto nelle giornate di venerdì 24 e sabato 25 giugno, e il programma si è snodato attraverso le seguenti esibizioni: nella giornata del 24 giugno hanno suonato “The Exploders Duo” e gli “Stregoni” (Johnny Mox e Above The Tree) insieme a “Baba Commandat & The Mandingo Band”, gruppo proveniente dal Burkina Faso. Sabato 25 si sono avvicendati sul palco vari gruppi italiani: Undisco Kidd da Oristano, La Batteria da Roma, Go!Zilla da Firenze, Go Dugong de Milano. La presenza degli Stregoni, per chi già consoce il progetto che da alcuni mesi stanno portando avanti Above the tree (Marco Bernacchia) e Johnny Mox (Gianluca Taraborelli), era praticamente scontata. I due musicisti stanno infatti girando tra i vari centri di accoglienza per immigrati della penisola alla ricerca delle loro storie e soprattutto della loro musica, creando delle jam session dal vivo che uniscono sponde lontane attraverso le note. Per il MAS Fest gli Stregoni hanno chiesto e ricevuto la collaborazione dei ragazzi ospitati presso il centro di accoglienza di Mercogliano. Questo centro, e le altre strutture che nella provincia di Avellino cercano di aiutare i numerosi profughi che arrivano nel nostro Paese in fuga da guerre e sofferenze, non ha l’unico scopo di sfamare e riparare i rifugiati. Il senso del loro lavoro è molto più profondo e va verso una reale inclusione. L’associazione di cittadini “Comunità accogliente”, fin dai primi arrivi, ha deciso di non voler vedere gli immigrati come dei semplici numeri, come pratiche burocratiche da disbrigare al più presto, ma di considerarli sempre nella loro integrità di persone. Per questo si cerca di fare in modo che entrino a fare parte attiva del tessuto sociale, sia attraverso corsi di italiano o di altre attività pratiche, sia soprattutto facendo di alcuni di loro operatori dei centri di accoglienza. L’inclusione sociale, questo è da sempre il senso del MAS Fest, è l’unico modo per abbattere davvero le frontiere, e scoprire che le musiche di popolazioni e luoghi lontani possono unirsi in una meravigliosa sinfonia con le nostre aiuta ad andare oltre le diversità, trovando invece le similitudini. Charlie, un ragazzo del Gambia del centro di accoglienza di Mercogliano che ha partecipato al concerto degli Stregoni, ha detto che la musica, per lui e per gli altri come lui, è un modo per non perdere il passato, per costruire il futuro, e per ricordare sempre che l’umanità è un’unica, grande famiglia.

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Il Ritorno dei Guns N’ Roses: qualcuno ci spieghi la Slot Machine

Posted by on Lug 5, 2016 in Uncategorized |

Mi sento in dovere di scrivere due righe riguardo alla reunion più attesa che finalmente sta per diventare realtà, ovvero il ritorno dei Guns N’ Roses. 22 anni dopo si ritroveranno sul Palco della T-Mobile Arena di Las Vegas Axl Rose con Slash e Duff McKagan. Quello che sembrava ormai impossibile è invece accaduto. Sepolta l’ascia di Guerra che per un ventennio ha messo contro Axl e Slash, che se ne sono dette di tutti i colori come di solito fanno le coppie scoppiate, i due si sono riappacificati o quantomeno hanno deciso di sopportarsi in nome di un commune denominatore. Sì ebbene sono sicuro che anche voi stiate pensando quello che penso io e no, non si tratta dell’amore per la musica, bensì per l’amore per il vile denaro. Non è un mistero infatti che intorno al rock girino tanti ma tanti milioni e sicuramente il giro d’affari della musica al giorno d’oggi è stato un richiamo così forte da far superare qualsiasi astio e rancore. Alla faccia dei principi morali, credo che sinceramente tutti avrebbero fatto la loro stessa scelta.

Curioso l’intervento di Steven Tyler degli Aerosmith nella vicenda, in quanto sembrerebbe essere l’artefice principale della reunion. Dalle sue parole, si evince che la sua intercession sia stata così importante da far ritornare Axl sui suoi passi. “Gli ho detto che non c’erano alternative alla reunion. Quando milioni di persone dicono di aver per sempre legato la loro vita alla tua musica, non puoi far altro che renderli felici”, queste le testuali parole di Tyler.

Clamorosamente però la band ha rinnegato queste parole e qualsiasi influenza che Tyler abbia potuto esercitare, con una dichiarazione che lascia spazio a pochi dubbi: “C’è in giro qualcuno che vuol prendersi i meriti del nostro ritorno“, questo infatti hanno dichiarato ufficialmente i 2 componenti più importanti dei Guns N’ Roses.

Da un punto di vista artistico sarà interessante vedere cosa è rimasto e cosa ci sarà di nuovo nel repertorio di questa band che ha regalato alla storia della musica almeno 2 album capolavoro a cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90.

Speriamo che la musica insomma ne esca vincitrice e non sconfitta, perché sarebbe un delitto disperdere tutto l’affetto e l’amore dei fan oltre all’affezione per i vecchi successi. Per fare un paragone calzante, Claudio Baglioni negli ultimi anni della sua carriera sembra aver badato più agli incassi che alla qualità artistica, complice forse un’ispirazione che non c’era più ma un brand ancora molto forte, capace di vendere. Infelice ricordiamo la scelta del cantautore romano di lanciare il singolo di punta del suo album “Viaggiatore sulla coda del tempo” offrendolo come colonna sonora per una pubblicità televisiva di un gesture di telefonia mobile. Ecco, il brand Guns And Roses è in ottima salute, ma merita anche rispetto. A partire dai proprietari del brand stesso. Abbiamo visto, soprattutto online, un marketing molto spinto per celebrare il ritorno, condito tra l’altro da una curiosa partnership con la casa svedese di Giochi di Slot Machine Online NetEnt. I fan sicuramente storceranno il naso di fronte a un’operazione del genere, soprattutto perché si tratta di giochi d’azzardo che sappiamo bene come possano rappresentare un problema più che un divertimento. La speciale edizione di una Slot Machine a loro dedicata si chiama infatti Guns N’ Roses Slot Machine e contiene le colonne sonore originali del gruppo. Potrete trovare una versione gratuita di questo gioco sul portale www.richslots.it. Quello che mi sento di chiedervi è: una delle ultime rock and roll band, un’icona per la musica degli anni 70, epoca dei grandi gruppi musicali, con un patrimonio di fan e una fama immortale, aveva proprio bisogno di andare ad associare il loro nome alle Slot Online?

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